Il linguaggio architettonico necessita oggi di nuovi impulsi in grado di portare un rinnovamento radicale nel modo di concepire l'architettura degli edifici e delle città . Conclusosi il ciclo del linguaggio razionalista infatti, le nuove correnti artistico-culturali che hanno tentato di volta in volta di rinnovare l'architettura nelle sue valenze culturali e formali, si rivelarono presto sostanzialmente incapaci di creare un nuovo linguaggio: il tentativo avviato dal post-moderno di ritornare, se non altro nel riferimento semantico e semiotico, alle forme del passato, le esperienze promosse dalle avanguardie, dall'high-tech al decostruttivismo, hanno avuto in comune lo stesso †˜errore' di fondo di cercare il rinnovamento dell'architettura attraverso la sola ricerca imperniata puramente sul linguaggio. Alla luce delle attuali problematiche ambientali, delle attuali situazioni di incompatibilità  tra i sistemi antropogenici e gli ecosistemi naturali, occorre riformulare le caratteristiche dell'architettura, nelle sue valenze estetico-formali nonchà© funzionali e tecnologiche, partendo in primo luogo dall'esigenza di preservare l'ambiente da situazioni di disequilibrio, di criticità , di profonda alterazione delle differenti realtà  ecosistemiche che lo caratterizzano: †œdobbiamo costruire edifici e città  che non richiedono quantità  di energia incompatibili con le risorse attualmente disponibili, e dobbiamo tener presente che il linguaggio dell'architettura non puಠessere cosa a sà© stante dall'essenza stessa dell'architettura. La nuova sfida dell'architettura verterà  su queste tematiche: ripensare all'essenza stessa dell'architettura, trovare una compatibilità  con l'ambiente, ricreare la consapevole riduzione dei consumi energetici. Partendo da questi presupposti, potremo delineare anche un nuovo linguaggio architettonico, che non sarà  il frutto di noti canoni estetici o ritrovati nel passato, ma discenderà  direttamente dal nuovo modo di fare architettura; dal suo interno potrà  scaturire un nuovo linguaggio che esprimerà  i valori dell'architettura†� . In questa direzione occorre principalmente e fondamentalmente che l'architettura, nelle sue componenti morfologiche, formali e costitutive, possa ricollegarsi e riconnettersi ai caratteri del luogo, dove nel concetto di †˜carattere' confluiscono i connotati ambientali di livello biofisico e bioclimatico nonchà© i connotati antropici di livello artistico-culturale e legati alle valenze del luogo determinate dal sistema delle preesistenze: †œl'organizzazione spaziale deve assumere forme e figure che si rapportino tra loro, sottolineando e confermando i caratteri del luogo, modificandosi nel tempo, ma al tempo stesso rimanendo coerenti ai valori espressi dal luogo†�. In quest'ottica ਠchiaro che il †˜linguaggio' non puಠe non deve essere precostituito ed indirizzato esclusivamente da correnti artistico-culturali ed estetico-formali. Del resto ਠsufficiente analizzare con attenzione la storia dell'architettura per vedere come, nell'architettura vernacolare, di natura †˜spontanea', vi sia una corrispondente spontaneità  di linguaggio: forma, morfologia e tipologia edilizia scaturiscono in primo luogo dal tentativo di mitigare le variazioni climatiche, di ottenere una adeguata fruibilità  degli ambienti con adeguate condizioni di benessere ambientale, di relazionarsi nella maniera pi๠naturale possibile al contesto biofisico e territoriale in generale, adoperando spesso le stesse caratteristiche biofisiche e costitutive esaltandone e valorizzandone, ove possibile, particolari aspetti e specifici caratteri. In una prospettiva di eco-sostenibilità  degli interventi, che attiene alle strutture relazionali dell'uomo con il suo intorno fisico-spaziale considerato nelle sue componenti materiali e immateriali, si profila una condizione umana come progetto dalla quale emergono, a livello teorico e metodologico, principi, canoni e parametri di riferimento da