L'obiettivo della ricerca ਠquello di ricostruire la storia dell'istruzione elementare nelle campagne italiane, nelle forme in cui essa ਠstata teoricamente concepita e materialmente organizzata in Italia tra Otto e Novecento, con una particolare curvatura sull'età  giolittiana e sul periodo fascista, cercando tra le altre cose di colmare un vuoto storiografico: se infatti nell'arco dell'ultimo ventennio l'istruzione agraria ਠstata oggetto di una seria rivalutazione da parte degli storici dell'economia e dell'agricoltura †" che ne hanno ricostruito le istituzioni, le forme di insegnamento e le figure di coloro che si adoperarono per la sua promozione al fine di individuare le relazioni tra la diffusione del sapere agronomico ed i processi di sviluppo economico †" un'analoga attenzione all'istruzione rurale (istruzione primaria ed elementare) non ਠstata invece riservata dagli storici dell'educazione. Adottando una prospettiva di lungo periodo, il fenomeno dell'istruzione primaria dei giovani contadini ਠinquadrato nei suoi aspetti legislativi, politici e pedagogici. Attingendo ad un disparato numero di fonti archivistiche e bibliografiche ਠstato possibile ricostruire l'evoluzione storica della scuola rurale, dalla Legge Casati (1859) alla «Carta della Scuola» del ministro Bottai e seguire l'articolato dibattito culturale e pedagogico che viene svolto in quel periodo. In particolare ਠstato possibile rilevare le varie prese di posizione sul tipo di istruzione da conferire ai giovani contadini e dunque sull'idea stessa di scuola rurale, la cui definizione ਠsoggetta a mutare nel passaggio dall'Unità  all'età  liberale, fino al fascismo. Intimamente legato a ciಠsi poneva il problema della formazione del maestro rurale, che ਠstato parimenti oggetto di analisi nella tesi: esso a periodi intermittenti ਠvisto come una figura non assimilabile al maestro di città  e per questo bisognoso di essere adeguatamente preparato con strumenti appositi come i numerosi corsi per l'istruzione agraria tenuti ai maestri elementari o addirittura con scuole speciali. Altro aspetto su cui la ricerca ha focalizzato in modo diffuso la sua attenzione ਠstata l'attività  svolta dagli enti culturali nei primi anni Venti quando vennero delegati dallo Stato a gestire le scuole rurali e l'opera svolta da taluni proprietari terrieri e filantropi che autonomamente fondarono scuole nei primi anni del secolo soccombendo alle gravi lacune dello Stato e creando delle esperienze modello destinate al successo. La seconda parte della ricerca ਠdedicata all'illustrazione di quattro esperienze di istruzione rurale che, in virt๠degli originali metodi didattici seguiti, si distinsero nel quadro della pedagogia italiana della prima metà  del secolo, tanto da assumere i contorni di vere e proprie scuole modello o di “miti pedagogici”. In particolare dopo un capitolo introduttivo, singoli capitoli sono dedicati alla scuola della Montesca fondata dai baroni Franchetti, alle Colonie dei Giovani Lavoratori create da David Levi Morenos, alla scuola di Mezzaselva del maestro Felice Socciarelli e alla scuola di San Gersolਠdella maestra Maria Maltoni: tutte scuole rurali che riuscirono ad attirare l'attenzione di importanti pedagogisti italiani e stranieri e a far parlare di sà© per i metodi attivistici che vi si insegnavano. La ricerca ਠstata condotta in circa venti archivi, pubblici e privati, di varie città  italiane (Roma, Firenze, Venezia, Milano) e in numerose biblioteche. Sono stati consultati carteggi di uomini politici e di pedagogisti nonchà© relazioni ministeriali, relazioni dell'attività  svolta dalle associazioni delegate dallo Stato a gestire scuole rurali nelle zone pi๠arretrate del paese. àˆ stato realizzato un lungo ed articolato spoglio della produzione normativa dello Stato (“Bollettino Ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione”) e delle principali riviste magistrali e pedagogiche del tempo (“La nuova scuola italiana”, “I diritti della scuola”, “Scuola italiana moderna”, “La pedagogia italiana”, “Annali dell'istruzione elementare”).

