La tutela degli organismi strutturali in legno ਠattualmente un argomento di grande interesse che negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo. Il presente studio ripercorre in maniera critica le tappe fondamentali degli avanzamenti in campo scientifico e tecnologico che hanno prodotto i criteri e le metodologie che regolano l'attività  di conservazione sulle strutture in legno con l'obiettivo di metterne in luce gli aspetti pi๠innovativi al fine di delineare i possibili sviluppi futuri della ricerca nel settore. La ricerca si articola in quattro capitoli. Nei primi tre capitoli sono individuati ed analizzati criticamente gli aspetti fondamentali del progresso teorico sulla conservazione delle strutture di copertura lignee in Italia, secondo una logica d'approccio che pone in evidenza la necessità  di anteporre gli studi di carattere generale ed analitico finalizzati alla definizione di metodologie per l'approfondimento delle conoscenze e per la definizione di criteri e metodi d'intervento. Nel primo capitolo sono analizzati alcuni tra i pi๠importanti trattati pubblicati tra il'500 e l'800 al fine di ripercorrere le tappe fondamentali dell'evoluzione delle capriate lignee e al fine di individuare se e a quali rimedi si ricorreva per riparare e rinforzare le strutture lignee. La manualistica prodotta tra il XVI e il XIX secolo si rivela una fonte molto ricca di conoscenze sull'arte di costruire con il legno; in essa sono contenute le regole per una buona progettazione ed una messa in opera che garantiscano efficienza e durabilità  al manufatto. In generale dall'analisi di questi trattati emergono poche testimonianze relative al restauro e al consolidamento; tuttavia le antiche carpenterie presentano frequentemente provvedimenti di vario tipo, messi in atto per ovviare ai problemi localizzati d'eccessiva deformazione o rotture, come pure espedienti per evitare il degrado, che testimoniano il sussistere della prassi della manutenzione, intesa quasi sempre come sostituzione di elementi ammalorati, e la prassi degli interventi di rinforzo volti a risolvere le debolezze della struttura mediante aggiunte e integrazioni. Il secondo capitolo ਠun analisi critica della produzione di studi sperimentali, condotti negli ultimi venti anni in ambiti specialistici, che costituiscono le basi delle attuali conoscenze pi๠avanzate sul legno che si traducono nei procedimenti di calcolo e di verifica, nelle regole di classificazione, negli studi sul degrado e nella definizione di criteri e tecniche diagnostiche per la valutazione preventiva delle strutture. La consapevolezza diffusa della necessità  di far precedere il progetto di restauro da indagini volte alla conoscenza approfondita della struttura e dello stato di conservazione del materiale ha comportato la sperimentazione e la messa a punto di nuove metodologie d'indagine sempre pi๠sofisticate. I progressi compiuti portano a riconoscere che l'approccio per il restauro di una struttura lignea antica ਠsicuramente complesso e richiede conoscenze specifiche che spesso non ਠpossibile ritrovare in un'unica figura se non a fronte di una pi๠che decennale esperienza. Ne deriva l'importanza di una diagnostica integrata, infatti, solo la combinazione logica di metodi e tecniche d'indagine appropriati e quindi la definizione di un vero e proprio progetto diagnostico, che impieghi tutti gli strumenti disponibili, di cui siano ben noti limiti e potenzialità , puಠfornire un livello soddisfacente di conoscenza, derivato da un analisi integrata e comparativa di tutte le informazioni raccolte, per la definizione di idonei interventi di manutenzione e restauro. Il crescente interesse per la conservazione dei manufatti in legno e la gran quantità  di studi teorici e sperimentali sull'argomento hanno avuto come ricaduta una rilevante produzione di normative in ambito tecnico e conservativo. Nonostante i notevoli progressi nel settore della conservazione, accanto ad un crescente numero di restauri esemplari, condotti sulla scorta dei pi๠recenti avanzamenti teorici e tecnici, si assiste ancora oggi ad una gran quantità  d'interventi che, poco rispettosi dei principi della conservazione, mettono in atto soluzioni che alterano il comportamento della struttura sulla scorta, molto spesso, di approssimative indagini di diagnostica preventiva e impiegando tecnologie “innovative” non sufficientemente sperimentate. Nel terzo capitolo sono infine analizzati i criteri d'intervento, le tecnologie e i materiali attualmente disponibili per la manutenzione ed il restauro. I principi generali sono quelli stabiliti nella Carta di Venezia e recepiti dall'Unesco e dall'Icomos, con l'approvazione nel 1999 del documento “Principles for the Preservation of Historic Timber Buildings”. Le attuali tendenze nel restauro delle strutture in legno, sulla scorta di temi dibattuti sin dalla metà  del XIX secolo, ribadiscono l'importanza della conservazione del manufatto nella sua autenticità  materica e della concezione strutturale. A fronte di un'estesa panoramica su tecniche e materiali innovativi, attualmente disponibili ed impiegati in alcuni casi esemplificativi analizzati nel terzo capitolo, viene evidenziata, in linea con le attuali tendenze, l'opportunità  del recupero delle tecniche tradizionali e dell'impiego di materiali e tecnologie ampiamente sperimentati onde poter assicurare compatibilità  durabilità  ed efficacia all'intervento. Un'attenzione particolare ਠdedicata alla valutazione del comportamento sismico delle strutture a capriata e agli interventi di miglioramento e rafforzamento antisismico riguardo ai quali, in base al raffronto con le normative specifiche, vengono indicate le metodologie pi๠opportune che assicurano il rispetto dei principi del restauro. Appare con evidenza che la questione fondamentale ਠl'analisi dell'interazione tra strutture di copertura e murature per la stima del comportamento sismico di edifici antichi complessi ai fini della definizione dei criteri d'intervento. Il problema viene affrontato in relazione agli edifici di culto che presentano alcune caratteristiche comuni dal punto di vista della vulnerabilità  sismica al fine di valutare, attraverso un approccio semplificato, l'incidenza delle coperture in legno sulla stabilità  delle pareti murarie. La ricerca affronta, infine, al capitolo quarto, lo studio delle antiche capriate di S. Pietro a Majella che costituiscono un caso di rilievo per l'applicazione e la verifica della validità  degli strumenti normativi di recente definizione nonchà© delle metodologie e tecniche d'indagine descritte. In seguito ad un'approfondita ricerca storica - archivistica si ਠproceduto al rilievo critico del sistema nel suo complesso al fine di individuare le tracce degli interventi pregressi e verificare la congruenza tra i dati d'archivio e l'attuale consistenza del sistema di copertura. L'approfondimento del rilievo ha poi riguardato alcune strutture pi๠accessibili a cui si ਠapplicata una metodologia diagnostica per pervenire, attraverso la valutazione comparata ed integrata dei risultati delle diverse indagini svolte in situ, alla valutazione dell'efficienza della struttura e quindi alla definizione delle priorità  d'intervento. Il protocollo d'indagine rispetta i contenuti della norma UNI 11119 del 2004 per le ispezioni in situ e la diagnosi degli elementi in opera e conferma la validità  dell'approccio normativo.

