Il lavoro di ricerca si ਠproposto, attraverso il percorso e l'opera di un autore umbratile, di indagare su caratteri autonomi del costituzionalismo italiano tardo settecentesco e modalità di recezione tecnico-normativa dei paradigmi d'oltralpe. L'Abbamonte ben offre un riflesso dell'intellettualità italiana nel suo assistere alle applicazioni concrete delle nuove idee costituzionali; traduce, dalla sua condizione di “semi-libertà ”, un pensiero complessivo e pi๠schiettamente giuridico, anzichà© politicamente orientato, teso tra teoria e prassi vissuta. Nella sua opera compiuta, Saggio sulle leggi fondamentali dell'Italia libera, attraversa molteplici modelli costituzionali, seleziona, estrapola ed aggiunge: non grandi invenzioni, ma un'attenta riflessione giuridica †" a tratti anche ingenua †" e di scandaglio sul modello costituzionale pi๠adeguato alla situazione italiana. Dalla matrice culturale napoletana all'esulato ligure - fase di legame intellettuale con il Buonarroti e con fuorusciti di eterogenea provenienza, di partecipazione e sperimentazione costituzionale - si produce il momento di pi๠intenso impegno e produzione letteraria che avrà luogo di sintesi a Milano dal 1796. La ricostruzione delle vicende esistenziali ha permesso di percepire che quando l'Abbamonte perviene alla stesura del Saggio sulle leggi, il proprio background e le fonti cui puಠattingere sono ormai composite e proporzionalmente omogenee, forse sormontando pensatori pi๠noti, ma pi๠territorialmente ancorati, quale ad es. il Pagano. Ciಠtrova riscontro nella solidità strutturale del Saggio che, anche dal raffronto sinottico con altre produzioni coeve - ad es. i testi del Concorso lombardo - non ਠun'opera vagheggiata, sorta e rimasta sull'onda di sollecitazioni idealistiche rivoluzionarie. Si registra, nell'Abbamonte milanese, il perseguimento manifesto di un ideale unitario con la fondazione del Giornale de' Patrioti d'Italia, presentato all'Amministrazione Generale lombarda nel dichiarato intento di perseguire l'istruzione pubblica. Intanto interviene l'integrazione nella vita istituzionale, l'attività propagandistica si fa latomica. Compartecipa al Concorso sulle sorti politiche italiane; pubblica, sempre in anonimato, il Saggio sulle leggi; ਠammesso alla Società di Pubblica Istruzione, ma non entrerà nel Circolo Costituzionale. L'ultimo articolo a sua firma ਠsul Giornale n. 10 del 9 febbr. '97; poi ਠverosimile una collaborazione latente: ad es. un lungo inserto comparso successivamente, Lettera sul Congresso Cispadano, per i suoi contenuti riassuntivi del Saggio sembrerebbe pienamente riconducibile all'Abbamonte. L'attività giornalistica à¨, infatti, essenziale per i suoi fini intellettuali ed ਠprincipalmente realizzata attraverso il Giornale: oltre agli intenti propagandistici e formativi degli enunciati iniziali, essa si allinea con i contenuti del Saggio sulle leggi costituendone ora un'esplicazione, ora un ampliamento, in qualche caso un commento ragionato. Ciಠche nel Saggio sulle leggi ਠarticolato giuridico, nel Giornale subisce una trasposizione dialogica, argomentativa e politica. Si tratta di un duplice strumento a disposizione dell'Autore, un doppio binario con distinte traiettorie, parallele, ma non incrociate: il Saggio sulle leggi ਠun sistema giuridico di norme fondamentali e come tale ਠchiuso e non eterointegrabile; gli articoli del Giornale sono un condensato pedagogico e morale, un veicolo di conoscenza, uno strumento esegetico. Quei concetti veicolati in termini idealistici ed in forma narrativa negli articoli di stampa, nel Saggio si depurano per posizionarsi su un piano strettamente giuridico e tradursi in un organico articolato costituzionale che si affranca, laddove reso necessario per peculiarità del normato ed esigenze di logica e sistematica giuridica, dal pur fondamentale modello straniero. E' questa una direttrice precisa