La città contemporanea, nelle sue forme del decentramento, della diffusione e del cambio di scala dalla forma tradizionale alla condizione post-urbana (Choay, 1992) presenta notevoli difficoltà interpretative sul piano concettuale e operativo. La sua esplosione ci restituisce l'immagine di un immenso arcipelago (Cacciari, 1997) disperso in cui dinamiche incessanti disegnano una struttura porosa e instabile. Frammentazione e dispersione respingono progetti e piani che siano omnicomprensivi e puramente prescrittivi, ma ciಠnon significa che la città contemporanea non possa e non debba essere investita da un progetto concettualmente unitario (Secchi, 2000). Il mutare delle circostante storiche, sociali ed economiche, condiziona perಠanche il cambiamento delle condizioni comunicative, investite da una enorme varietà di temi trattati e da trattare e, soprattutto, da una improvvisa e infinita gamma di possibilità di restituzione degli oggetti della comunicazione. Le raffigurazioni utilizzate oggi dagli urbanisti, sono straordinariamente diverse dal passato, ma nella loro diversità raccontano l'interesse ad uscire dai circuiti specialistici per soli addetti ai lavori, per rivolgersi ad una platea sempre pi๠vasta di interlocutori, alla ricerca di un consenso ritenuto indispensabile per muovere e pro-muovere azioni e, soprattutto, conquistare il consenso della committenza. In questa seconda parte, il tema ਠinvece quello di imbastire da un lato, una ricognizione che non puಠessere assolutamente esaustiva od omnicomprensiva, ma che in maniera qualitativa tenta di ricostruire quella che ਠstata una vera e propria ossessione per la la descrizione nell'urbanistica negli ultimi venticinque anni. Dall'altro invece il tema ਠquello di provare a intercettare le ragioni che stanno alla base dell'incertezza del presente e che si traducono quindi in una crisi della capacità di immaginare assetti credibili a lunga distanza, soprattutto da parte dell'azione pubblica. La complessità degli attuali fenomeni impone dunque un ripensamento del disegno che sia pi๠aderente allo spazio e ai materiali contemporanei. Ipotesi queste, rafforzate dalla consapevolezza che la descrizione non svela solo il reale, ma anche immagina (Secchi, 1988), e che dunque, costruire nuove e aggiornate interpretazioni della città contemporanea, richieda anche operazioni selettive e di prefigurazione (Gasparrini, 2002). Anche se sinteticamente tratteggiato, ਠquesto il quadro di riferimento nel quale propongo di collocare questa riflessione sui modi e le forme della visualizzazione progettuale per la città contemporanea. La mia tesi ਠche questo passaggio concettuale, in cui il nostro immaginario ਠsollecitato da una molteplicità di immagini, ricerche, parole, modalità compositive, abbia investito e stia investendo ora pi๠campi disciplinari e si tratti di un passaggio utile e necessario per comprendere ciಠche ਠoggi la città e ciಠche sta già diventanto (Viganà², 2000). Strumenti e linguaggi mostrano già da molto tempo un evidente logoramento che palesa crisi e instabilità del vocabolario e della grammatica della rappresentazione (Boeri, 2010). L'obiettivo ਠquello di interrogare il territorio superando i tradizionali meccanismi di analisi, superando quell' ossessione per la descrizione che ha dominato l'urbanistica negli ultimi venticinque anni, cercando di dare nuovi impulsi a interpretazioni aperte all'interazione tra i paesaggi esistenti e quelli immaginabili, recuperando quella capacità visionaria di misurarsi con uno sguardo di scala ampia. Tornare a riflettere sulle relazioni tra le immagini del futuro e il futuro stesso, tra i mutamenti nella struttura sociale e le idee del futuro, ridefinire quel rapporto con la città per costruire un nuovo senso sociale del progetto (Polak, 1961). La tesi proposta si colloca, per cui, in quella prospettiva interna all'innovazione - che la progettazione urbanistica sta tentando di perseguire da alcuni anni - dentro quel quadro di riferimento che riguarda i modi e le forme della visualizzazione progettuale per la città contemporanea. La finalità ਠquella di rispondere ad una domanda di ricerca in cui la complessità degli attuali fenomeni, impone un ripensamento del disegno per poter rispondere ad una mutata domanda di comunicazione del piano, del progetto urbano ed urbanistico. La struttura ricerca si articola in tre parti finalizzate, la prima alla costruzione della domanda stessa della ricerca e si interroga quindi sull' attualità di tornare oggi a parlare di disegni in urbanistica, la seconda che invece imbastisce una ricognizione, sicuramente non esaustiva ma significativa, degli atteggiamenti ma anche delle derive di concetti e linguaggi della rappresentazione che animano la condizione di crisi nei confronti della contemporaneità , la terza che infine, contestualmente al campo delineato, prova ad avanzare alcuni ipotesi sui caratteri connotanti il disegno urbanistico oggi e a proporre un percorso di ricerca in cui il disegno stesso divenga strumento privilegiato di interrogazione del presente e costruzione del