La tesi di dottorato si compone di due parti: un saggio critico introduttivo che mette in relazione le opere di soggetto napoleonico con la geografia e la storia dell'Italia del tempo; una bibliografia cartacea che esibisce la presenza napoleonica all'interno della produzione letteraria a cavallo dei secoli XVIII e XIX con un database che raccoglie tutte le voci della bibliografia e fornisce i testi recuperati. Dopo aver assunto il comando della sua armata, il 12 aprile 1796 Napoleone dà inizio alla campagna d'Italia e riesce a sconfiggere ripetutamente austriaci e piemontesi. Anche l'Italia puಠfinalmente partecipare agli eventi europei conseguenti alla rivoluzione. Intellettuali pi๠o meno noti non possono esimersi dal raccontare con le loro opere la “venuta” in Italia di Napoleone, la nascita della Repubblica Cisalpina, la riconquista austriaca, la battaglia di Marengo, la nascita del consolato, dell'impero e del Regno d'Italia, le battaglie di Jena, Austerlitz, Friedland, la disastrosa campagna russa, l'esilio all'Elba, i cento giorni e l'esilio di Sant'Elena. Napoleone Bonaparte riesce a coagulare su di sà© l'attenzione dei letterati italiani che da ogni sede d'Italia pubblicano i loro componimenti d'occasione, canzoni, sonetti, poemi, opere in prosa, panegirici. Si tratta di testi editi in fogli volanti, opuscoli, raccolte e nei periodici dell'età giacobina. Sfugge l'esatta portata di un fenomeno letterario che, se si esclude la produzione di intellettuali già affermati come Vincenzo Monti, Ugo Foscolo, Francesco Gianni, Giulio Ceroni, Pietro Giordani, Giovanni e Ippolito Pindemonte, Giovanni Fantoni, Melchiorre Cesarotti, Francesco Saverio Salfi, sembra nascondersi nelle pieghe dell'anonimato. La bibliografia vuole essere un censimento, il pi๠esaustivo possibile dei componimenti letterari in prosa e in poesia ispirati dall'epopea napoleonica, per restituire la percezione dell'esperienza napoleonica come fenomeno anche letterario. Nell'individuazione delle voci bibliografiche sono stati naturalmente considerati gli apporti forniti dagli studi che si sono succeduti sull'argomento del corso del XX secolo e sono state operate delle scelte per delimitare il campo di ricerca. Si ਠpensato innanzitutto di prendere in considerazione un lasso temporale ben determinato, concentrando l'attenzione sul periodo compreso tra il 1796, anno dell'ingresso delle truppe francesi in Italia e il 1815, anno della definitiva sconfitta dell'imperatore e del suo esilio. Da un punto di vista geografico il reperimento dei testi ਠstato svolto in tutte le pi๠importanti biblioteche d'Italia e con lo spoglio sistematico di tutte le principali riviste per quanto riguarda gli anni 1796-1800. All'interno della bibliografia i singoli lemmi sono registrati in ordine cronologico e con numerazione progressiva; di ogni voce si dà una sintetica descrizione su tre fasce. A completamento della bibliografia cartacea figurano quattro indici: degli autori, degli argomenti, dei generi e dei luoghi di pubblicazione. La bibliografia cartacea cosଠelaborata ਠpoi confluita in un database Access costituito da due tabelle: una principale «Bibliografia napoleonica» e una secondaria «Contenuto delle raccolte». In esse la descrizione di ogni voce comprende l'indicazione del genere di riferimento, alcune informazioni sugli autori e sui dati di pubblicazione. A seguire i campi «Testo» e «Riferimenti» che offrono la riproduzione delle opere letterarie in vario formato. Sulla base delle risultanze della ricerca bibliografia, ਠstato poi elaborato il saggio che illustra i dati e ne offre l'interpretazione. L'attenzione ਠstata soprattutto incentrata sugli elementi di continuità e rottura nella celebrazione della figura di Napoleone sia durante l'età napoleonica che in piena Restaurazione. Ciಠche la tesi ha voluto indagare ਠl'esperienza napoleonica come momento di importante investitura storia e ideologica da parte della letteratura. Ciಠਠdimostrato dalla mole dei documenti che possono essere rintracciati, ma anche dal fatto che non c'ਠintellettuale o letterato che non si cimenti nel racconto delle vicende napoleoniche. Tutte le istituzioni culturali, di vecchio e nuovo regime dedicano a Bonaparte le loro sedute, le loro stampe, volumi e fogli sparsi. Le stamperie italiane divengono casse di risonanza di questi testi che vengono editi in tutti i formati. La celebrazione diviene presto una questione culturale che incuriosisce ed interessa uomini dotati di cultura, sacerdoti, insegnanti, avvocati e medici. Le piazze divengono il teatro dei loro discorsi e i teatri sono presto trasformati nelle piazze in