Il negozio ha la struttura di volontàƒÂ precettiva ed àƒ¨ preordinato funzionalente a disporre di una determinata situazione giuridica, nellࢠatto invece la volontàƒÂ e la consapevolezza rilevano come requisiti del comportamento poichàƒ¨ gli effetti prescindono dal contenuto volitivo dellࢠatto e sono determinati dalla legge, àƒ¨ il carattere dispositivo, quindi, lࢠelemento di discrimen tra le due figure. Alla luce di quanto sopra, si ritiene che in caso di direttive intervenute nel corso del rapporto medico-paziente, si sia in presenza di un atto giuridico in senso stretto, come tali si ritengono gli atti umani volontari i cui effetti sono stabiliti dalla legge. Di converso, sono da ritenersi di natura negoziale le direttive anticipate assunte dal soggetto come libera scelta avulsa da qualsiasi iter medico giàƒÂ in corso, lࢠipotesi quindi di un soggetto perfettamente sano, fisicamente e psichicamente, perfettamente capace di intendere e di volere che decide, quale debbano essere o meno i trattamenti a cui sottoporsi nel caso e nel momento in cui non fosse piàƒ¹ capace di esprimere la propria volontàƒÂ . In questa visione viene proiettata la concezione del diritto allࢠidentitàƒÂ da intendersi quale integrazione della personalitàƒÂ , come riscoperta del legame del corpo nella sua eccezione fisica e psichica. Il diritto allࢠidentitàƒÂ porta con sàƒ© il principio di integritàƒÂ , come potestàƒÂ decisionale unica ed esclusiva del soggetto sulla propria sfera esistenziale. La dichiarazione àƒ¨ un atto che necessitàƒÂ dellࢠalteritàƒÂ , difatti viene definito come quellࢠatto che ha come scopo il far conoscere qualcosa a terzi, presupposto per la sua sussistenza àƒ¨ uno o piàƒ¹ destinatari, che possono essere anche determinati. La dottrina nellࢠanalizzare lࢠistituto della di
"IL TESTAMENTO BIOLOGICO"
2013
Abstract
Il negozio ha la struttura di volontàƒÂ precettiva ed àƒ¨ preordinato funzionalente a disporre di una determinata situazione giuridica, nellࢠatto invece la volontàƒÂ e la consapevolezza rilevano come requisiti del comportamento poichàƒ¨ gli effetti prescindono dal contenuto volitivo dellࢠatto e sono determinati dalla legge, àƒ¨ il carattere dispositivo, quindi, lࢠelemento di discrimen tra le due figure. Alla luce di quanto sopra, si ritiene che in caso di direttive intervenute nel corso del rapporto medico-paziente, si sia in presenza di un atto giuridico in senso stretto, come tali si ritengono gli atti umani volontari i cui effetti sono stabiliti dalla legge. Di converso, sono da ritenersi di natura negoziale le direttive anticipate assunte dal soggetto come libera scelta avulsa da qualsiasi iter medico giàƒÂ in corso, lࢠipotesi quindi di un soggetto perfettamente sano, fisicamente e psichicamente, perfettamente capace di intendere e di volere che decide, quale debbano essere o meno i trattamenti a cui sottoporsi nel caso e nel momento in cui non fosse piàƒ¹ capace di esprimere la propria volontàƒÂ . In questa visione viene proiettata la concezione del diritto allࢠidentitàƒÂ da intendersi quale integrazione della personalitàƒÂ , come riscoperta del legame del corpo nella sua eccezione fisica e psichica. Il diritto allࢠidentitàƒÂ porta con sàƒ© il principio di integritàƒÂ , come potestàƒÂ decisionale unica ed esclusiva del soggetto sulla propria sfera esistenziale. La dichiarazione àƒ¨ un atto che necessitàƒÂ dellࢠalteritàƒÂ , difatti viene definito come quellࢠatto che ha come scopo il far conoscere qualcosa a terzi, presupposto per la sua sussistenza àƒ¨ uno o piàƒ¹ destinatari, che possono essere anche determinati. La dottrina nellࢠanalizzare lࢠistituto della di| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315217
URN:NBN:IT:BNCF-315217