L'educazione permanente appare sempre pi๠come un elemento cruciale. Benchà© se ne parlasse già negli anni Settanta, oggi questo concetto conosce una fioritura e un'espansione nuove, anche in paesi che prima ne sembravano estranei. Uno dei principali esperti in questo campo ਠstato il sociologo francese Henri Desroche (1914-1994). Oggetto della tesi ਠl'analisi dell'originalità del suo pensiero e delle sue pratiche educative. In modo particolare, la tesi analizza il contesto che ha permesso la creazione del Collà¨ge Coopà©ratif di Parigi e del DHEPS (Diplà´me des Hautes Etudes des Pratiques Sociales), nonchà© le modalità del loro sviluppo. L'elemento centrale dell'analisi verte su alcune domande capitali. Il pensiero e l'opera dell'autore sull'apprendimento e l'educazione permanenti possono essere collegate (e come) ai suoi lavori precedenti? àˆ rintracciabile un'unità di pensiero tra ricerche e testi tra loro apparentemente molto diversi? E quali sono le fonti di una tale possibile unità di fondo? Il DHEPS e il modello rappresentato dal Collà¨ge Coopà©ratif sono trasferibili in altri contesti, come ad esempio quello italiano? Nella ricerca si pone l'ipotesi che il pensiero educativo di Desroche sia strettamente legato ai concetti di comunità e di compagnonnage, fatti propri in successione temporale, e che persegua in un modo nuovo i suoi studi sulle utopie, i messianesimi, i millenarismi e i percorsi cooperativi nella storia. Si suppone anche che l'opera che ne ਠconseguita occupi uno spazio peculiare e che, a partire dalla definizione di Guy Avanzini, il DHEPS e le sue varianti costituiscano dei “modelli mutazionali” validi anche per lo scenario italiano. Questa tesi rientra in un ambito di ricerca che potremmo per comodità descrittiva delimitare con tre capisaldi: la storia dei processi educativi, la teoria dell'educazione degli adulti e la ricostruzione biografica relativa a un autore un po' dimenticato. La metodologia seguita consiste nell'utilizzo di fonti scritte e di fonti orali. Per quanto riguarda le prime, si ਠcercato innanzitutto di condurre un'“analisi a priori” sui testi di Desroche per coglierne la portata in termini educativi. Si sono poi utilizzate altre pubblicazioni per ricostruire il clima culturale dell'epoca in cui ha operato, compito che ਠstato agevolato poi da un ampio ricorso a documenti d'archivio. Le fonti orali sono invece costituite dalle testimonianze di alcune persone, raccolte per mezzo di interviste. Alcune di queste persone hanno vissuto nella medesima epoca e hanno collaborato con Desroche; altre hanno imparato a fare ricerca grazie a lui; altre, infine, si impegnano tutt'oggi a mantenere viva la sua eredità . Queste testimonianze giocano un ruolo importante, giacchà© consentono da un lato di ricostruire le rappresentazioni nutrite nei confronti di Desroche e della sua azione, dall'altra di far emergere procedure e metodi legati a una “prasseologia” che lo stesso autore non ha sempre esplicitato. La tesi si compone di due volumi (718 p.) pi๠un'appendice (XX p.). Il primo volume (pp. 1-361) ਠsuddiviso in due parti. Nella prima, intitolata La communautà© comme horizon, si analizza la parola-chiave “comunità ”, molto potente in Desroche, soprattutto negli anni giovanili. In ciascuno dei tre capitoli che la compongono, viene analizzata una particolare declinazione della comunità . Nel primo, ci si concentra sulla declinazione dell'“agape”, vissuta e sperimentata in maniera totalizzante nella sua comunità natale e poi in uno studium domenicano (che tanto ha segnato i suoi riferimenti alla formazione per mezzo dell'iniziazione). Nel secondo capitolo viene proposta la declinazione dell'“azione”, strettamente legata alla ricerca. Il riferimento qui ਠal periodo fecondo dell'appartenenza al movimento Economie et humanisme a fianco di Padre Louis-Joseph Lebret, fino alla pubblicazione di Signification du marxisme e agli sconvolgimenti conseguenti. Nel terzo, riguardante l'incontro con la comunità di lavoro Boimondau, gli studi di sociologia delle religioni e l'attività di docenza nella 6a Sezione dell'à‰cole pratique des hautes à©tudes (divenuta in seguito EHESS, à‰cole des hautes à©tudes des sciences sociales) nel campo della cooperazione e dello sviluppo, la comunità ਠdeclinata nella sua accezione di “utopia praticata”. Nella seconda parte, Le compagnonnage comme parcours, la parola-chiave “compagnonnage” appare nella sua accezione operativa. Il quarto capitolo cerca di dimostrare come il modo di essere formatore di Henri Desroche si ਠconcretizzato in un percorso di compagnonnage maieutico di iniziazione alla ricerca centrato sul soggetto che apprende. àˆ qui che si incontra la ricerca-azione nella modalità in cui ਠstata praticata e teorizzata