Il lavoro di tesi indaga la presenza di Claudiano, ultimo epigono della classicità , nella poesia barocca spagnola. Muovendo dall'ampia circolazione della sua opera in età  medievale e moderna, svolge uno studio della traduzione in ottave del "De raptu Proserpinae" ad opera di Francisco de Farà­a, letterato granadino, pubblicata nel 1608. A seguire, attraverso l'analisi di numerosi loci similes, restituiti, in gran parte, dallo spoglio dei commenti secenteschi alla poesia di G?ngora, definisce, in termini d'intertestualità , il rapporto tra questi e Claudiano, sua sicura e frequente auctoritas di riferimento.

«De flores despojando el verde llano». Claudiano nella poesia barocca, da Farà­a a Gà³ngora

2013

Abstract

Il lavoro di tesi indaga la presenza di Claudiano, ultimo epigono della classicità , nella poesia barocca spagnola. Muovendo dall'ampia circolazione della sua opera in età  medievale e moderna, svolge uno studio della traduzione in ottave del "De raptu Proserpinae" ad opera di Francisco de Farà­a, letterato granadino, pubblicata nel 1608. A seguire, attraverso l'analisi di numerosi loci similes, restituiti, in gran parte, dallo spoglio dei commenti secenteschi alla poesia di G?ngora, definisce, in termini d'intertestualità , il rapporto tra questi e Claudiano, sua sicura e frequente auctoritas di riferimento.
2013
it
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/315213
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-315213