cui la propaganda napoleonica sperimenta nuovi linguaggi e moduli espressivi. La scelta che ਠstata compiuta in questo lavoro ਠstata quella di far emergere e privilegiare il non noto a discapito del noto. àˆ cosଠche Foscolo, Monti, Pindemonte, appaiono volutamente riassorbiti all'interno di un contesto culturale e letterario che risulta molto pi๠complesso, variegato e articolato di quanto essi possano, seppur altamente, rappresentare. L'input ad un cosଠforte impegno letterario non deriva soltanto dalla figura di Napoleone, ma da un movimento pi๠ampio di riscoperta di una coscienza nazionale, di una nuova idea di popolo e nazione. Bonaparte non ਠil protagonista assoluto perchà© spesso la sua celebrazione lascia il posto all'Italia e agli italiani. Il paese si risveglia al suono delle armi francesi che scendono dalle Alpi, vede una concreta possibilità di riscatto e di uscita dallo stato di schiavità¹, deve difendersi e combattere, viene sconfitto e si rialza, vede l'incendio di Mosca, recita nella cantate in cui Napoleone entra nel tempio della gloria, riconosce a Bonaparte il ruolo di padre della patria, di legislatore, riformatore, ma soprattutto di re. La percezione di una coscienza nazionale si identifica con un uomo che diviene simbolo vivente di un nazione finalmente riunita. La letteratura di questi anni contiene in embrione l'istanza risorgimentale che si alimenta attraverso il recupero della storia, della classicità , di un modello indiscusso di eroismo e spirito militare. Da questo punto di vista Napoleone, il guerriero invincibile, il campione che marcia accanto ai suoi soldati, appare come un modello insuperabile di eroismo e titanismo che significa anche umanità , magnificenza e grandezza, ma anche intimità , dolore e conflitto interiore. Da una parte la tendenza all'idealizzazione, alla trasposizione mitologica, ad allontanarsi dalla realtà , dall'altra un forte ancoraggio alla concretezza, al vero, alla dimensione pi๠intima e personale. L'eroe appare grande anche nella sua caduta, nella sua miserabile prigionia a Sant'Elena in cui non puಠfare altro che meditare su un'uscita di scena che sia degna del suo nome, su quel suicidio a cui non avrà il coraggio di dare seguito.
Geografia e storia della letteratura di soggetto napoleonico. Bibliografia 1796-1815
2014
Abstract
La tesi di dottorato si compone di due parti: un saggio critico introduttivo che mette in relazione le opere di soggetto napoleonico con la geografia e la storia dell'Italia del tempo; una bibliografia cartacea che esibisce la presenza napoleonica all'interno della produzione letteraria a cavallo dei secoli XVIII e XIX con un database che raccoglie tutte le voci della bibliografia e fornisce i testi recuperati. Dopo aver assunto il comando della sua armata, il 12 aprile 1796 Napoleone dà inizio alla campagna d'Italia e riesce a sconfiggere ripetutamente austriaci e piemontesi. Anche l'Italia puಠfinalmente partecipare agli eventi europei conseguenti alla rivoluzione. Intellettuali pi๠o meno noti non possono esimersi dal raccontare con le loro opere la “venuta” in Italia di Napoleone, la nascita della Repubblica Cisalpina, la riconquista austriaca, la battaglia di Marengo, la nascita del consolato, dell'impero e del Regno d'Italia, le battaglie di Jena, Austerlitz, Friedland, la disastrosa campagna russa, l'esilio all'Elba, i cento giorni e l'esilio di Sant'Elena. Napoleone Bonaparte riesce a coagulare su di sà© l'attenzione dei letterati italiani che da ogni sede d'Italia pubblicano i loro componimenti d'occasione, canzoni, sonetti, poemi, opere in prosa, panegirici. Si tratta di testi editi in fogli volanti, opuscoli, raccolte e nei periodici dell'età giacobina. Sfugge l'esatta portata di un fenomeno letterario che, se si esclude la produzione di intellettuali già affermati come Vincenzo Monti, Ugo Foscolo, Francesco Gianni, Giulio Ceroni, Pietro Giordani, Giovanni e Ippolito Pindemonte, Giovanni Fantoni, Melchiorre Cesarotti, Francesco Saverio Salfi, sembra nascondersi nelle pieghe dell'anonimato. La bibliografia vuole essere un censimento, il pi๠esaustivo possibile dei componimenti letterari in prosa e in poesia ispirati dall'epopea napoleonica, per restituire la percezione dell'esperienza napoleonica come fenomeno anche letterario. Nell'individuazione delle voci bibliografiche sono stati naturalmente considerati gli apporti forniti dagli studi che si sono succeduti sull'argomento del corso del XX secolo e sono state operate delle scelte per delimitare il campo di ricerca. Si ਠpensato innanzitutto di prendere in considerazione un lasso temporale ben