dall'autore. Nel quinto, il compagnonnage porta con sà© il termine “cayenne”, che sottolinea l'importanza della dimensione del gruppo in un percorso di formazione per adulti. Il mutuo aiuto e le possibilità aperte da una ricerca collettiva sono altrettanti aspetti che hanno permesso la creazione del Collà¨ge Coopà©ratif di Parigi e, su scala maggiore del RHEPS (Rà©seau des hautes à©tudes des pratiques sociales). Il sesto capitolo, infine, mostra come il compagnonnage abbia contribuito a dar vita a vere e proprie utopie concrete, diventate il contributo che il metodo cooperativo nella ricerca ha saputo offrire al concetto di sviluppo inteso come promozione individuale e sociale. Quello che emerge, in quest'ultimo capitolo, ਠl'aspetto innovativo di Desroche in quanto iniziatore di adulti all'apprendimento permanente. Il secondo volume della tesi contiene innanzitutto un gran numero di documenti che ricostruiscono le tappe salienti della traiettoria di Henri Desroche (Annexes, pp. 362-718). Particolarmente importanti sono i documenti d'archivio dell'EHESS di Parigi. La loro consultazione ha permesso di ricostruire pi๠fedelmente i tentativi di Desroche di mantenere le sue innovazioni all'interno dell'EHESS, affinchà© il DHEPS potesse contare su un riconoscimento nazionale. L'indice dei nomi contenuti nei tre volumi denominati Apprentissage 1, 2 e 3 (i tre testi pi๠esplicitamente dedicati all'apprendimento permanente) vuole poi rendere visibili i molteplici riferimenti di Desroche in quest'ambito. Segue poi la Bibliographie, che si apre con un lungo elenco ragionato di quanto scritto da Desroche. Il volume si chiude con l'elenco delle sigle utilizzate e con l'indice generale (Table de matià¨res). Infine, un'appendice intitolata La transmission d'un hà©ritage : les possibles retombà©es italiennes (pp. I-XX) intende individuare gli “elementi di trasferibilità ” di queste pratiche di formazione sul versante italiano. A partire dall'eredità di Desroche, già rimaneggiata e reinterpretata in Francia, si sono volute cogliere le primizie italiane di un approccio all'educazione permanente centrato sul soggetto adulto e intravedere le vie che si aprono grazie all'impegno dell'Unione Europea sul fronte dell'apprendimento permanente.
Il contributo di Henri Desroche all'educazione degli adulti. Dalla ricerca della "comunità" alla ricerca nel "compagnonnage": un modello di apprendimento permanente.
2013
Abstract
L'educazione permanente appare sempre pi๠come un elemento cruciale. Benchà© se ne parlasse già negli anni Settanta, oggi questo concetto conosce una fioritura e un'espansione nuove, anche in paesi che prima ne sembravano estranei. Uno dei principali esperti in questo campo ਠstato il sociologo francese Henri Desroche (1914-1994). Oggetto della tesi ਠl'analisi dell'originalità del suo pensiero e delle sue pratiche educative. In modo particolare, la tesi analizza il contesto che ha permesso la creazione del Collà¨ge Coopà©ratif di Parigi e del DHEPS (Diplà´me des Hautes Etudes des Pratiques Sociales), nonchà© le modalità del loro sviluppo. L'elemento centrale dell'analisi verte su alcune domande capitali. Il pensiero e l'opera dell'autore sull'apprendimento e l'educazione permanenti possono essere collegate (e come) ai suoi lavori precedenti? àˆ rintracciabile un'unità di pensiero tra ricerche e testi tra loro apparentemente molto diversi? E quali sono le fonti di una tale possibile unità di fondo? Il DHEPS e il modello rappresentato dal Collà¨ge Coopà©ratif sono trasferibili in altri contesti, come ad esempio quello italiano? Nella ricerca si pone l'ipotesi che il pensiero educativo di Desroche sia strettamente legato ai concetti di comunità e di compagnonnage, fatti propri in successione temporale, e che persegua in un modo nuovo i suoi studi sulle utopie, i messianesimi, i millenarismi e i percorsi cooperativi nella storia. Si suppone anche che l'opera che ne ਠconseguita occupi uno spazio peculiare e che, a partire dalla definizione di Guy Avanzini, il DHEPS e le sue varianti costituiscano dei “modelli mutazionali” validi anche per lo scenario italiano. Questa tesi rientra in un ambito di ricerca che potremmo per comodità descrittiva delimitare con tre capisaldi: la storia dei processi educativi, la teoria dell'educazione degli adulti e la ricostruzione biografica relativa a un autore un po' dimenticato. La metodologia seguita consiste nell'utilizzo di fonti scritte e di fonti orali. Per quanto riguarda le prime, si ਠcercato innanzitutto di condurre un'“analisi a priori” sui testi di Desroche per coglierne la portata in termini educativi. Si sono poi utilizzate altre pubblicazioni per ricostruire il clima culturale dell'epoca in cui ha operato, compito che ਠstato agevolato poi da un ampio