adottare nella prassi tecnico-operativa affatto diversi dal passato, che modificano il processo di analisi/interpretazione del rapporto tra opera e ambiente, tra progetto e luogo, rivolgendo un'attenzione particolare alle condizioni di contesto, valutandone aspetti, caratteri e fattori distintivi che, se da un lato ampliano il patrimonio di conoscenze dell'architetto, dall'altro comportano una nuova sensibilità  e responsabilità  nell'azione trasformativa a livello edilizio e urbano. La progettazione deve quindi oggi affrontare la complessità  del processo edilizio attraverso una visione globale delle azioni e dei singoli elementi che costituiscono l'edificio, considerando le interazioni tra i vari elementi come una possibilità  di gestione multipla. †œOgni oggetto fisico o organismo che a causa della sua azione e della sua esistenza deteriora il proprio ambiente fisico, distrugge se stesso. La sua azione sull'ambiente deve essere di lunga durata e permettere, durevolmente, la coesistenza d'altri abitanti nello stesso ambiente. E' il tempo lungo, la lunga durata, quello che descrive le trasformazioni dell' ambiente. Oggi si avverte una collisione tra il tempo lungo della natura e il tempo breve degli uomini e della loro capacita di previsione. I tempi della storia e quelli biologico-ambientali tendono ad accostarsi concettualmente perche e proprio dalla comprensione dalle interazioni tra eventi umani e trasformazioni ecologiche che dobbiamo partire per poter costruire un futuro cosciente degli errori e delle potenzialità  del passato. La crisi ambientale odierna ha delle ragioni e delle origini nel comportamento umano che forse ਠpossibile ancora correggere, in questo senso si misura la valenza di †œnuova etica†� delle proposte della sostenibilità . L'architettura della sostenibilità  considera la possibilità  che un intervento architettonico non muti, o meglio che possa contribuire a migliorare lo stato ambientale preesistente. Il quesito che si pone ਠse questa sia una contraddizione oppure una chance da praticare: se l'architettura sostenibile sia possibile in un quadro di coscienza ecologica diffusa, o se sia solo sinonimo di conservatorismo, ambientale o culturale; se la difesa a oltranza dei luoghi dall'invasione delle trasformazioni dettate dall' ideologia del progresso sia l'unica alternativa alla dissipazione di energie; se le politiche della sostenibilità  implichino la ricerca di trasformazioni adeguate, e in quanto tali siano una mera illusione o una mistificazione ideologica. La risposta a tali interrogativi risiede nelle esperienze e nelle considerazioni che guardano all'architettura come ad una pratica teorica propositiva che tende verso l'obiettivo della sostenibilità , che evidenzia il processo di generazione funzionale, configurazionale e morfologico, che esprime la volontà  di adottare schemi concettuali dinamici e flessibili in grado di interpretare e vivere l'ambiente in cui si colloca. In questo senso †œl'architettura per la sostenibilità  studia, interpreta e definisce le trasformazioni del territorio compatibili con la dimensione biofisica dei sistemi socio-economici. Questo implica un processo di convergenza multidisciplinare e sistemica. L'architettura per la sostenibilità  si propone di progettare nuovi paesaggi ed edifici e di intervenire in quelli esistenti, analizzando le relazioni tra sistemi artificiali, naturali e sociali in modo da definire le migliori strategie per gestire le future trasformazioni del territorio. E' inquadrata all'interno dei complessi contesti dell'innovazione tecnologica e dell'internazionalizzazione dei mercati, dei componenti, delle prestazioni d'impresa e dei servizi professionali. L'architettura per la sostenibilità  à¨ un concetto totalizzante e complesso che analizza le implicazioni civiche, culturali e tecniche della progettazione al fine di produrre nuove trasformazioni del territorio che siano sostenibili con il consumo delle risorse.