futuro. L'intento ਠquello di provare a rintracciare quel disegno latente, anche se apparentemente frammentato, disordinato e privo di qualsiasi potenzialità , che ਠperಠpresente nella scrittura dei luoghi, e soprattutto capace di suggerire un luogo per la progettazione (Brown, 2011). Il disegno oggi, in urbanistica, deve dunque essere inteso anche come quel dispositivo capace di far emergere luoghi e materiali, quelle situazioni ibride, aree di sovrapposizione e di contaminazione, drosscape (Berger, 2007) e brownfields, spazi rurali pi๠o meno urbanizzati, siti della dismissione e dello scarto, da cui ripartire nel progetto dell'esistente, ma soprattutto capace di intercettare quelle qualità sfuggenti e invisibili che le nostre città producono e che sono difficilmente coglibili e rappresentabili. Ed ਠraccontando la storia di questi progetti che i disegni che li rappresentano divengono sempre pi๠densi, capaci di catalizzare l'attenzione come atti comunicativi. Il disegno del progetto della città contemporanea ਠdunque la storia di un continuo andare dal generale verso il dettaglio, dalla costruzioni di visioni d'assieme al prendere coscienza della grana dei materiali, attraversando tutte le scale della città - del progetto, del contesto sociale e del potere (Secchi, 2012) ? muovendosi tra realismo, astrattismo e allusività tracciando le linee di immaginari futuri. Disegni densi dunque, perchਠcarichi di un senso nuovo, ma al tempo stesso sintetici per produrre evidenziazioni e selettivi per individuare temi prioritari di intervento. Disegni che nel rigore del metodo e a partire dall'esattezza dei dati, non si riconoscono perಠnel mito dell'esattezza scientifica che ha caratterizzato la modernità , perchਠambiscono a superare il tema della neutralità scientifica della mappa e sono invece alla ricerca di nuovi miti e di nuovi racconti da costruire. Disegni che non marcano una posizione perchਠnon si occupano di dare un finale certo al racconto, ma si attestano nello spazio della riflessione poichਠil loro scopo ਠinterpretare il presente e orientarne la trasformazione, indicare il verso al futuro. Visioni d'assieme come racconti scorporabili in tante microstorie al futuro, in cui quella che disegnano ਠla trama, l'ordito, la struttura robusta intorno la quale e dentro la quale si puà², attraverso un processo dinamico di azioni nel tempo (Corner, 1999), costruiscono risposte pertinenti e puntuali dentro scenari immaginati come infinite storie possibili.
Disegni di città e racconti urbani.
2014
Abstract
La città contemporanea, nelle sue forme del decentramento, della diffusione e del cambio di scala dalla forma tradizionale alla condizione post-urbana (Choay, 1992) presenta notevoli difficoltà interpretative sul piano concettuale e operativo. La sua esplosione ci restituisce l'immagine di un immenso arcipelago (Cacciari, 1997) disperso in cui dinamiche incessanti disegnano una struttura porosa e instabile. Frammentazione e dispersione respingono progetti e piani che siano omnicomprensivi e puramente prescrittivi, ma ciಠnon significa che la città contemporanea non possa e non debba essere investita da un progetto concettualmente unitario (Secchi, 2000). Il mutare delle circostante storiche, sociali ed economiche, condiziona perಠanche il cambiamento delle condizioni comunicative, investite da una enorme varietà di temi trattati e da trattare e, soprattutto, da una improvvisa e infinita gamma di possibilità di restituzione degli oggetti della comunicazione. Le raffigurazioni utilizzate oggi dagli urbanisti, sono straordinariamente diverse dal passato, ma nella loro diversità raccontano l'interesse ad uscire dai circuiti specialistici per soli addetti ai lavori, per rivolgersi ad una platea sempre pi๠vasta di interlocutori, alla ricerca di un consenso ritenuto indispensabile per muovere e pro-muovere azioni e, soprattutto, conquistare il consenso della committenza. In questa seconda parte, il tema ਠinvece quello di imbastire da un lato, una ricognizione che non puಠessere assolutamente esaustiva od omnicomprensiva, ma che in maniera qualitativa tenta di ricostruire quella che ਠstata una vera e propria ossessione per la la descrizione nell'urbanistica negli ultimi venticinque anni. Dall'altro invece il tema ਠquello di provare a intercettare le ragioni che stanno alla base dell'incertezza del presente e che si traducono quindi in una crisi della capacità di immaginare assetti credibili a lunga distanza, soprattutto da parte dell'azione pubblica. La complessità degli attuali fenomeni impone dunque un ripensamento del disegno che sia pi๠aderente allo spazio e ai materiali contemporanei. Ipotesi queste, rafforzate dalla consapevolezza che la descrizione non svela solo il reale, ma anche immagina (Secchi, 1988), e che dunque, costruire nuove e aggiornate interpretazioni della città contemporanea, richieda anche operazioni selettive e di prefigurazione (Gasparrini, 2002). Anche se sinteticamente tratteggiato, ਠquesto il quadro di riferimento nel quale propongo di collocare questa riflessione sui modi e le forme della