L'osteonecrosi da bifosfonati (BRONJ) ਠuna condizione clinica descritta per la prima volta nel 2002 1 e caratterizzata dall'esposizione di osso a livello di mascellare superiore ed inferiore persistente da pi๠di 8 settimane in pazienti che hanno fatto uso o fanno uso di bifosfonati e che non hanno storia clinica di radioterapia del capo-collo. Questa veniva variamente indicata in letteratura con i termini di "osteomielite" a sottolineare l'aspetto flogistico e di "contaminazione batterica costante", o di "necrosi avascolare" a sottolineare l'aspetto ipossi-ischemico che ne alimenta la patogenesi, o ancora come "bi-phossy jaw" per la stretta analogia mostrata con l'antica malattia professionale nota come "phossy jaw"2 o "mandibola da fosforo" osservata a Vienna (1845) nei lavoratori delle fabbriche di fiammiferi (Fig.1).3,4 Attualmente perಠc'ਠun certo accordo in letteratura nel definire questa nuova forma di necrosi ossea come "Biphosphonates related Osteonecrosis of Jaws" ovvero "osteonecrosi dei mascellari correlata a bifosfonati".5 L'esposizione ossea si presenta spontaneamente o, pi๠spesso, diventa manifesta inseguito a procedure chirurgiche invasive quali l'estrazione di radici dentali, chirurgia periodontale, apicectomia o posizionamento di impianti dentari. La necrosi interessa prevalentemente le ossa dei mascellari , origina sempre a livello dell'osso alveolare e solo secondariamente si estende al corpo e rami mandibolari ed altre sedi contigue. 6 I bifosfonati sono una classe di farmaci a cui appartengono numerose molecole usate prevalentemente in campo oncologico per il controllo delle metastasi ossee da cancro della mammella e mieloma multiplo o, meno frequentemente, da neoplasie maligne prostatiche, renali e polmonari. I pi๠comuni bifosfonati utilizzati in terapia sono: l'alendronato, il risedronato, l'ibandronato, il pamidronato e lo zoledronato, composti dotati di elevata potenza e selettività .7,8 L'utilizzo di questi farmaci ਠandato sempre pi๠aumentando, tanto che, ad oggi, figurano tra i 20 farmaci pi๠prescritti al mondo. Scopo di questo lavoro ਠdi presentare i risultati ottenuti presso la Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Università "Federico II" di Napoli, con quanto attualmente ਠriportato in letteratura e la necessaria distinzione, nella valutazione del rischio, tra l'uso di BF in campo oncologico e quello in patologie osteometaboliche.
Osteonecrosi dei mascellari
Abstract
L'osteonecrosi da bifosfonati (BRONJ) ਠuna condizione clinica descritta per la prima volta nel 2002 1 e caratterizzata dall'esposizione di osso a livello di mascellare superiore ed inferiore persistente da pi๠di 8 settimane in pazienti che hanno fatto uso o fanno uso di bifosfonati e che non hanno storia clinica di radioterapia del capo-collo. Questa veniva variamente indicata in letteratura con i termini di "osteomielite" a sottolineare l'aspetto flogistico e di "contaminazione batterica costante", o di "necrosi avascolare" a sottolineare l'aspetto ipossi-ischemico che ne alimenta la patogenesi, o ancora come "bi-phossy jaw" per la stretta analogia mostrata con l'antica malattia professionale nota come "phossy jaw"2 o "mandibola da fosforo" osservata a Vienna (1845) nei lavoratori delle fabbriche di fiammiferi (Fig.1).3,4 Attualmente perಠc'ਠun certo accordo in letteratura nel definire questa nuova forma di necrosi ossea come "Biphosphonates related Osteonecrosis of Jaws" ovvero "osteonecrosi dei mascellari correlata a bifosfonati".5 L'esposizione ossea si presenta spontaneamente o, pi๠spesso, diventa manifesta inseguito a procedure chirurgiche invasive quali l'estrazione di radici dentali, chirurgia periodontale, apicectomia o posizionamento di impianti dentari. La necrosi interessa prevalentemente le ossa dei mascellari , origina sempre a livello dell'osso alveolare e solo secondariamente si estende al corpo e rami mandibolari ed altre sedi contigue. 6 I bifosfonati sono una classe di farmaci a cui appartengono numerose molecole usate prevalentemente in campo oncologico per il controllo delle metastasi ossee da cancro della mammella e mieloma multiplo o, meno frequentemente, da neoplasie maligne prostatiche, renali e polmonari. I pi๠comuni bifosfonati utilizzati in terapia sono: l'alendronato, il risedronato, l'ibandronato, il pamidronato e lo zoledronato, composti dotati di elevata potenza e selettività .7,8 L'utilizzo di questi farmaci ਠandato sempre pi๠aumentando, tanto che, ad oggi, figurano tra i 20 farmaci pi๠prescritti al mondo. Scopo di questo lavoro ਠdi presentare i risultati ottenuti presso la Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Università "Federico II" di Napoli, con quanto attualmente ਠriportato in letteratura e la necessaria distinzione, nella valutazione del rischio, tra l'uso di BF in campo oncologico e quello in patologie osteometaboliche.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Ferrara_Santino.pdf
accesso solo da BNCF e BNCR
Tipologia:
Altro materiale allegato
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
1.58 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.58 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/315437
URN:NBN:IT:BNCF-315437