RIASSUNTO In questo lavoro sarà presa in considerazione la Malattia di Addison nel cane con cenni obbligati e dovuti comparati alla malattia nell'uomo, riguardo i cenni storici, l'epidemiologia, il segnalamento, l'eziopatogenesi, la sintomatologia, la patologia clinica, le ricerche collaterali, la diagnosi, la diagnosi differenziale, la prognosi e la terapia. Storicamente il primo riferimento alla malattia nell'uomo fu fatto da Gregorio Maraà±on, poi Richard Bright per arrivare infine a Thomas Addison, medico chirurgo inglese che nonostante le conoscenze dell'epoca in anatomia, istologia ed anatomia patologica non erano quelle attuali, ancora oggi la sua pubblicazione del 1849 resta un caposaldo di clinica medica. Successivamente il Prof. Armand Trousseau riprese lo studio della malattia, la fece conoscere internazionalmente al mondo scientifico e le diede l'attuale nome in onore del suo scopritore. Il primo caso di malattia di Addison nel cane fu riscontrato ben oltre100 anni dopo quello di Addison nell'uomo. La malattia ਠmolto rara, sia nell'uomo che nel cane. Nell'uomo esiste una certa familiarità , colpisce molto di pi๠il sesso maschile, nel cane esiste una certa ereditarietà , ma solo in alcune razze. La sintomatologia nell'uomo varia da una caratteristica iperpigmentazione cutanea fino a sintomi ben pi๠gravi. Nel cane, invece, non ci sono i caratteristici segni presenti nell'uomo che possono indirizzare sà¹bito verso la malattia. Rilievi di laboratorio caratteristici nell'uomo possono essere assenti nel cane. Circa la diagnosi, mentre nell'uomo c'ਠuna vasta disponibilità di tests, nel cane, attualmente, il test gold standard ਠsolo quello di stimolazione con l'ormone adrenocorticotropo (ACTH). Differenze significative esistono anche riguardo la terapia, dato che nell'uomo esistono forme specifiche della malattia secondo la zona corticale interessata. Il lavoro si conclude con la descrizione di 4 casi clinici. Non saranno descritte forme di ipoadrenocorticismo secondario, nਠforme cosଠdette di crisi addisoniana, nà© forme atipiche nà© nell'uomo nà© nel cane.
La Malattia di Addison nel cane
2015
Abstract
RIASSUNTO In questo lavoro sarà presa in considerazione la Malattia di Addison nel cane con cenni obbligati e dovuti comparati alla malattia nell'uomo, riguardo i cenni storici, l'epidemiologia, il segnalamento, l'eziopatogenesi, la sintomatologia, la patologia clinica, le ricerche collaterali, la diagnosi, la diagnosi differenziale, la prognosi e la terapia. Storicamente il primo riferimento alla malattia nell'uomo fu fatto da Gregorio Maraà±on, poi Richard Bright per arrivare infine a Thomas Addison, medico chirurgo inglese che nonostante le conoscenze dell'epoca in anatomia, istologia ed anatomia patologica non erano quelle attuali, ancora oggi la sua pubblicazione del 1849 resta un caposaldo di clinica medica. Successivamente il Prof. Armand Trousseau riprese lo studio della malattia, la fece conoscere internazionalmente al mondo scientifico e le diede l'attuale nome in onore del suo scopritore. Il primo caso di malattia di Addison nel cane fu riscontrato ben oltre100 anni dopo quello di Addison nell'uomo. La malattia ਠmolto rara, sia nell'uomo che nel cane. Nell'uomo esiste una certa familiarità , colpisce molto di pi๠il sesso maschile, nel cane esiste una certa ereditarietà , ma solo in alcune razze. La sintomatologia nell'uomo varia da una caratteristica iperpigmentazione cutanea fino a sintomi ben pi๠gravi. Nel cane, invece, non ci sono i caratteristici segni presenti nell'uomo che possono indirizzare sà¹bito verso la malattia. Rilievi di laboratorio caratteristici nell'uomo possono essere assenti nel cane. Circa la diagnosi, mentre nell'uomo c'ਠuna vasta disponibilità di tests, nel cane, attualmente, il test gold standard ਠsolo quello di stimolazione con l'ormone adrenocorticotropo (ACTH). Differenze significative esistono anche riguardo la terapia, dato che nell'uomo esistono forme specifiche della malattia secondo la zona corticale interessata. Il lavoro si conclude con la descrizione di 4 casi clinici. Non saranno descritte forme di ipoadrenocorticismo secondario, nਠforme cosଠdette di crisi addisoniana, nà© forme atipiche nà© nell'uomo nà© nel cane.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/315454
URN:NBN:IT:BNCF-315454