La conservazione delle antiche strutture lignee di copertura. Le capriate di S. Pietro a Majella

2006

Abstract

La tutela degli organismi strutturali in legno ਠattualmente un argomento di grande interesse che negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo. Il presente studio ripercorre in maniera critica le tappe fondamentali degli avanzamenti in campo scientifico e tecnologico che hanno prodotto i criteri e le metodologie che regolano l'attività  di conservazione sulle strutture in legno con l'obiettivo di metterne in luce gli aspetti pi๠innovativi al fine di delineare i possibili sviluppi futuri della ricerca nel settore. La ricerca si articola in quattro capitoli. Nei primi tre capitoli sono individuati ed analizzati criticamente gli aspetti fondamentali del progresso teorico sulla conservazione delle strutture di copertura lignee in Italia, secondo una logica d'approccio che pone in evidenza la necessità  di anteporre gli studi di carattere generale ed analitico finalizzati alla definizione di metodologie per l'approfondimento delle conoscenze e per la definizione di criteri e metodi d'intervento. Nel primo capitolo sono analizzati alcuni tra i pi๠importanti trattati pubblicati tra il'500 e l'800 al fine di ripercorrere le tappe fondamentali dell'evoluzione delle capriate lignee e al fine di individuare se e a quali rimedi si ricorreva per riparare e rinforzare le strutture lignee. La manualistica prodotta tra il XVI e il XIX secolo si rivela una fonte molto ricca di conoscenze sull'arte di costruire con il legno; in essa sono contenute le regole per una buona progettazione ed una messa in opera che garantiscano efficienza e durabilità  al manufatto. In generale dall'analisi di questi trattati emergono poche testimonianze relative al restauro e al consolidamento; tuttavia le antiche carpenterie presentano frequentemente provvedimenti di vario tipo, messi in atto per ovviare ai problemi localizzati d'eccessiva deformazione o rotture, come pure espedienti per evitare il degrado, che testimoniano il sussistere della prassi della manutenzione, intesa quasi sempre come sostituzione di elementi ammalorati, e la prassi degli interventi di rinforzo volti a risolvere le debolezze della struttura mediante aggiunte e integrazioni. Il secondo capitolo ਠun analisi critica della produzione di studi sperimentali, condotti negli ultimi venti anni in ambiti specialistici, che costituiscono le basi delle attuali conoscenze pi๠avanzate sul legno che si traducono nei procedimenti di calcolo e di verifica, nelle regole di classificazione, negli studi sul degrado e nella definizione di criteri e tecniche diagnostiche per la valutazione preventiva delle strutture. La consapevolezza diffusa della necessità  di far precedere il progetto di restauro da indagini volte alla conoscenza approfondita della struttura e dello stato di conservazione del materiale ha comportato la sperimentazione e la messa a punto di nuove metodologie d'indagine sempre pi๠sofisticate. I progressi compiuti portano a riconoscere che l'approccio per il restauro di una struttura lignea antica ਠsicuramente complesso e richiede conoscenze specifiche che spesso non ਠpossibile ritrovare in un'unica figura se non a fronte di una pi๠che decennale esperienza. Ne deriva l'importanza di una diagnostica integrata, infatti, solo la combinazione logica di metodi e tecniche d'indagine appropriati e quindi la definizione di un vero e proprio progetto diagnostico, che impieghi tutti gli strumenti disponibili, di cui siano ben noti limiti e potenzialità , puಠfornire un livello soddisfacente di conoscenza, derivato da un analisi integrata e comparativa di tutte le informazioni raccolte, per la definizione di idonei interventi di manutenzione e restauro. Il crescente interesse per la conservazione dei manufatti in legno e la gran quantità  di studi teorici e sperimentali sull'argomento hanno avuto come ricaduta una rilevante produzione di