La grammatica ambientale: paradigmi del linguaggio dell'architettura sostenibile

2014

Abstract

Il linguaggio architettonico necessita oggi di nuovi impulsi in grado di portare un rinnovamento radicale nel modo di concepire l'architettura degli edifici e delle città . Conclusosi il ciclo del linguaggio razionalista infatti, le nuove correnti artistico-culturali che hanno tentato di volta in volta di rinnovare l'architettura nelle sue valenze culturali e formali, si rivelarono presto sostanzialmente incapaci di creare un nuovo linguaggio: il tentativo avviato dal post-moderno di ritornare, se non altro nel riferimento semantico e semiotico, alle forme del passato, le esperienze promosse dalle avanguardie, dall'high-tech al decostruttivismo, hanno avuto in comune lo stesso †˜errore' di fondo di cercare il rinnovamento dell'architettura attraverso la sola ricerca imperniata puramente sul linguaggio. Alla luce delle attuali problematiche ambientali, delle attuali situazioni di incompatibilità  tra i sistemi antropogenici e gli ecosistemi naturali, occorre riformulare le caratteristiche dell'architettura, nelle sue valenze estetico-formali nonchà© funzionali e tecnologiche, partendo in primo luogo dall'esigenza di preservare l'ambiente da situazioni di disequilibrio, di criticità , di profonda alterazione delle differenti realtà  ecosistemiche che lo caratterizzano: †œdobbiamo costruire edifici e città  che non richiedono quantità  di energia incompatibili con le risorse attualmente disponibili, e dobbiamo tener presente che il linguaggio dell'architettura non puಠessere cosa a sà© stante dall'essenza stessa dell'architettura. La nuova sfida dell'architettura verterà  su queste tematiche: ripensare all'essenza stessa dell'architettura, trovare una compatibilità  con l'ambiente, ricreare la consapevole riduzione dei consumi energetici. Partendo da questi presupposti, potremo delineare anche un nuovo linguaggio architettonico, che non sarà  il frutto di noti canoni estetici o ritrovati nel passato, ma discenderà  direttamente dal nuovo modo di fare architettura; dal suo interno potrà  scaturire un nuovo linguaggio che esprimerà  i valori dell'architettura†� . In questa direzione occorre principalmente e fondamentalmente che l'architettura, nelle sue componenti morfologiche, formali e costitutive, possa ricollegarsi e riconnettersi ai caratteri del luogo, dove nel concetto di †˜carattere' confluiscono i connotati ambientali di livello biofisico e bioclimatico nonchà© i connotati antropici di livello artistico-culturale e legati alle valenze del luogo determinate dal sistema delle preesistenze: †œl'organizzazione spaziale deve assumere forme e figure che si rapportino tra loro, sottolineando e confermando i caratteri del luogo, modificandosi nel tempo, ma al tempo stesso rimanendo coerenti ai valori espressi dal luogo†�. In quest'ottica ਠchiaro che il †˜linguaggio' non puಠe non deve essere precostituito ed indirizzato esclusivamente da correnti artistico-culturali ed estetico-formali. Del resto ਠsufficiente analizzare con attenzione la storia dell'architettura per vedere come, nell'architettura vernacolare, di natura †˜spontanea', vi sia una corrispondente spontaneità  di linguaggio: forma, morfologia e tipologia edilizia scaturiscono in primo luogo dal tentativo di mitigare le variazioni climatiche, di ottenere una adeguata fruibilità  degli ambienti con adeguate condizioni di benessere ambientale, di relazionarsi nella maniera pi๠naturale possibile al contesto biofisico e territoriale in generale, adoperando spesso le stesse caratteristiche biofisiche e costitutive esaltandone e valorizzandone, ove possibile, particolari aspetti e specifici caratteri. In una prospettiva di eco-sostenibilità  degli interventi, che attiene alle strutture relazionali dell'uomo con il suo intorno fisico-spaziale considerato nelle sue componenti materiali e immateriali, si profila una condizione umana come progetto dalla quale emergono, a livello teorico e metodologico, principi, canoni e parametri di riferimento da adottare nella