I contadini a scuola. La scuola rurale in Italia dall'età  giolittiana alla caduta del fascismo

2013

Abstract

L'obiettivo della ricerca ਠquello di ricostruire la storia dell'istruzione elementare nelle campagne italiane, nelle forme in cui essa ਠstata teoricamente concepita e materialmente organizzata in Italia tra Otto e Novecento, con una particolare curvatura sull'età  giolittiana e sul periodo fascista, cercando tra le altre cose di colmare un vuoto storiografico: se infatti nell'arco dell'ultimo ventennio l'istruzione agraria ਠstata oggetto di una seria rivalutazione da parte degli storici dell'economia e dell'agricoltura †" che ne hanno ricostruito le istituzioni, le forme di insegnamento e le figure di coloro che si adoperarono per la sua promozione al fine di individuare le relazioni tra la diffusione del sapere agronomico ed i processi di sviluppo economico †" un'analoga attenzione all'istruzione rurale (istruzione primaria ed elementare) non ਠstata invece riservata dagli storici dell'educazione. Adottando una prospettiva di lungo periodo, il fenomeno dell'istruzione primaria dei giovani contadini ਠinquadrato nei suoi aspetti legislativi, politici e pedagogici. Attingendo ad un disparato numero di fonti archivistiche e bibliografiche ਠstato possibile ricostruire l'evoluzione storica della scuola rurale, dalla Legge Casati (1859) alla «Carta della Scuola» del ministro Bottai e seguire l'articolato dibattito culturale e pedagogico che viene svolto in quel periodo. In particolare ਠstato possibile rilevare le varie prese di posizione sul tipo di istruzione da conferire ai giovani contadini e dunque sull'idea stessa di scuola rurale, la cui definizione ਠsoggetta a mutare nel passaggio dall'Unità  all'età  liberale, fino al fascismo. Intimamente legato a ciಠsi poneva il problema della formazione del maestro rurale, che ਠstato parimenti oggetto di analisi nella tesi: esso a periodi intermittenti ਠvisto come una figura non assimilabile al maestro di città  e per questo bisognoso di essere adeguatamente preparato con strumenti appositi come i numerosi corsi per l'istruzione agraria tenuti ai maestri elementari o addirittura con scuole speciali. Altro aspetto su cui la ricerca ha focalizzato in modo diffuso la sua attenzione ਠstata l'attività  svolta dagli enti culturali nei primi anni Venti quando vennero delegati dallo Stato a gestire le scuole rurali e l'opera svolta da taluni proprietari terrieri e filantropi che autonomamente fondarono scuole nei primi anni del secolo soccombendo alle gravi lacune dello Stato e creando delle esperienze modello destinate al successo. La seconda parte della ricerca ਠdedicata all'illustrazione di quattro esperienze di istruzione rurale che, in virt๠degli originali metodi didattici seguiti, si distinsero nel quadro della pedagogia italiana della prima metà  del secolo, tanto da assumere i contorni di vere e proprie scuole modello o di “miti pedagogici”. In particolare dopo un capitolo introduttivo, singoli capitoli sono dedicati alla scuola della Montesca fondata dai baroni Franchetti, alle Colonie dei Giovani Lavoratori create da David Levi Morenos, alla scuola di Mezzaselva del maestro Felice Socciarelli e alla scuola di San Gersolਠdella maestra Maria Maltoni: tutte scuole rurali che riuscirono ad attirare l'attenzione di importanti pedagogisti italiani e stranieri e a far parlare di sà© per i metodi attivistici che vi si insegnavano. La ricerca ਠstata condotta in circa venti archivi, pubblici e privati, di varie città  italiane (Roma, Firenze, Venezia, Milano) e in numerose biblioteche. Sono stati consultati carteggi di uomini politici e di pedagogisti nonchà© relazioni ministeriali, relazioni dell'attività  svolta dalle associazioni delegate dallo Stato a gestire scuole rurali nelle zone pi๠arretrate del paese. àˆ stato realizzato un lungo ed articolato spoglio della produzione normativa dello Stato (“Bollettino Ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione”) e delle principali riviste magistrali e pedagogiche del tempo (“La nuova scuola italiana”, “I diritti della scuola”, “Scuola italiana moderna”, “La pedagogia italiana”, “Annali dell'istruzione elementare”).
2013
it
Tesi di Dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/316072
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