Tutte queste caratteristiche unite alla poca conoscenza delle profondità oceaniche hanno aumentato, negli ultimi anni, l'interesse verso lo studio di tali ecosistemi. Al fine di comprendere la dinamica di questi cicli e i fattori che governano l'entità ed il bilancio dei nutrienti nell'acqua e nei sedimenti marini, ਠnecessario ottenere informazioni quantitative o semi-quantitative sulle attività biologiche coinvolte nei cicli biogeochimici. Lo studio dei geni funzionali coinvolti in queste attività puಠessere un approccio interessante per la comprensione del ruolo dei microrganismi nel riciclo della sostanza organica. A questo proposito a supporto delle comuni tecniche di studio biomolecolari ਠstato proposto l'utilizzo della tecnica microarray. Questa tecnica ਠdi recente sviluppo ed ਠampiamente utilizzata nello studio dell'espressione genica in campo medico che per monitorare i processi ambientali. Il chip utilizzato in questo studio ਠun FGAII, denominato anche GeoChip, ਠstato messo a punto nei laboratori del dipartimento di Genomica Ambientale diretto dal Prof. Zhou, presso l'Università dell'Oklahoma. L'FGAII contiene 24243 sonde oligonucleotidiche, di queste, 10345 si riferiscono ai geni funzionali coinvolti nel ciclo dell'azoto, dello zolfo, del carbonio, del fosforo, nella degradazione dei composti organici e nella resistenza ai metalli E' il primo microarray strettamente correlato allo studio dei processi biogeochimici, ai cambiamenti climatici globali ed alla gestione degli ecosistemi. Il GeoChip ਠparticolarmente utile per stabilire un legame dire
FGAII: applicazione agli ambienti marini profondi ed estremi
2009
Abstract
Tutte queste caratteristiche unite alla poca conoscenza delle profondità oceaniche hanno aumentato, negli ultimi anni, l'interesse verso lo studio di tali ecosistemi. Al fine di comprendere la dinamica di questi cicli e i fattori che governano l'entità ed il bilancio dei nutrienti nell'acqua e nei sedimenti marini, ਠnecessario ottenere informazioni quantitative o semi-quantitative sulle attività biologiche coinvolte nei cicli biogeochimici. Lo studio dei geni funzionali coinvolti in queste attività puಠessere un approccio interessante per la comprensione del ruolo dei microrganismi nel riciclo della sostanza organica. A questo proposito a supporto delle comuni tecniche di studio biomolecolari ਠstato proposto l'utilizzo della tecnica microarray. Questa tecnica ਠdi recente sviluppo ed ਠampiamente utilizzata nello studio dell'espressione genica in campo medico che per monitorare i processi ambientali. Il chip utilizzato in questo studio ਠun FGAII, denominato anche GeoChip, ਠstato messo a punto nei laboratori del dipartimento di Genomica Ambientale diretto dal Prof. Zhou, presso l'Università dell'Oklahoma. L'FGAII contiene 24243 sonde oligonucleotidiche, di queste, 10345 si riferiscono ai geni funzionali coinvolti nel ciclo dell'azoto, dello zolfo, del carbonio, del fosforo, nella degradazione dei composti organici e nella resistenza ai metalli E' il primo microarray strettamente correlato allo studio dei processi biogeochimici, ai cambiamenti climatici globali ed alla gestione degli ecosistemi. Il GeoChip ਠparticolarmente utile per stabilire un legame dire| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316179
URN:NBN:IT:BNCF-316179