Tra il gennaio 2003 e il gennaio 2011 sono stati effettuati, presso la Sezione di Chirurgia del Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, 41 interventi di artroplastica per escissione per il trattamento di diverse patologie irreversibili dell'anca nel cane. La tecnica utilizzata prevedeva in tutti i casi un accesso cranio-laterale all'articolazione dell'anca senza interposizione di flap muscolari tra la sede di ostectomia femorale e l'acetabolo. L'indicazione pi๠frequente per cui ਠstato richiesto l'intervento ਠstata la necrosi asettica della testa del femore o morbo di Legg-Perthes-Calvà¨, seguita dalla displasia d'anca (nella maggior parte dei casi associata a alterazioni degenerative dell'articolazione) e da lussazioni coxofemorali non riducibili o croniche; in un minor numero di casi i soggetti trattati erano affetti da distacco epifisario della testa o frattura del collo del femore o da fratture acetabolari. E' stato effettuato uno studio retrospettivo al fine di valutare i risultati clinici della tecnica utilizzata nelle differenti patologie e nelle differenti taglie delle razze trattate.
VALORE DELL'ARTROPLASTICA PER ESCISSIONE NELLE PATOLOGIE IRREVERSIBILI DELL'ANCA NEL CANE
2011
Abstract
Tra il gennaio 2003 e il gennaio 2011 sono stati effettuati, presso la Sezione di Chirurgia del Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, 41 interventi di artroplastica per escissione per il trattamento di diverse patologie irreversibili dell'anca nel cane. La tecnica utilizzata prevedeva in tutti i casi un accesso cranio-laterale all'articolazione dell'anca senza interposizione di flap muscolari tra la sede di ostectomia femorale e l'acetabolo. L'indicazione pi๠frequente per cui ਠstato richiesto l'intervento ਠstata la necrosi asettica della testa del femore o morbo di Legg-Perthes-Calvà¨, seguita dalla displasia d'anca (nella maggior parte dei casi associata a alterazioni degenerative dell'articolazione) e da lussazioni coxofemorali non riducibili o croniche; in un minor numero di casi i soggetti trattati erano affetti da distacco epifisario della testa o frattura del collo del femore o da fratture acetabolari. E' stato effettuato uno studio retrospettivo al fine di valutare i risultati clinici della tecnica utilizzata nelle differenti patologie e nelle differenti taglie delle razze trattate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316278
URN:NBN:IT:BNCF-316278