Per molti anni la terapia endovascolare delle stenosi carotidee ਠstata limitata a sporadici casi perchà© gravata da alta percentuale di complicanze tromboemboliche cerebrali. Negli ultimi anni invece, grazie soprattutto all'evoluzione dei materiali e della tecnica, questo trattamento endovascolare ਠdivenuto alternativa consolidata nei confronti della chirurgia tradizionale in casi selezionati. Lo stenting carotideo ਠun'alternativa al trattamento chirurgico di endoarteriectomia. Lo scopo di questa procedura ਠla prevenzione dello stroke e la sua efficacia dipende dalle complicanze periprocedurali. Nonostante gli sviluppi delle tecniche di stenting e l'uso di terapia antiaggregante, gli eventi neuroembolici di materiale friabile, ulcerato e trombotico sono possibili durante lo stenting pertanto risulta necessario l'impiego dei sistemi di protezione durante la procedura. Noi abbiamo riportato i risultati ottenuti nel corso della procedura e a distanza di 30 giorni. Da settembre 2002 a gennaio 2005 abbiamo effettuato presso la nostra Area funzionale 24 stenting carotidei in elezione con l'applicazione di sistemi di protezione cerebrale. I pazienti sono stati 21: 16 (76% ) maschi e 5 (24%) femmine di età 70±8 anni per un totale di 24 procedure. Tutti i pazienti avevano un grado di stenosi ?70% della carotide interna o della comune misurato secondo il criterio NASCET. Il catetere introduttore usato ਠstato di 7-8F e la protezione cerebrale ਠstata effettuata utilizzando dei sistemi di filtri distali: FilterWire (Boston Scientific); palloni da occlusione distale: PercuSurge GuardWire (Medtronic); o sistemi di protezione prossimale con palloni da occlusione nella comune e nell'esterna: MO.MA (Invatec). Dopo l'apertura del sistema di protezione sono stati aperti gli stent alcuni in nitinolo, altri autoespandibili, altri aperti su pallone. Nel post operatorio i pazienti sono stati costantemente monitorati valutando in modo non cruento la pressione arteriosa ogni 3 ore inizialmente e ogni 12 ore successivamente. Tutti i pazienti sono stati trattati con terapia antiaggregante per 30 giorni. Lo studio neurologico ਠstato effettuato durante la procedura e nel follow-up a 30 giorni (NIH e Stroke Scale). Delle 24 lesioni il 95% erano stenosi primarie mentre il 5% erano restenosi dopo endoarteriectomia. Circa un quarto delle lesioni erano associate a sintomi neurologici nei sei mesi precedenti il trattamento. Nel 70%(17 pazienti) fu impiegato il FilterWire, nel 17%(4 pazienti) il PercuSurge e nel 13% (3 pazienti) il MO.MA. Dei 4 pazienti trattati utilizzando il pallone da protezione distale in 1 caso non fu tollerato e quindi non fu utilizzata alcuna protezione. Delle 24 procedure si ਠraggiunto il successo in tutti i casi senza alcun segno neurologico immediato e a distanza di 30 giorni. A volte i filtri possono non poter essere impiegati per l'eccessiva tortuosità dei vasi o per la stenosi severa. Abbiamo osservato una riduzione del diametro delle stenosi dall'83%±11% al 15%±6. La nostra esperienza ha dimostrato che l'uso dei sistemi di protezione riduce a meno dell'1% i rischi di complicanze emboliche cerebrali durante lo stenting carotideo Le complicanze pi๠frequenti si hanno nel tempo periprocedurale e nei primi 30 giorni, essi vanno dall'attacco ischemico transitorio all'emorragia dell'emisfero omolaterale di entità diversa fino allo stroke e alla morte soprattutto nei pazienti di età superiore agli 80 anni. La tecnica di stenting carotideo con l'applicazione dei sistemi di protezione ਠpossibile e da dei risultati molto simili dal punto di vista delle complicanze neurologiche rispetto all'endoarteriectomia tradizionale ma con minori complicanze generali.