prassi tecnico-operativa affatto diversi dal passato, che modificano il processo di analisi/interpretazione del rapporto tra opera e ambiente, tra progetto e luogo, rivolgendo un'attenzione particolare alle condizioni di contesto, valutandone aspetti, caratteri e fattori distintivi che, se da un lato ampliano il patrimonio di conoscenze dell'architetto, dall'altro comportano una nuova sensibilità  e responsabilità  nell'azione trasformativa a livello edilizio e urbano. La progettazione deve quindi oggi affrontare la complessità  del processo edilizio attraverso una visione globale delle azioni e dei singoli elementi che costituiscono l'edificio, considerando le interazioni tra i vari elementi come una possibilità  di gestione multipla. †œOgni oggetto fisico o organismo che a causa della sua azione e della sua esistenza deteriora il proprio ambiente fisico, distrugge se stesso. La sua azione sull'ambiente deve essere di lunga durata e permettere, durevolmente, la coesistenza d'altri abitanti nello stesso ambiente. E' il tempo lungo, la lunga durata, quello che descrive le trasformazioni dell' ambiente. Oggi si avverte una collisione tra il tempo lungo della natura e il tempo breve degli uomini e della loro capacita di previsione. I tempi della storia e quelli biologico-ambientali tendono ad accostarsi concettualmente perche e proprio dalla comprensione dalle interazioni tra eventi umani e trasformazioni ecologiche che dobbiamo partire per poter costruire un futuro cosciente degli errori e delle potenzialità  del passato. La crisi ambientale odierna ha delle ragioni e delle origini nel comportamento umano che forse ਠpossibile ancora correggere, in questo senso si misura la valenza di †œnuova etica†� delle proposte della sostenibilità . L'architettura della sostenibilità  considera la possibilità  che un intervento architettonico non muti, o meglio che possa contribuire a migliorare lo stato ambientale preesistente. Il quesito che si pone ਠse questa sia una contraddizione oppure una chance da praticare: se l'architettura sostenibile sia possibile in un quadro di coscienza ecologica diffusa, o se sia solo sinonimo di conservatorismo, ambientale o culturale; se la difesa a oltranza dei luoghi dall'invasione delle trasformazioni dettate dall' ideologia del progresso sia l'unica alternativa alla dissipazione di energie; se le politiche della sostenibilità  implichino la ricerca di trasformazioni adeguate, e in quanto tali siano una mera illusione o una mistificazione ideologica. La risposta a tali interrogativi risiede nelle esperienze e nelle considerazioni che guardano all'architettura come ad una pratica teorica propositiva che tende verso l'obiettivo della sostenibilità , che evidenzia il processo di generazione funzionale, configurazionale e morfologico, che esprime la volontà  di adottare schemi concettuali dinamici e flessibili in grado di interpretare e vivere l'ambiente in cui si colloca. In questo senso †œl'architettura per la sostenibilità  studia, interpreta e definisce le trasformazioni del territorio compatibili con la dimensione biofisica dei sistemi socio-economici. Questo implica un processo di convergenza multidisciplinare e sistemica. L'architettura per la sostenibilità  si propone di progettare nuovi paesaggi ed edifici e di intervenire in quelli esistenti, analizzando le relazioni tra sistemi artificiali, naturali e sociali in modo da definire le migliori strategie per gestire le future trasformazioni del territorio. E' inquadrata all'interno dei complessi contesti dell'innovazione tecnologica e dell'internazionalizzazione dei mercati, dei componenti, delle prestazioni d'impresa e dei servizi professionali. L'architettura per la sostenibilità  à¨ un concetto totalizzante e complesso che analizza le implicazioni civiche, culturali e tecniche della progettazione al fine di produrre nuove trasformazioni del territorio che siano sostenibili con il consumo delle risorse.
2014
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/315414
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-315414