L'importanza attribuita a Posidonia oceanica come indicatore dello stato ecologico dei corpi idrici nell'area marino-costiera mediterranea ਠlegata alla capacità  della pianta di rispondere a cambiamenti ambientali registrandoli nella crescita del rizoma. Grazie all'impiego di una tecnica di datazione (detta lepidocronologia), si possono retrostimare i tassi annuali di crescita della pianta; andamenti anomali possono essere considerati come segnali di perturbazioni naturali o antropiche. Lo scopo principale del presente lavoro ਠstato quello di interpretare le informazioni ottenute dall'applicazione della tecnica lepidocronologica per desumere informazioni relative sia al ciclo biologico della pianta sia cogliere i segnali di variazioni ambientali a cui la pianta ਠstata sottoposta. A tal fine ਠstato quantificato il tempo necessario al rizoma per completare la propria crescita, ਠstata identificata l'esistenza di un ciclo endogeno e infine sono state valutate le risposte della pianta a eventi di disturbo. I risultati ottenuti per i tempi di crescita dei rizomi hanno evidenziato che il loro incremento ponderale e metrico non puಠessere considerato concluso in un anno, ma continua per almeno 4 anni. In particolare il processo di allungamento del rizoma ha termine dopo due anni mentre quello di lignificazione dopo 4. Soltanto per il comparto ipogeo ਠstata evidenziata la presenza di un ciclo endogeno nei rizomi con l'alternanza di anni ad alta produzione con anni a bassa produzione; non ਠemerso lo stesso tipo di andamento per il comparto fogliare. I risultati ottenuti dallo studio delle eventuali risposte della pianta sottoposta a diversi tipi di perturbazione mettono in evidenza che i due tipi di impatto, seppure differenti per natura, hanno provocato entrambi un cambiamento significativo nei tassi di produzione della pianta. Le differenti risposte delle due praterie sembrano testimoniare il diverso perdurare delle condizioni ambientali sfavorevoli, in particolare l'elevata quantità  di materiale in sospensione con conseguente diminuzione di luce disponibile. In generale i risultati indicano che un gran numero di variabili agiscono sulla produzione della pianta, da quelle endogene a quelle ambientali e climatiche. Si evidenzia che i comparti ipogeo ed epigeo rispondono alle varie forzanti in tempi diversi. La risposta funzionale della pianta a variazioni ambientali puಠessere valutata solo dopo alcuni anni a causa dei tempi necessari al rizoma per completare il processo di lignificazione. Nonostante l'esistenza di un ciclo endogeno nella crescita della pianta, per il comparto ipogeo, la sua influenza sulla produzione non ha rilevanza se intervengono impatti di forte intensità . La produzione fogliare della pianta non sembra seguire nessun ritmo endogeno definito ma sembra risenta maggiormente di fattori esterni, quali luce e temperatura. Viene confermata la qualità  di Posidonia oceanica come indicatore ecologico una volta identificato il “rumore di fondo” determinato dalle peculiarità  funzionali che caratterizzano la pianta.

Interpretazione dei pattern di crescita della fanerogama marina Posidonia oceanica

2010

Abstract

L'importanza attribuita a Posidonia oceanica come indicatore dello stato ecologico dei corpi idrici nell'area marino-costiera mediterranea ਠlegata alla capacità  della pianta di rispondere a cambiamenti ambientali registrandoli nella crescita del rizoma. Grazie all'impiego di una tecnica di datazione (detta lepidocronologia), si possono retrostimare i tassi annuali di crescita della pianta; andamenti anomali possono essere considerati come segnali di perturbazioni naturali o antropiche. Lo scopo principale del presente lavoro ਠstato quello di interpretare le informazioni ottenute dall'applicazione della tecnica lepidocronologica per desumere informazioni relative sia al ciclo biologico della pianta sia cogliere i segnali di variazioni ambientali a cui la pianta ਠstata sottoposta. A tal fine ਠstato quantificato il tempo necessario al rizoma per completare la propria crescita, ਠstata identificata l'esistenza di un ciclo endogeno e infine sono state valutate le risposte della pianta a eventi di disturbo. I risultati ottenuti per i tempi di crescita dei rizomi hanno evidenziato che il loro incremento ponderale e metrico non puಠessere considerato concluso in un anno, ma continua per almeno 4 anni. In particolare il processo di allungamento del rizoma ha termine dopo due anni mentre quello di lignificazione dopo 4. Soltanto per il comparto ipogeo ਠstata evidenziata la presenza di un ciclo endogeno nei rizomi con l'alternanza di anni ad alta produzione con anni a bassa produzione; non ਠemerso lo stesso tipo di andamento per il comparto fogliare. I risultati ottenuti dallo studio delle eventuali risposte della pianta sottoposta a diversi tipi di perturbazione mettono in evidenza che i due tipi di impatto, seppure differenti per natura, hanno provocato entrambi un cambiamento significativo nei tassi di produzione della pianta. Le differenti risposte delle due praterie sembrano testimoniare il diverso perdurare delle condizioni ambientali sfavorevoli, in particolare l'elevata quantità  di materiale in sospensione con conseguente diminuzione di luce disponibile. In generale i risultati indicano che un gran numero di variabili agiscono sulla produzione della pianta, da quelle endogene a quelle ambientali e climatiche. Si evidenzia che i comparti ipogeo ed epigeo rispondono alle varie forzanti in tempi diversi. La risposta funzionale della pianta a variazioni ambientali puಠessere valutata solo dopo alcuni anni a causa dei tempi necessari al rizoma per completare il processo di lignificazione. Nonostante l'esistenza di un ciclo endogeno nella crescita della pianta, per il comparto ipogeo, la sua influenza sulla produzione non ha rilevanza se intervengono impatti di forte intensità . La produzione fogliare della pianta non sembra seguire nessun ritmo endogeno definito ma sembra risenta maggiormente di fattori esterni, quali luce e temperatura. Viene confermata la qualità  di Posidonia oceanica come indicatore ecologico una volta identificato il “rumore di fondo” determinato dalle peculiarità  funzionali che caratterizzano la pianta.
2010
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