e consapevole del percorso abbamontiano, che reperisce nel giuridico l'unico spazio di autonomia per la libertà italiana. L'assetto istituzionale predisposto dal Saggio sulle leggi rappresenta il risultato originale della combinazione tra la Cost. dell'a. III, quella dell'a. I, le idee del Rousseau e del Buonarroti; ma esso attinge diacriticamente anche al vasto bacino dell'Illuminismo meridionale di cui l'Abbamonte ਠfiglio: basti pensare ai binomi del Gravina su communis ratio /legge e imperium/potestà universale, alla necessaria disuguaglianza culturale del Filangieri, all'ontologia relazionale genovesiana; tutti concetti che permeano lo strato profondo del Saggio, e generano un confronto dalle alterne sorti. Non da ultimo, svolge un ruolo il dato della prassi, rectius della teoria applicata: ਠpossibile, infatti, riscontrare anche un'appropriazione di principi e precetti innestati in precedenti esperienze di normazione realizzate dal Buonarroti, anche in territorio ligure. Ancora, la struttura del Saggio forma un sistema di costituzione senza costituzione: nello stesso titolo il riferimento ਠalle leggi fondamentali, non alla costituzione. Il salto giuridico, logico e concettuale tra le due espressioni ਠenorme. Le leggi fondamentali attengono ai meccanismi di funzionamento degli apparati statali, ai rapporti istituzionali, ai primari presidi sociali; tuttavia, stanno in un rapporto di continenza rispetto al ben diverso concetto di costituzione. Anch'essa, infatti, si occupa primariamente di regolare i rapporti fondamentali della società ed il funzionamento istituzionale, ma possiede un differenziale normativo immenso: la sovraordinazione. L'assenza di questa costituisce un presupposto strutturale ed ontologico del sistema abbamontiano, la rimozione di un limite, sia pur interno e non eterononomo, alla volontà dell'assemblea legislativa. Nell'opera emerge la consapevolezza dell'anomalia italiana, di un'etnia priva di nazionalità unitaria: vi ਠquindi la coscienza dell'inapplicabilità tout court di inappropriati sistemi francesi, destinati a realtà sociali pi๠mature, ma anche la convinzione che sia possibile lavorare meglio su una “materia grezza”; ciಠpermette all'Autore addirittura di espungere dal suo sistema la Dichiarazione dei diritti e puntare alla realizzazione di uno Stato che, tenendo presenti le aporie transalpine, possa trascenderle. Su tale linea, Egli supera la “mezza misura” della rappresentanza per approdare ad un sistema di democrazia diretta e finisce per eliminare la stessa rigidità costituzionale. Il grande default ਠcostituito dal dato fattuale dell'impossibilità italiana di pervenire autonomamente all'assetto nazionale unitario e libero, ciಠdi cui l'Autore ਠconsapevole, ma su cui non ਠin grado di incidere: quindi il Saggio sulle leggi eliderà questo aspetto, decidendo di porsi quale elaborazione giuridica pura, scevra dalle oscillanti contingenze e rivolto ad una realtà italiana già unificata. Soggetti, organi, meccanismi e dinamiche istituzionali sono i protagonisti giuridicamente incontaminati del Saggio, definiti e composti in un insieme teso a delle finalità precise e in rapporto, ora palese ora dissimulato, di prevalente contrapposizione o superamento rispetto ai sistemi di riferimento. L'Abbamonte lascerà Milano a fine '98; a Napoli sosterrà il breve tentativo dei repubblicani meridionali. L'ultima fase della sua vita non avrebbe rispecchiato la propria idealità . Pur continuando a ricoprire alti incarichi nei vari regimi succedutisi, ripiegherà su se stesso, non dando luogo ad altra produzione giuridica. I modelli e le teorizzazioni espresse negli articoli di stampa e nel Saggio sulle leggi saranno ben lontani da quel prestare servizio †" sia pur ragguardevole - in compagini statuali monarchiche, autoritarie o addirittura reazionarie.
Il progetto costituzionale di Giuseppe Abbamonte (1759-1818).
