La scelta di approfondire il tema della tutela cautelare nell'ambito dell'istruttoria prefallimentare muove, oltre che dalla particolare valenza innovativa dell'istituto all'interno del procedimento per la dichiarazione di fallimento, dalla rilevanza che essa riveste per la salvaguardia degli interessi coinvolti nel giudizio medesimo, con l'intenzione di sviscerare tutti i profili di carattere processuale che permeano l'argomento, anche al fine di chiarire in che rapporto i provvedimenti largibili ex art. 15, ottavo comma, legge fallimentare, stiano con la tutela cautelare disciplinata dal codice di rito. La tematica oggetto di ricerca, ha reso necessario uno studio preliminare relativo all'inquadramento della tutela cautelare, in particolare anticipatoria, all'interno del sistema delle tutele giurisdizionali, teso ad evidenziare le finalità della stessa nonchà© ad esaminare natura, funzione e struttura della tutela cautelare, cercando anche di chiarire quali siano gli effetti della sentenza di merito anticipabili in via cautelare. Tale analisi ਠstata sviluppata nel primo capitolo del lavoro. Stante il particolare rapporto sussistente tra cautela e merito, nel secondo capitolo, sono stati approfonditi il tema dell'oggetto del giudizio per la dichiarazione di fallimento ed il tema degli effetti in senso ampio della sentenza dichiarativa di fallimento, anche per comprendere quali eventualmente di essi possano essere “anticipati” attraverso i provvedimenti cautelari in fase di istruttoria. In particolare, partendo dall'evoluzione subita dal procedimento per la dichiarazione di fallimento, in chiave “giurisdizionale”, a seguito delle riforme apportate alla legge fallimentare ad opera del D.Lgs. n. 5 del 9 gennaio 2006 e successive modificazioni, dopo aver analizzato le diverse posizioni assunte in dottrina, viene messa in evidenza la natura “processuale” del nuovo giudizio di fallimento. Il fulcro del lavoro ਠcostituito dal terzo capitolo, ove previa un'analisi storico-comparativa, per conoscere se e come venisse affrontata la questione della tutela cautelare in materia fallimentare, prima delle riforme del 2005-2006, di ausilio per comprendere appieno la portata innovativa dell'istituto nell'istruttoria prefallimentare e correttamente inquadrarlo viste anche le difficoltà determinate dalla lacunosa disciplina normativa, ਠstata svolta un'analisi della casistica giurisprudenziale, con lo scopo di individuare le tipologie di provvedimenti largibili ex art. 15, ottavo comma, legge fallimentare e risolvere gli interrogativi relativi alla possibile applicabilità , o meno, dei provvedimenti cautelari tipici e del procedimento cautelare uniforme di cui agli artt. 669 bis ss. c.p.c. In punto di rito ਠstata saggiata la compatibilità di ciascuna norma, dopo aver affrontato le tesi della dottrina sulla questione, cercando di prospettare le possibili soluzioni.
La tutela cautelare nell'istruttoria prefallimentare: profili processuali ed aspetti problematici.
2014
Abstract
La scelta di approfondire il tema della tutela cautelare nell'ambito dell'istruttoria prefallimentare muove, oltre che dalla particolare valenza innovativa dell'istituto all'interno del procedimento per la dichiarazione di fallimento, dalla rilevanza che essa riveste per la salvaguardia degli interessi coinvolti nel giudizio medesimo, con l'intenzione di sviscerare tutti i profili di carattere processuale che permeano l'argomento, anche al fine di chiarire in che rapporto i provvedimenti largibili ex art. 15, ottavo comma, legge fallimentare, stiano con la tutela cautelare disciplinata dal codice di rito. La tematica oggetto di ricerca, ha reso necessario uno studio preliminare relativo all'inquadramento della tutela cautelare, in particolare anticipatoria, all'interno del sistema delle tutele giurisdizionali, teso ad evidenziare le finalità della stessa nonchà© ad esaminare natura, funzione e struttura della tutela cautelare, cercando anche di chiarire quali siano gli effetti della sentenza di merito anticipabili in via cautelare. Tale analisi ਠstata sviluppata nel primo capitolo del lavoro. Stante il particolare rapporto sussistente tra cautela e merito, nel secondo capitolo, sono stati approfonditi il tema dell'oggetto del giudizio per la dichiarazione di fallimento ed il tema degli effetti in senso ampio della sentenza dichiarativa di fallimento, anche per comprendere quali eventualmente di essi possano essere “anticipati” attraverso i provvedimenti cautelari in fase di istruttoria. In particolare, partendo dall'evoluzione subita dal procedimento per la dichiarazione di fallimento, in chiave “giurisdizionale”, a seguito delle riforme apportate alla legge fallimentare ad opera del D.Lgs. n. 5 del 9 gennaio 2006 e successive modificazioni, dopo aver analizzato le diverse posizioni assunte in dottrina, viene messa in evidenza la natura “processuale” del nuovo giudizio di fallimento. Il fulcro del lavoro ਠcostituito dal terzo capitolo, ove previa un'analisi storico-comparativa, per conoscere se e come venisse affrontata la questione della tutela cautelare in materia fallimentare, prima delle riforme del 2005-2006, di ausilio per comprendere appieno la portata innovativa dell'istituto nell'istruttoria prefallimentare e correttamente inquadrarlo viste anche le difficoltà determinate dalla lacunosa disciplina normativa, ਠstata svolta un'analisi della casistica giurisprudenziale, con lo scopo di individuare le tipologie di provvedimenti largibili ex art. 15, ottavo comma, legge fallimentare e risolvere gli interrogativi relativi alla possibile applicabilità , o meno, dei provvedimenti cautelari tipici e del procedimento cautelare uniforme di cui agli artt. 669 bis ss. c.p.c. In punto di rito ਠstata saggiata la compatibilità di ciascuna norma, dopo aver affrontato le tesi della dottrina sulla questione, cercando di prospettare le possibili soluzioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316098
URN:NBN:IT:BNCF-316098