Muovendo dall'analisi del titolo “Danni di guerra e restauro dei monumenti. Palermo 1943-1955” si possono riscontrare i contenuti ed i concetti elaborati nello scritto, poichà© ogni sua parte individua una distinta tematica di studio. Quale argomento? “Danni di guerra e restauro dei monumenti”: un tema riguardante la conoscenza delle distruzioni subite dal patrimonio monumentale in occasione di un evento bellico (nella fattispecie la seconda guerra mondiale) e lo studio del conseguente restauro di tali manufatti alla luce dei danni riportati. Dove? A Palermo, dunque in un preciso e definito luogo geografico individuato in Sicilia e rappresentato dalla sua città capoluogo. Quando? Nel periodo compreso tra l'anno 1943 ed il 1955, esattamente coincidente con il servizio amministrativo svolto nel ruolo di Soprintendente ai Monumenti della Sicilia Occidentale prima dall'architetto Mario Guiotto e poi dal suo collega a lui succeduto Armando Dillon. Il lavoro si articola sulle seguenti tematiche di studio, fondate sulla conoscenza e sulla successiva fase di comprensione critica degli eventi bellici e della conseguente attività di tutela intrapresa attraverso i restauri condotti sul patrimonio monumentale offeso, le quali hanno caratterizzato le diverse fasi del lavoro svolto: 1) “Il servizio della tutela dei monumenti in Sicilia prima degli eventi bellici: organizzazione, protagonisti ed interpreti; 2) “Gli eventi bellici del 1943 a Palermo e i danni al patrimonio monumentale; 3) “1943-1955: l'opera di ricostruzione post-bellica a Palermo; 4) “Il restauro dei monumenti danneggiati dalla guerra: i casi esemplari e le tematiche di intervento. In ultima analisi, la comprensione critica delle caratteristiche e delle modalità degli interventi operati dai due protagonisti porta a dedurre che in Sicilia non si ਠin presenza di una realtà chiusa in sਠe avulsa dagli sviluppi del dibattito culturale che si andava svolgendo in Italia ed in Europa, ma di una prassi operativa che, per i contenuti tematici, puಠconfrontarsi a pieno titolo, sul terreno delle esperienze d'intervento condotte su eccezionali preesistenze, con le altre realtà regionali della Penisola.
Danni di guerra e restauro dei monumenti. Palermo 1943-1955
2006
Abstract
Muovendo dall'analisi del titolo “Danni di guerra e restauro dei monumenti. Palermo 1943-1955” si possono riscontrare i contenuti ed i concetti elaborati nello scritto, poichà© ogni sua parte individua una distinta tematica di studio. Quale argomento? “Danni di guerra e restauro dei monumenti”: un tema riguardante la conoscenza delle distruzioni subite dal patrimonio monumentale in occasione di un evento bellico (nella fattispecie la seconda guerra mondiale) e lo studio del conseguente restauro di tali manufatti alla luce dei danni riportati. Dove? A Palermo, dunque in un preciso e definito luogo geografico individuato in Sicilia e rappresentato dalla sua città capoluogo. Quando? Nel periodo compreso tra l'anno 1943 ed il 1955, esattamente coincidente con il servizio amministrativo svolto nel ruolo di Soprintendente ai Monumenti della Sicilia Occidentale prima dall'architetto Mario Guiotto e poi dal suo collega a lui succeduto Armando Dillon. Il lavoro si articola sulle seguenti tematiche di studio, fondate sulla conoscenza e sulla successiva fase di comprensione critica degli eventi bellici e della conseguente attività di tutela intrapresa attraverso i restauri condotti sul patrimonio monumentale offeso, le quali hanno caratterizzato le diverse fasi del lavoro svolto: 1) “Il servizio della tutela dei monumenti in Sicilia prima degli eventi bellici: organizzazione, protagonisti ed interpreti; 2) “Gli eventi bellici del 1943 a Palermo e i danni al patrimonio monumentale; 3) “1943-1955: l'opera di ricostruzione post-bellica a Palermo; 4) “Il restauro dei monumenti danneggiati dalla guerra: i casi esemplari e le tematiche di intervento. In ultima analisi, la comprensione critica delle caratteristiche e delle modalità degli interventi operati dai due protagonisti porta a dedurre che in Sicilia non si ਠin presenza di una realtà chiusa in sਠe avulsa dagli sviluppi del dibattito culturale che si andava svolgendo in Italia ed in Europa, ma di una prassi operativa che, per i contenuti tematici, puಠconfrontarsi a pieno titolo, sul terreno delle esperienze d'intervento condotte su eccezionali preesistenze, con le altre realtà regionali della Penisola.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315271
URN:NBN:IT:BNCF-315271