visualizzazione progettuale per la città contemporanea. La mia tesi ਠche questo passaggio concettuale, in cui il nostro immaginario ਠsollecitato da una molteplicità di immagini, ricerche, parole, modalità compositive, abbia investito e stia investendo ora pi๠campi disciplinari e si tratti di un passaggio utile e necessario per comprendere ciಠche ਠoggi la città e ciಠche sta già diventanto (Viganà², 2000). Strumenti e linguaggi mostrano già da molto tempo un evidente logoramento che palesa crisi e instabilità del vocabolario e della grammatica della rappresentazione (Boeri, 2010). L'obiettivo ਠquello di interrogare il territorio superando i tradizionali meccanismi di analisi, superando quell' ossessione per la descrizione che ha dominato l'urbanistica negli ultimi venticinque anni, cercando di dare nuovi impulsi a interpretazioni aperte all'interazione tra i paesaggi esistenti e quelli immaginabili, recuperando quella capacità visionaria di misurarsi con uno sguardo di scala ampia. Tornare a riflettere sulle relazioni tra le immagini del futuro e il futuro stesso, tra i mutamenti nella struttura sociale e le idee del futuro, ridefinire quel rapporto con la città per costruire un nuovo senso sociale del progetto (Polak, 1961). La tesi proposta si colloca, per cui, in quella prospettiva interna all'innovazione - che la progettazione urbanistica sta tentando di perseguire da alcuni anni - dentro quel quadro di riferimento che riguarda i modi e le forme della visualizzazione progettuale per la città contemporanea. La finalità ਠquella di rispondere ad una domanda di ricerca in cui la complessità degli attuali fenomeni, impone un ripensamento del disegno per poter rispondere ad una mutata domanda di comunicazione del piano, del progetto urbano ed urbanistico. La struttura ricerca si articola in tre parti finalizzate, la prima alla costruzione della domanda stessa della ricerca e si interroga quindi sull' attualità di tornare oggi a parlare di disegni in urbanistica, la seconda che invece imbastisce una ricognizione, sicuramente non esaustiva ma significativa, degli atteggiamenti ma anche delle derive di concetti e linguaggi della rappresentazione che animano la condizione di crisi nei confronti della contemporaneità , la terza che infine, contestualmente al campo delineato, prova ad avanzare alcuni ipotesi sui caratteri connotanti il disegno urbanistico oggi e a proporre un percorso di ricerca in cui il disegno stesso divenga strumento privilegiato di interrogazione del presente e costruzione del futuro. L'intento ਠquello di provare a rintracciare quel disegno latente, anche se apparentemente frammentato, disordinato e privo di qualsiasi potenzialità , che ਠperಠpresente nella scrittura dei luoghi, e soprattutto capace di suggerire un luogo per la progettazione (Brown, 2011). Il disegno oggi, in urbanistica, deve dunque essere inteso anche come quel dispositivo capace di far emergere luoghi e materiali, quelle situazioni ibride, aree di sovrapposizione e di contaminazione, drosscape (Berger, 2007) e brownfields, spazi rurali pi๠o meno urbanizzati, siti della dismissione e dello scarto, da cui ripartire nel progetto dell'esistente, ma soprattutto capace di intercettare quelle qualità sfuggenti e invisibili che le nostre città producono e che sono difficilmente coglibili e rappresentabili. Ed ਠraccontando la storia di questi progetti che i disegni che li rappresentano divengono sempre pi๠densi, capaci di catalizzare l'attenzione come atti comunicativi. Il disegno del progetto della città contemporanea ਠdunque la storia di un continuo andare dal generale verso il dettaglio, dalla costruzioni di visioni d'assieme al prendere coscienza della grana dei materiali, attraversando tutte le scale della città - del progetto, del contesto sociale e del potere (Secchi, 2012) ? muovendosi tra realismo, astrattismo e allusività tracciando le linee di immaginari futuri. Disegni densi dunque, perchਠcarichi di un senso nuovo, ma al tempo stesso sintetici per produrre evidenziazioni e selettivi per individuare temi prioritari di intervento. Disegni che nel rigore del metodo e a partire dall'esattezza dei dati, non si riconoscono perಠnel mito dell'esattezza scientifica che ha caratterizzato la modernità , perchਠambiscono a superare il tema della neutralità scientifica della mappa e sono invece alla ricerca di nuovi miti e di nuovi racconti da costruire. Disegni che non marcano una posizione perchਠnon si occupano di dare un finale certo al racconto, ma si attestano nello spazio della riflessione poichਠil loro scopo ਠinterpretare il presente e orientarne la trasformazione, indicare il verso al futuro. Visioni d'assieme come racconti scorporabili in tante microstorie al futuro, in cui quella che disegnano ਠla trama, l'ordito, la struttura robusta intorno la quale e dentro la quale si puà², attraverso un processo dinamico di azioni nel tempo (Corner, 1999), costruiscono risposte pertinenti e puntuali dentro scenari immaginati come infinite storie possibili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315424
URN:NBN:IT:BNCF-315424