ricorso a documenti d'archivio. Le fonti orali sono invece costituite dalle testimonianze di alcune persone, raccolte per mezzo di interviste. Alcune di queste persone hanno vissuto nella medesima epoca e hanno collaborato con Desroche; altre hanno imparato a fare ricerca grazie a lui; altre, infine, si impegnano tutt'oggi a mantenere viva la sua eredità . Queste testimonianze giocano un ruolo importante, giacchà© consentono da un lato di ricostruire le rappresentazioni nutrite nei confronti di Desroche e della sua azione, dall'altra di far emergere procedure e metodi legati a una “prasseologia” che lo stesso autore non ha sempre esplicitato. La tesi si compone di due volumi (718 p.) pi๠un'appendice (XX p.). Il primo volume (pp. 1-361) ਠsuddiviso in due parti. Nella prima, intitolata La communautà© comme horizon, si analizza la parola-chiave “comunità ”, molto potente in Desroche, soprattutto negli anni giovanili. In ciascuno dei tre capitoli che la compongono, viene analizzata una particolare declinazione della comunità . Nel primo, ci si concentra sulla declinazione dell'“agape”, vissuta e sperimentata in maniera totalizzante nella sua comunità natale e poi in uno studium domenicano (che tanto ha segnato i suoi riferimenti alla formazione per mezzo dell'iniziazione). Nel secondo capitolo viene proposta la declinazione dell'“azione”, strettamente legata alla ricerca. Il riferimento qui ਠal periodo fecondo dell'appartenenza al movimento Economie et humanisme a fianco di Padre Louis-Joseph Lebret, fino alla pubblicazione di Signification du marxisme e agli sconvolgimenti conseguenti. Nel terzo, riguardante l'incontro con la comunità di lavoro Boimondau, gli studi di sociologia delle religioni e l'attività di docenza nella 6a Sezione dell'à‰cole pratique des hautes à©tudes (divenuta in seguito EHESS, à‰cole des hautes à©tudes des sciences sociales) nel campo della cooperazione e dello sviluppo, la comunità ਠdeclinata nella sua accezione di “utopia praticata”. Nella seconda parte, Le compagnonnage comme parcours, la parola-chiave “compagnonnage” appare nella sua accezione operativa. Il quarto capitolo cerca di dimostrare come il modo di essere formatore di Henri Desroche si ਠconcretizzato in un percorso di compagnonnage maieutico di iniziazione alla ricerca centrato sul soggetto che apprende. àˆ qui che si incontra la ricerca-azione nella modalità in cui ਠstata praticata e teorizzata dall'autore. Nel quinto, il compagnonnage porta con sà© il termine “cayenne”, che sottolinea l'importanza della dimensione del gruppo in un percorso di formazione per adulti. Il mutuo aiuto e le possibilità aperte da una ricerca collettiva sono altrettanti aspetti che hanno permesso la creazione del Collà¨ge Coopà©ratif di Parigi e, su scala maggiore del RHEPS (Rà©seau des hautes à©tudes des pratiques sociales). Il sesto capitolo, infine, mostra come il compagnonnage abbia contribuito a dar vita a vere e proprie utopie concrete, diventate il contributo che il metodo cooperativo nella ricerca ha saputo offrire al concetto di sviluppo inteso come promozione individuale e sociale. Quello che emerge, in quest'ultimo capitolo, ਠl'aspetto innovativo di Desroche in quanto iniziatore di adulti all'apprendimento permanente. Il secondo volume della tesi contiene innanzitutto un gran numero di documenti che ricostruiscono le tappe salienti della traiettoria di Henri Desroche (Annexes, pp. 362-718). Particolarmente importanti sono i documenti d'archivio dell'EHESS di Parigi. La loro consultazione ha permesso di ricostruire pi๠fedelmente i tentativi di Desroche di mantenere le sue innovazioni all'interno dell'EHESS, affinchà© il DHEPS potesse contare su un riconoscimento nazionale. L'indice dei nomi contenuti nei tre volumi denominati Apprentissage 1, 2 e 3 (i tre testi pi๠esplicitamente dedicati all'apprendimento permanente) vuole poi rendere visibili i molteplici riferimenti di Desroche in quest'ambito. Segue poi la Bibliographie, che si apre con un lungo elenco ragionato di quanto scritto da Desroche. Il volume si chiude con l'elenco delle sigle utilizzate e con l'indice generale (Table de matià¨res). Infine, un'appendice intitolata La transmission d'un hà©ritage : les possibles retombà©es italiennes (pp. I-XX) intende individuare gli “elementi di trasferibilità ” di queste pratiche di formazione sul versante italiano. A partire dall'eredità di Desroche, già rimaneggiata e reinterpretata in Francia, si sono volute cogliere le primizie italiane di un approccio all'educazione permanente centrato sul soggetto adulto e intravedere le vie che si aprono grazie all'impegno dell'Unione Europea sul fronte dell'apprendimento permanente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316079
URN:NBN:IT:BNCF-316079