normative in ambito tecnico e conservativo. Nonostante i notevoli progressi nel settore della conservazione, accanto ad un crescente numero di restauri esemplari, condotti sulla scorta dei pi๠recenti avanzamenti teorici e tecnici, si assiste ancora oggi ad una gran quantità  d'interventi che, poco rispettosi dei principi della conservazione, mettono in atto soluzioni che alterano il comportamento della struttura sulla scorta, molto spesso, di approssimative indagini di diagnostica preventiva e impiegando tecnologie “innovative” non sufficientemente sperimentate. Nel terzo capitolo sono infine analizzati i criteri d'intervento, le tecnologie e i materiali attualmente disponibili per la manutenzione ed il restauro. I principi generali sono quelli stabiliti nella Carta di Venezia e recepiti dall'Unesco e dall'Icomos, con l'approvazione nel 1999 del documento “Principles for the Preservation of Historic Timber Buildings”. Le attuali tendenze nel restauro delle strutture in legno, sulla scorta di temi dibattuti sin dalla metà  del XIX secolo, ribadiscono l'importanza della conservazione del manufatto nella sua autenticità  materica e della concezione strutturale. A fronte di un'estesa panoramica su tecniche e materiali innovativi, attualmente disponibili ed impiegati in alcuni casi esemplificativi analizzati nel terzo capitolo, viene evidenziata, in linea con le attuali tendenze, l'opportunità  del recupero delle tecniche tradizionali e dell'impiego di materiali e tecnologie ampiamente sperimentati onde poter assicurare compatibilità  durabilità  ed efficacia all'intervento. Un'attenzione particolare ਠdedicata alla valutazione del comportamento sismico delle strutture a capriata e agli interventi di miglioramento e rafforzamento antisismico riguardo ai quali, in base al raffronto con le normative specifiche, vengono indicate le metodologie pi๠opportune che assicurano il rispetto dei principi del restauro. Appare con evidenza che la questione fondamentale ਠl'analisi dell'interazione tra strutture di copertura e murature per la stima del comportamento sismico di edifici antichi complessi ai fini della definizione dei criteri d'intervento. Il problema viene affrontato in relazione agli edifici di culto che presentano alcune caratteristiche comuni dal punto di vista della vulnerabilità  sismica al fine di valutare, attraverso un approccio semplificato, l'incidenza delle coperture in legno sulla stabilità  delle pareti murarie. La ricerca affronta, infine, al capitolo quarto, lo studio delle antiche capriate di S. Pietro a Majella che costituiscono un caso di rilievo per l'applicazione e la verifica della validità  degli strumenti normativi di recente definizione nonchà© delle metodologie e tecniche d'indagine descritte. In seguito ad un'approfondita ricerca storica - archivistica si ਠproceduto al rilievo critico del sistema nel suo complesso al fine di individuare le tracce degli interventi pregressi e verificare la congruenza tra i dati d'archivio e l'attuale consistenza del sistema di copertura. L'approfondimento del rilievo ha poi riguardato alcune strutture pi๠accessibili a cui si ਠapplicata una metodologia diagnostica per pervenire, attraverso la valutazione comparata ed integrata dei risultati delle diverse indagini svolte in situ, alla valutazione dell'efficienza della struttura e quindi alla definizione delle priorità  d'intervento. Il protocollo d'indagine rispetta i contenuti della norma UNI 11119 del 2004 per le ispezioni in situ e la diagnosi degli elementi in opera e conferma la validità  dell'approccio normativo.
2006
it
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Mormone_Conservazione_dei_beni_Architettonici.pdf

accesso solo da BNCF e BNCR

Tipologia: Altro materiale allegato
Licenza: Tutti i diritti riservati
Dimensione 10.75 MB
Formato Adobe PDF
10.75 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/317391
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-317391