Il mio lavoro di ricerca ਠincentrato sulla trasformazione della città  palestinese di Hebron, muovendo da una ricognizione pi๠generale della trasformazione delle principali città  palestinesi negli ultimi decenni. L'idea di analizzare, in questa tesi, un paese cosଠlontano, ma a me sempre vicino, ਠdato dall'amore che nutro per la mia città  natale e la mia terra, nella speranza di far conoscere Hebron e di avviare, in pieno, una politica di recupero. L'architettura nelle città  arabe, pur avendo tratti comuni, si differenzia da paese a paese in base alla posizione geografica, alle caratteristiche del suolo ed alle condizioni climatiche. La maggior parte delle città  sono situate in zone calde e desertiche con pochi tratti agricoli lungo le costa e le rive dei fiumi. Nel territorio palestinese si trovano alcune delle città  pi๠antiche del mondo, Jericho, Gerusalemme, Betlemme, Hebron, ma il valore di questo patrimonio, distrutto nel tempo dal conflitto politico e dall'occupazione militare, non ਠadeguatamente conosciuto e studiato. Non ci sono infatti studi sufficienti che possano manifestare all'esterno le potenzialità  del patrimonio urbano e promuovere il recupero e la riqualificazione del patrimonio rimasto. Inoltre, a mio parere, qualsiasi studio riguardante il territorio palestinese occupato (come scritto nella risoluzione delle Nazioni Unite n. 242 del 1967) non puಠrappresentare un valore assoluto ma necessita di una “data di scadenza”, in quanto la situazione politica e l'occupazione militare provocano continui stravolgimenti del territorio, ridisegnando continuamente gli spazi urbani: nuovi insediamenti coloniali, nuovi collegamenti tra essi, abbattimento di preesistenze, confische di suolo, in particolare di quello agricolo, il continuo innalzamento della barriera di separazione, del “Muro di Sharon”, generano nuove scenari e delineano un tessuto urbanistico in evoluzione. La zona da me scelta, all'interno della città  di Hebron, fa parte delle zone che non hanno subito trasformazioni, se non per lo stretto indispensabile, ma ਠdi interesse israeliano per possibili espansioni future di colonie situate in posizione tangente all'area. In questa area la maggior parte dei negozi sono chiusi perchà© i titolari hanno paura dei coloni e dell'esercito israeliano. Ci sono invece venditori ambulanti temerari che riempiono ed utilizzano queste aree con le loro bancarelle davanti ai negozi, in maniera disorganizzata, dando anche fastidio ai pochi negozianti aperti e non ਠfacile nemmeno il passaggio pedonale in alcuni casi; il tutto crea traffico per le auto e specialmente per i pochissimi taxi collettivi che servono la zona. Le ipotesi progettuali che propongo nascono dal desiderio di restituire l'area ai palestinesi e soddisfare le esigenze della gente, nella sistemazione di una zona funzionante e soprattutto sicura, con la creazione di servizi, perchà© questa area ਠl'ingresso ed il “salotto” della città  vecchia, e tutti i turisti che vengono a Hebron, per visitare la città  vecchia, devono obbligatoriamente passare da questa zona.

Le trasformazioni delle città  palestinesi negli ultimi decenni: il caso di Hebron

2010

Abstract

Il mio lavoro di ricerca ਠincentrato sulla trasformazione della città  palestinese di Hebron, muovendo da una ricognizione pi๠generale della trasformazione delle principali città  palestinesi negli ultimi decenni. L'idea di analizzare, in questa tesi, un paese cosଠlontano, ma a me sempre vicino, ਠdato dall'amore che nutro per la mia città  natale e la mia terra, nella speranza di far conoscere Hebron e di avviare, in pieno, una politica di recupero. L'architettura nelle città  arabe, pur avendo tratti comuni, si differenzia da paese a paese in base alla posizione geografica, alle caratteristiche del suolo ed alle condizioni climatiche. La maggior parte delle città  sono situate in zone calde e desertiche con pochi tratti agricoli lungo le costa e le rive dei fiumi. Nel territorio palestinese si trovano alcune delle città  pi๠antiche del mondo, Jericho, Gerusalemme, Betlemme, Hebron, ma il valore di questo patrimonio, distrutto nel tempo dal conflitto politico e dall'occupazione militare, non ਠadeguatamente conosciuto e studiato. Non ci sono infatti studi sufficienti che possano manifestare all'esterno le potenzialità  del patrimonio urbano e promuovere il recupero e la riqualificazione del patrimonio rimasto. Inoltre, a mio parere, qualsiasi studio riguardante il territorio palestinese occupato (come scritto nella risoluzione delle Nazioni Unite n. 242 del 1967) non puಠrappresentare un valore assoluto ma necessita di una “data di scadenza”, in quanto la situazione politica e l'occupazione militare provocano continui stravolgimenti del territorio, ridisegnando continuamente gli spazi urbani: nuovi insediamenti coloniali, nuovi collegamenti tra essi, abbattimento di preesistenze, confische di suolo, in particolare di quello agricolo, il continuo innalzamento della barriera di separazione, del “Muro di Sharon”, generano nuove scenari e delineano un tessuto urbanistico in evoluzione. La zona da me scelta, all'interno della città  di Hebron, fa parte delle zone che non hanno subito trasformazioni, se non per lo stretto indispensabile, ma ਠdi interesse israeliano per possibili espansioni future di colonie situate in posizione tangente all'area. In questa area la maggior parte dei negozi sono chiusi perchà© i titolari hanno paura dei coloni e dell'esercito israeliano. Ci sono invece venditori ambulanti temerari che riempiono ed utilizzano queste aree con le loro bancarelle davanti ai negozi, in maniera disorganizzata, dando anche fastidio ai pochi negozianti aperti e non ਠfacile nemmeno il passaggio pedonale in alcuni casi; il tutto crea traffico per le auto e specialmente per i pochissimi taxi collettivi che servono la zona. Le ipotesi progettuali che propongo nascono dal desiderio di restituire l'area ai palestinesi e soddisfare le esigenze della gente, nella sistemazione di una zona funzionante e soprattutto sicura, con la creazione di servizi, perchà© questa area ਠl'ingresso ed il “salotto” della città  vecchia, e tutti i turisti che vengono a Hebron, per visitare la città  vecchia, devono obbligatoriamente passare da questa zona.
2010
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