determinato, concentrando l'attenzione sul periodo compreso tra il 1796, anno dell'ingresso delle truppe francesi in Italia e il 1815, anno della definitiva sconfitta dell'imperatore e del suo esilio. Da un punto di vista geografico il reperimento dei testi ਠstato svolto in tutte le pi๠importanti biblioteche d'Italia e con lo spoglio sistematico di tutte le principali riviste per quanto riguarda gli anni 1796-1800. All'interno della bibliografia i singoli lemmi sono registrati in ordine cronologico e con numerazione progressiva; di ogni voce si dà una sintetica descrizione su tre fasce. A completamento della bibliografia cartacea figurano quattro indici: degli autori, degli argomenti, dei generi e dei luoghi di pubblicazione. La bibliografia cartacea cosଠelaborata ਠpoi confluita in un database Access costituito da due tabelle: una principale «Bibliografia napoleonica» e una secondaria «Contenuto delle raccolte». In esse la descrizione di ogni voce comprende l'indicazione del genere di riferimento, alcune informazioni sugli autori e sui dati di pubblicazione. A seguire i campi «Testo» e «Riferimenti» che offrono la riproduzione delle opere letterarie in vario formato. Sulla base delle risultanze della ricerca bibliografia, ਠstato poi elaborato il saggio che illustra i dati e ne offre l'interpretazione. L'attenzione ਠstata soprattutto incentrata sugli elementi di continuità e rottura nella celebrazione della figura di Napoleone sia durante l'età napoleonica che in piena Restaurazione. Ciಠche la tesi ha voluto indagare ਠl'esperienza napoleonica come momento di importante investitura storia e ideologica da parte della letteratura. Ciಠਠdimostrato dalla mole dei documenti che possono essere rintracciati, ma anche dal fatto che non c'ਠintellettuale o letterato che non si cimenti nel racconto delle vicende napoleoniche. Tutte le istituzioni culturali, di vecchio e nuovo regime dedicano a Bonaparte le loro sedute, le loro stampe, volumi e fogli sparsi. Le stamperie italiane divengono casse di risonanza di questi testi che vengono editi in tutti i formati. La celebrazione diviene presto una questione culturale che incuriosisce ed interessa uomini dotati di cultura, sacerdoti, insegnanti, avvocati e medici. Le piazze divengono il teatro dei loro discorsi e i teatri sono presto trasformati nelle piazze in cui la propaganda napoleonica sperimenta nuovi linguaggi e moduli espressivi. La scelta che ਠstata compiuta in questo lavoro ਠstata quella di far emergere e privilegiare il non noto a discapito del noto. àˆ cosଠche Foscolo, Monti, Pindemonte, appaiono volutamente riassorbiti all'interno di un contesto culturale e letterario che risulta molto pi๠complesso, variegato e articolato di quanto essi possano, seppur altamente, rappresentare. L'input ad un cosଠforte impegno letterario non deriva soltanto dalla figura di Napoleone, ma da un movimento pi๠ampio di riscoperta di una coscienza nazionale, di una nuova idea di popolo e nazione. Bonaparte non ਠil protagonista assoluto perchà© spesso la sua celebrazione lascia il posto all'Italia e agli italiani. Il paese si risveglia al suono delle armi francesi che scendono dalle Alpi, vede una concreta possibilità di riscatto e di uscita dallo stato di schiavità¹, deve difendersi e combattere, viene sconfitto e si rialza, vede l'incendio di Mosca, recita nella cantate in cui Napoleone entra nel tempio della gloria, riconosce a Bonaparte il ruolo di padre della patria, di legislatore, riformatore, ma soprattutto di re. La percezione di una coscienza nazionale si identifica con un uomo che diviene simbolo vivente di un nazione finalmente riunita. La letteratura di questi anni contiene in embrione l'istanza risorgimentale che si alimenta attraverso il recupero della storia, della classicità , di un modello indiscusso di eroismo e spirito militare. Da questo punto di vista Napoleone, il guerriero invincibile, il campione che marcia accanto ai suoi soldati, appare come un modello insuperabile di eroismo e titanismo che significa anche umanità , magnificenza e grandezza, ma anche intimità , dolore e conflitto interiore. Da una parte la tendenza all'idealizzazione, alla trasposizione mitologica, ad allontanarsi dalla realtà , dall'altra un forte ancoraggio alla concretezza, al vero, alla dimensione pi๠intima e personale. L'eroe appare grande anche nella sua caduta, nella sua miserabile prigionia a Sant'Elena in cui non puಠfare altro che meditare su un'uscita di scena che sia degna del suo nome, su quel suicidio a cui non avrà il coraggio di dare seguito.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316094
URN:NBN:IT:BNCF-316094