Gli studi effettuati negli ultimi 15 anni hanno rivelato che la T2, un metabolita della T3, considerato per molti anni solo un prodotto di inattivazione della T3, ਠuna iodotironina biologicamente attiva che presenta attività eccito-metabolica significativa. Essa, quando somministrata a ratti ipotiroide ਠin grado di incrementare la velocità mitocondriale di ossidare i substrati e la capacità ossidativa dei tessuti metabolicamente attivi. Tali effetti si riflettono in un incremento della spesa energetica dell'animale “in toto”.. Quando somministrata a ratti alimentati con una dieta iperlipidica, la 3,5-T2 ne riduce il guadagno di peso corporeo, il contenuto della massa grassa, i livelli di trigliceridi e di colesterolo. In tali animali la T2 previene anche l'insorgenza della steatosi epatica e dell'insulino resistenza, patologie strettamente associate all'obesità ed all'accumulo ectopico di trigliceridi nei tessuti cosidetti “magri”. Dal punto di vista clinico, ਠdi cruciale importanza che la somministrazione cronica di T2 non induce tireotossicosi. Infatti gli animali che ricevono T2 non presentano alterazioni a carico dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide (Lanni e coll 2005) , del sistema cardiovascolare e non manifestano riduzione del contenuto proteico corporeo (de Lange e coll 2005), alterazioni che, come citato precedentemente, si riscontrano in seguito a somministrazione cronica di T3. Quanto descritto suggerisce l'uso farmacologico della T2 al fine di contrastare l'obesità e le patologie ad essa associate che sono generalmente conseguenti ad accumulo ectopico di grassi. I dati ottenuti durante il dottorato di ricerca indicano che la T2 ਠuna iodotironina in grado di indurre variazioni a carico del metabolismo lipidico del muscolo gastrocnemio ed hanno contribuito a chiarire i meccanismi molecolari alla base di tali variazioni. In particolare, i dati ottenuti hanno permesso di evidenziare che la T2 attiva l'importo degli acidi grassi nel tessuto e la loro successiva ossidazione a livello mitocondrial. La stessa iodotironina rende inefficiente l'ossidazione degli acidi grassi promuovendo processi termogenici a livello mitocondriale. Gli effetti indotti dalla T2 si manifestano molto rapidamente e permangono anche dopo trattamento cronico con la stessa . A livello molecolare, l'attivazione della proteina chinasi AMPK, nota avere un ruolo chiave nel dirigere la partizione lipidica verso l'ossidazione, sembra mediare alcuni degli effetti a breve termine della T2. Inoltre la proteina FAT/CD36, nota svolgere un ruolo chiave nell'importo degli acidi grassi liberi nelle cellule muscolari e nella loro ossidazione a livello mitocondriale, ਠun bersaglio della T2 che ne promuoverebbe la traslocazione dai depositi intracellulari verso la membrana sarcoplasmatica ed i mitocondri. Da quanto esposto, insieme alle evidenze già presenti in letteratura, relative all'assenza dell'insorgenza di uno stato tireotossico conseguente ad una somministrazione cronica di T2, ਠpossibile ipotizzare l'uso farmacologico di tale iodotironina per la cura dell'obesità e di patologie associate ad un accumulo ectopico di grassi nel tessuto muscolare, quali ad esempio l'insulino- resistenza.
Effetto della 3,5-diiodo-l-tironina sul metabolismo lipidico del muscolo gastrocnemio di ratto
2011
Abstract
Gli studi effettuati negli ultimi 15 anni hanno rivelato che la T2, un metabolita della T3, considerato per molti anni solo un prodotto di inattivazione della T3, ਠuna iodotironina biologicamente attiva che presenta attività eccito-metabolica significativa. Essa, quando somministrata a ratti ipotiroide ਠin grado di incrementare la velocità mitocondriale di ossidare i substrati e la capacità ossidativa dei tessuti metabolicamente attivi. Tali effetti si riflettono in un incremento della spesa energetica dell'animale “in toto”.. Quando somministrata a ratti alimentati con una dieta iperlipidica, la 3,5-T2 ne riduce il guadagno di peso corporeo, il contenuto della massa grassa, i livelli di trigliceridi e di colesterolo. In tali animali la T2 previene anche l'insorgenza della steatosi epatica e dell'insulino resistenza, patologie strettamente associate all'obesità ed all'accumulo ectopico di trigliceridi nei tessuti cosidetti “magri”. Dal punto di vista clinico, ਠdi cruciale importanza che la somministrazione cronica di T2 non induce tireotossicosi. Infatti gli animali che ricevono T2 non presentano alterazioni a carico dell'asse ipotalamo-ipofisi-tiroide (Lanni e coll 2005) , del sistema cardiovascolare e non manifestano riduzione del contenuto proteico corporeo (de Lange e coll 2005), alterazioni che, come citato precedentemente, si riscontrano in seguito a somministrazione cronica di T3. Quanto descritto suggerisce l'uso farmacologico della T2 al fine di contrastare l'obesità e le patologie ad essa associate che sono generalmente conseguenti ad accumulo ectopico di grassi. I dati ottenuti durante il dottorato di ricerca indicano che la T2 ਠuna iodotironina in grado di indurre variazioni a carico del metabolismo lipidico del muscolo gastrocnemio ed hanno contribuito a chiarire i meccanismi molecolari alla base di tali variazioni. In particolare, i dati ottenuti hanno permesso di evidenziare che la T2 attiva l'importo degli acidi grassi nel tessuto e la loro successiva ossidazione a livello mitocondrial. La stessa iodotironina rende inefficiente l'ossidazione degli acidi grassi promuovendo processi termogenici a livello mitocondriale. Gli effetti indotti dalla T2 si manifestano molto rapidamente e permangono anche dopo trattamento cronico con la stessa . A livello molecolare, l'attivazione della proteina chinasi AMPK, nota avere un ruolo chiave nel dirigere la partizione lipidica verso l'ossidazione, sembra mediare alcuni degli effetti a breve termine della T2. Inoltre la proteina FAT/CD36, nota svolgere un ruolo chiave nell'importo degli acidi grassi liberi nelle cellule muscolari e nella loro ossidazione a livello mitocondriale, ਠun bersaglio della T2 che ne promuoverebbe la traslocazione dai depositi intracellulari verso la membrana sarcoplasmatica ed i mitocondri. Da quanto esposto, insieme alle evidenze già presenti in letteratura, relative all'assenza dell'insorgenza di uno stato tireotossico conseguente ad una somministrazione cronica di T2, ਠpossibile ipotizzare l'uso farmacologico di tale iodotironina per la cura dell'obesità e di patologie associate ad un accumulo ectopico di grassi nel tessuto muscolare, quali ad esempio l'insulino- resistenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316295
URN:NBN:IT:BNCF-316295