Protezione cerebrale durante lo stentino carotideo: la nostra esperienza
2006
Abstract
Per molti anni la terapia endovascolare delle stenosi carotidee ਠstata limitata a sporadici casi perchà© gravata da alta percentuale di complicanze tromboemboliche cerebrali. Negli ultimi anni invece, grazie soprattutto all'evoluzione dei materiali e della tecnica, questo trattamento endovascolare ਠdivenuto alternativa consolidata nei confronti della chirurgia tradizionale in casi selezionati. Lo stenting carotideo ਠun'alternativa al trattamento chirurgico di endoarteriectomia. Lo scopo di questa procedura ਠla prevenzione dello stroke e la sua efficacia dipende dalle complicanze periprocedurali. Nonostante gli sviluppi delle tecniche di stenting e l'uso di terapia antiaggregante, gli eventi neuroembolici di materiale friabile, ulcerato e trombotico sono possibili durante lo stenting pertanto risulta necessario l'impiego dei sistemi di protezione durante la procedura. Noi abbiamo riportato i risultati ottenuti nel corso della procedura e a distanza di 30 giorni. Da settembre 2002 a gennaio 2005 abbiamo effettuato presso la nostra Area funzionale 24 stenting carotidei in elezione con l'applicazione di sistemi di protezione cerebrale. I pazienti sono stati 21: 16 (76% ) maschi e 5 (24%) femmine di età 70±8 anni per un totale di 24 procedure. Tutti i pazienti avevano un grado di stenosi ?70% della carotide interna o della comune misurato secondo il criterio NASCET. Il catetere introduttore usato ਠstato di 7-8F e la protezione cerebrale ਠstata effettuata utilizzando dei sistemi di filtri distali: FilterWire (Boston Scientific); palloni da occlusione distale: PercuSurge GuardWire (Medtronic); o sistemi di protezione prossimale con palloni da occlusione nella comune e nell'esterna: MO.MA (Invatec). Dopo l'apertura del sistema di protezione sono stati aperti gli stent alcuni in nitinolo, altri autoespandibili, altri aperti su pallone. Nel post operatorio i pazienti sono stati costantemente monitorati valutando in modo non cruento la pressione arteriosa ogni 3 ore inizialmente e ogni 12 ore successivamente. Tutti i pazienti sono stati trattati con terapia antiaggregante per 30 giorni. Lo studio neurologico ਠstato effettuato durante la procedura e nel follow-up a 30 giorni (NIH e Stroke Scale). Delle 24 lesioni il 95% erano stenosi primarie mentre il 5% erano restenosi dopo endoarteriectomia. Circa un quarto delle lesioni erano associate a sintomi neurologici nei sei mesi precedenti il trattamento. Nel 70%(17 pazienti) fu impiegato il FilterWire, nel 17%(4 pazienti) il PercuSurge e nel 13% (3 pazienti) il MO.MA. Dei 4 pazienti trattati utilizzando il pallone da protezione distale in 1 caso non fu tollerato e quindi non fu utilizzata alcuna protezione. Delle 24 procedure si ਠraggiunto il successo in tutti i casi senza alcun segno neurologico immediato e a distanza di 30 giorni. A volte i filtri possono non poter essere impiegati per l'eccessiva tortuosità dei vasi o per la stenosi severa. Abbiamo osservato una riduzione del diametro delle stenosi dall'83%±11% al 15%±6. La nostra esperienza ha dimostrato che l'uso dei sistemi di protezione riduce a meno dell'1% i rischi di complicanze emboliche cerebrali durante lo stenting carotideo Le complicanze pi๠frequenti si hanno nel tempo periprocedurale e nei primi 30 giorni, essi vanno dall'attacco ischemico transitorio all'emorragia dell'emisfero omolaterale di entità diversa fino allo stroke e alla morte soprattutto nei pazienti di età superiore agli 80 anni. La tecnica di stenting carotideo con l'applicazione dei sistemi di protezione ਠpossibile e da dei risultati molto simili dal punto di vista delle complicanze neurologiche rispetto all'endoarteriectomia tradizionale ma con minori complicanze generali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/316300
URN:NBN:IT:BNCF-316300