2013
Abstract
Il lavoro di ricerca si ਠproposto, attraverso il percorso e l'opera di un autore umbratile, di indagare su caratteri autonomi del costituzionalismo italiano tardo settecentesco e modalità di recezione tecnico-normativa dei paradigmi d'oltralpe. L'Abbamonte ben offre un riflesso dell'intellettualità italiana nel suo assistere alle applicazioni concrete delle nuove idee costituzionali; traduce, dalla sua condizione di “semi-libertà ”, un pensiero complessivo e pi๠schiettamente giuridico, anzichà© politicamente orientato, teso tra teoria e prassi vissuta. Nella sua opera compiuta, Saggio sulle leggi fondamentali dell'Italia libera, attraversa molteplici modelli costituzionali, seleziona, estrapola ed aggiunge: non grandi invenzioni, ma un'attenta riflessione giuridica †" a tratti anche ingenua †" e di scandaglio sul modello costituzionale pi๠adeguato alla situazione italiana. Dalla matrice culturale napoletana all'esulato ligure - fase di legame intellettuale con il Buonarroti e con fuorusciti di eterogenea provenienza, di partecipazione e sperimentazione costituzionale - si produce il momento di pi๠intenso impegno e produzione letteraria che avrà luogo di sintesi a Milano dal 1796. La ricostruzione delle vicende esistenziali ha permesso di percepire che quando l'Abbamonte perviene alla stesura del Saggio sulle leggi, il proprio background e le fonti cui puಠattingere sono ormai composite e proporzionalmente omogenee, forse sormontando pensatori pi๠noti, ma pi๠territorialmente ancorati, quale ad es. il Pagano. Ciಠtrova riscontro nella solidità strutturale del Saggio che, anche dal raffronto sinottico con altre produzioni coeve - ad es. i testi del Concorso lombardo - non ਠun'opera vagheggiata, sorta e rimasta sull'onda di sollecitazioni idealistiche rivoluzionarie. Si registra, nell'Abbamonte milanese, il perseguimento manifesto di un ideale unitario con la fondazione del Giornale de' Patrioti d'Italia, presentato all'Amministrazione Generale lombarda nel dichiarato intento di perseguire l'istruzione pubblica. Intanto interviene l'integrazione nella vita istituzionale, l'attività propagandistica si fa latomica. Compartecipa al Concorso sulle sorti politiche italiane; pubblica, sempre in anonimato, il Saggio sulle leggi; ਠammesso alla Società di Pubblica Istruzione, ma non entrerà nel Circolo Costituzionale. L'ultimo articolo a sua firma ਠsul Giornale n. 10 del 9 febbr. '97; poi ਠverosimile una collaborazione latente: ad es. un lungo inserto comparso successivamente, Lettera sul Congresso Cispadano, per i suoi contenuti riassuntivi del Saggio sembrerebbe pienamente riconducibile all'Abbamonte. L'attività giornalistica à¨, infatti, essenziale per i suoi fini intellettuali ed ਠprincipalmente realizzata attraverso il Giornale: oltre agli intenti propagandistici e formativi degli enunciati iniziali, essa si allinea con i contenuti del Saggio sulle leggi costituendone ora un'esplicazione, ora un ampliamento, in qualche caso un commento ragionato. Ciಠche nel Saggio sulle leggi ਠarticolato giuridico, nel Giornale subisce una trasposizione dialogica, argomentativa e politica. Si tratta di un duplice strumento a disposizione dell'Autore, un doppio binario con distinte traiettorie, parallele, ma non incrociate: il Saggio sulle leggi ਠun sistema giuridico di norme fondamentali e come tale ਠchiuso e non eterointegrabile; gli articoli del Giornale sono un condensato pedagogico e morale, un veicolo di conoscenza, uno strumento esegetico. Quei concetti veicolati in termini idealistici ed in forma narrativa negli articoli di stampa, nel Saggio si depurano per posizionarsi su un piano strettamente giuridico e tradursi in un organico articolato costituzionale che si affranca, laddove reso necessario per peculiarità del normato ed esigenze di logica e sistematica giuridica, dal pur fondamentale modello straniero. E' questa una direttrice precisa e