Negli ultimi trent'anni si ਠassistito a un proliferare di studi sul parlato in contesti istituzionali. Tra questi va annoverato l'ambito clinico, all'interno del quale particolare interesse ha suscitato l'interazione medico-paziente. Tradizionalmente il colloquio medico-paziente ਠstato concepito come un evento comunicativo rigidamente strutturato controllato dal medico, nel quale poco o nessuno spazio viene concesso alle iniziative del paziente. Tale visione, tuttavia, sembra dipendere dalla tendenza, piuttosto diffusa, a considerare le strategie comunicative dei medici tralasciando quelle dei pazienti. Diversamente da questa tendenza, il presente studio esamina sistematicamente le iniziative del paziente nell'arco del colloquio con il medico, e le confronta con le risposte di quest'ultimo dimostrando come il paziente contribuisca attivamente a strutturare il discorso. A tal fine vengono analizzati nove colloqui, tra studenti di medicina naturopatica e pazienti ambulatoriali, registrati presso il Naturopathic Medical Center dell'Università di Bridgeport (CT, USA) e trascritti secondo le convenzioni dell'analisi della conversazione. Un esame attento dei colloqui rivela come i ruoli e le attività dei partecipanti nelle varie fasi degli stessi siano interazionalmente stabiliti. Tale lavoro congiunto, che vede i medici mostrarsi empatici nei confronti delle preoccupazioni espresse dai pazienti, e i pazienti possedere una specifica conoscenza procedurale del colloquio, consente un'alternanza di “voci” in virt๠della quale si realizza un delicato equilibrio tra le priorità del paziente e l'agenda medica.
The interactional organisation of talk in naturopathic interviews
2006
Abstract
Negli ultimi trent'anni si ਠassistito a un proliferare di studi sul parlato in contesti istituzionali. Tra questi va annoverato l'ambito clinico, all'interno del quale particolare interesse ha suscitato l'interazione medico-paziente. Tradizionalmente il colloquio medico-paziente ਠstato concepito come un evento comunicativo rigidamente strutturato controllato dal medico, nel quale poco o nessuno spazio viene concesso alle iniziative del paziente. Tale visione, tuttavia, sembra dipendere dalla tendenza, piuttosto diffusa, a considerare le strategie comunicative dei medici tralasciando quelle dei pazienti. Diversamente da questa tendenza, il presente studio esamina sistematicamente le iniziative del paziente nell'arco del colloquio con il medico, e le confronta con le risposte di quest'ultimo dimostrando come il paziente contribuisca attivamente a strutturare il discorso. A tal fine vengono analizzati nove colloqui, tra studenti di medicina naturopatica e pazienti ambulatoriali, registrati presso il Naturopathic Medical Center dell'Università di Bridgeport (CT, USA) e trascritti secondo le convenzioni dell'analisi della conversazione. Un esame attento dei colloqui rivela come i ruoli e le attività dei partecipanti nelle varie fasi degli stessi siano interazionalmente stabiliti. Tale lavoro congiunto, che vede i medici mostrarsi empatici nei confronti delle preoccupazioni espresse dai pazienti, e i pazienti possedere una specifica conoscenza procedurale del colloquio, consente un'alternanza di “voci” in virt๠della quale si realizza un delicato equilibrio tra le priorità del paziente e l'agenda medica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316292
URN:NBN:IT:BNCF-316292