La deroga introdotta dalla legge 14 febbraio 2006 n. 55 all'art. 458 c.c. si presta ad un'interpretazione assolutamente restrittiva. Aderendo alla ricostruzione della natura giuridica del patto di famiglia, quale convenzione in cui si innestano due distinti momenti attributivi a titolo di liberalità e attribuendo allo stesso un'efficacia immediata, si potrebbe addivenire al risultato di considerare superflua, almeno solo in parte, l'espressa previsione legislativa di deroga al divieto di patto successorio introdotta all'art. 458 c.c., atteso che la nuova fattispecie non sarebbe nà© un patto successorio istitutivo (in quanto non si istituisce inter vivos alcun erede, nà© legatario), nà© dispositivo (poichà© non si dispone di una successione futura bensଠdi diritti attuali). La deroga introdotta dal legislatore del 2006 inerisce soltanto la disattivazione dei meccanismi successori di rinunzia all'azione di riduzione e di dispensa da collazione, di cui all'art. 768 quater, quarto comma e in questi stretti ambiti va interpretata.
Il divieto dei patti successori nella successione dell'impresa
2009
Abstract
La deroga introdotta dalla legge 14 febbraio 2006 n. 55 all'art. 458 c.c. si presta ad un'interpretazione assolutamente restrittiva. Aderendo alla ricostruzione della natura giuridica del patto di famiglia, quale convenzione in cui si innestano due distinti momenti attributivi a titolo di liberalità e attribuendo allo stesso un'efficacia immediata, si potrebbe addivenire al risultato di considerare superflua, almeno solo in parte, l'espressa previsione legislativa di deroga al divieto di patto successorio introdotta all'art. 458 c.c., atteso che la nuova fattispecie non sarebbe nà© un patto successorio istitutivo (in quanto non si istituisce inter vivos alcun erede, nà© legatario), nà© dispositivo (poichà© non si dispone di una successione futura bensଠdi diritti attuali). La deroga introdotta dal legislatore del 2006 inerisce soltanto la disattivazione dei meccanismi successori di rinunzia all'azione di riduzione e di dispensa da collazione, di cui all'art. 768 quater, quarto comma e in questi stretti ambiti va interpretata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315255
URN:NBN:IT:BNCF-315255