consapevole del percorso abbamontiano, che reperisce nel giuridico l'unico spazio di autonomia per la libertà italiana. L'assetto istituzionale predisposto dal Saggio sulle leggi rappresenta il risultato originale della combinazione tra la Cost. dell'a. III, quella dell'a. I, le idee del Rousseau e del Buonarroti; ma esso attinge diacriticamente anche al vasto bacino dell'Illuminismo meridionale di cui l'Abbamonte ਠfiglio: basti pensare ai binomi del Gravina su communis ratio /legge e imperium/potestà universale, alla necessaria disuguaglianza culturale del Filangieri, all'ontologia relazionale genovesiana; tutti concetti che permeano lo strato profondo del Saggio, e generano un confronto dalle alterne sorti. Non da ultimo, svolge un ruolo il dato della prassi, rectius della teoria applicata: ਠpossibile, infatti, riscontrare anche un'appropriazione di principi e precetti innestati in precedenti esperienze di normazione realizzate dal Buonarroti, anche in territorio ligure. Ancora, la struttura del Saggio forma un sistema di costituzione senza costituzione: nello stesso titolo il riferimento ਠalle leggi fondamentali, non alla costituzione. Il salto giuridico, logico e concettuale tra le due espressioni ਠenorme. Le leggi fondamentali attengono ai meccanismi di funzionamento degli apparati statali, ai rapporti istituzionali, ai primari presidi sociali; tuttavia, stanno in un rapporto di continenza rispetto al ben diverso concetto di costituzione. Anch'essa, infatti, si occupa primariamente di regolare i rapporti fondamentali della società ed il funzionamento istituzionale, ma possiede un differenziale normativo immenso: la sovraordinazione. L'assenza di questa costituisce un presupposto strutturale ed ontologico del sistema abbamontiano, la rimozione di un limite, sia pur interno e non eterononomo, alla volontà dell'assemblea legislativa. Nell'opera emerge la consapevolezza dell'anomalia italiana, di un'etnia priva di nazionalità unitaria: vi ਠquindi la coscienza dell'inapplicabilità tout court di inappropriati sistemi francesi, destinati a realtà sociali pi๠mature, ma anche la convinzione che sia possibile lavorare meglio su una “materia grezza”; ciಠpermette all'Autore addirittura di espungere dal suo sistema la Dichiarazione dei diritti e puntare alla realizzazione di uno Stato che, tenendo presenti le aporie transalpine, possa trascenderle. Su tale linea, Egli supera la “mezza misura” della rappresentanza per approdare ad un sistema di democrazia diretta e finisce per eliminare la stessa rigidità costituzionale. Il grande default ਠcostituito dal dato fattuale dell'impossibilità italiana di pervenire autonomamente all'assetto nazionale unitario e libero, ciಠdi cui l'Autore ਠconsapevole, ma su cui non ਠin grado di incidere: quindi il Saggio sulle leggi eliderà questo aspetto, decidendo di porsi quale elaborazione giuridica pura, scevra dalle oscillanti contingenze e rivolto ad una realtà italiana già unificata. Soggetti, organi, meccanismi e dinamiche istituzionali sono i protagonisti giuridicamente incontaminati del Saggio, definiti e composti in un insieme teso a delle finalità precise e in rapporto, ora palese ora dissimulato, di prevalente contrapposizione o superamento rispetto ai sistemi di riferimento. L'Abbamonte lascerà Milano a fine '98; a Napoli sosterrà il breve tentativo dei repubblicani meridionali. L'ultima fase della sua vita non avrebbe rispecchiato la propria idealità . Pur continuando a ricoprire alti incarichi nei vari regimi succedutisi, ripiegherà su se stesso, non dando luogo ad altra produzione giuridica. I modelli e le teorizzazioni espresse negli articoli di stampa e nel Saggio sulle leggi saranno ben lontani da quel prestare servizio †" sia pur ragguardevole - in compagini statuali monarchiche, autoritarie o addirittura reazionarie.I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/316369
URN:NBN:IT:BNCF-316369