Negli ultimi decenni l'Italia ਠstata partecipe dei numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutte le economie globalizzate. Guardando a questi cambiamenti dal punto di vista del lavoro emerge senza dubbio un tratto unificante, che puಠessere sintetizzato nel tendenziale decremento delle carriere lavorative standard, capaci di garantire nel tempo condizioni di stabilità  ed ampie protezioni di welfare, e nel tendenziale aumento delle carriere lavorative cosiddette atipiche, caratterizzate da frammentarietà , discontinuità  ed incertezza. In questo scenario occupazionale cosଠcambiato rispetto all'epoca fordista, che era impostata sui valori della stabilità  e della protezione del lavoro, ਠandato progressivamente crescendo il numero dei cosiddetti contratti atipici, intesi come tutti quei rapporti di lavoro diversi dai rapporti di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato. Oltre a non dare garanzie di continuità  nel tempo, le formule contrattuali atipiche offrono bassissime e/o carenti tutele legislative e contrattuali, costringendo i lavoratori a costruire le loro biografie occupazionali su una organizzazione transitoria del lavoro, schiacciati sul presente da un welfare debole e dall'instabilità  permanente. Rispetto a quanto detto, lo studio intrapreso in questo lavoro di tesi ha l'obiettivo di analizzare, dal punto di vista economico e sociale, il complicato processo di destandardizzazione del mercato del lavoro italiano, con un affondo analitico specifico sulla realtà  del terzo settore. In particolare le analisi svolte, cavalcando l'onda della crisi economica apertasi nel 2008, che ha riproposto con forza i nodi problematici derivanti da una flessibilità  non governata, mettono in luce i limiti e le criticità  sociali dei nuovi assetti occupazionali che, avendo prodotto nuovi rischi e nuove forme di disuguaglianza, implicano rilevanti costi personali e sociali a carico dell'individuo, della famiglia, della comunità .

Il lavoro non standard tra flessibilità  e precarietà : una ricerca sui lavoratori atipici del Terzo Settore

2011

Abstract

Negli ultimi decenni l'Italia ਠstata partecipe dei numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutte le economie globalizzate. Guardando a questi cambiamenti dal punto di vista del lavoro emerge senza dubbio un tratto unificante, che puಠessere sintetizzato nel tendenziale decremento delle carriere lavorative standard, capaci di garantire nel tempo condizioni di stabilità  ed ampie protezioni di welfare, e nel tendenziale aumento delle carriere lavorative cosiddette atipiche, caratterizzate da frammentarietà , discontinuità  ed incertezza. In questo scenario occupazionale cosଠcambiato rispetto all'epoca fordista, che era impostata sui valori della stabilità  e della protezione del lavoro, ਠandato progressivamente crescendo il numero dei cosiddetti contratti atipici, intesi come tutti quei rapporti di lavoro diversi dai rapporti di lavoro dipendente a tempo pieno e indeterminato. Oltre a non dare garanzie di continuità  nel tempo, le formule contrattuali atipiche offrono bassissime e/o carenti tutele legislative e contrattuali, costringendo i lavoratori a costruire le loro biografie occupazionali su una organizzazione transitoria del lavoro, schiacciati sul presente da un welfare debole e dall'instabilità  permanente. Rispetto a quanto detto, lo studio intrapreso in questo lavoro di tesi ha l'obiettivo di analizzare, dal punto di vista economico e sociale, il complicato processo di destandardizzazione del mercato del lavoro italiano, con un affondo analitico specifico sulla realtà  del terzo settore. In particolare le analisi svolte, cavalcando l'onda della crisi economica apertasi nel 2008, che ha riproposto con forza i nodi problematici derivanti da una flessibilità  non governata, mettono in luce i limiti e le criticità  sociali dei nuovi assetti occupazionali che, avendo prodotto nuovi rischi e nuove forme di disuguaglianza, implicano rilevanti costi personali e sociali a carico dell'individuo, della famiglia, della comunità .
2011
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