Un territorio per il quale, come egli stesso afferma, “non ci sono mappe”, e per il quale, dunque, occorre rigettare ogni tentativo di rap-presentazione tecnico-scientifica, ovvero logico-sistematica. Attraverso un tale pensiero, Gibson prova a nominare l'essenza tecno-logica dell'esserci umano che, nella sua apertura estatica, pro-duce realtà , mondo, e dunque, per ciಠstesso, virtualità . Sin da quella primitiva “proiezione di pattern” che ਠLascaux e fino alla proiezione in rete di identità  digitali. Ma il cyberspace, in quanto essenza della tecnologia, configura altresଠuna rete che imbriglia la temporalità  in un impianto di calcolabilità  assoluta, rovesciando il tempo nella spazialità  cibernetica e livellandolo nella presentificazione del mero nunc stans della rap-presentazione informatica, in cui il bit assolutizza il ???????? (inteso, in questo senso, come la pietruzza dell'abaco, “fatto di polvere”, secondo il significato della parola ebraica da cui deriva l'???? greco e l'abacus latino) polverizzando la realtà  nella pura virtualità . Ciಠche tras-forma la rete di rimandatività  propria della cosa ? l'utilizzabile intramondano ? in una rete che, invece, dis-pone la cosa, es-ponendola alla pura circolazione dell'informazione. Questo implica l'emergere di un esserci non pi๠solo umano, nel senso che la “realtà  aumentata” in pura virtualità  implica un trascendimento dell'esserci, inteso come la formazione di un mondo che prescinde dall'esser

Metafisica del cyberspace

2014

Abstract

Un territorio per il quale, come egli stesso afferma, “non ci sono mappe”, e per il quale, dunque, occorre rigettare ogni tentativo di rap-presentazione tecnico-scientifica, ovvero logico-sistematica. Attraverso un tale pensiero, Gibson prova a nominare l'essenza tecno-logica dell'esserci umano che, nella sua apertura estatica, pro-duce realtà , mondo, e dunque, per ciಠstesso, virtualità . Sin da quella primitiva “proiezione di pattern” che ਠLascaux e fino alla proiezione in rete di identità  digitali. Ma il cyberspace, in quanto essenza della tecnologia, configura altresଠuna rete che imbriglia la temporalità  in un impianto di calcolabilità  assoluta, rovesciando il tempo nella spazialità  cibernetica e livellandolo nella presentificazione del mero nunc stans della rap-presentazione informatica, in cui il bit assolutizza il ???????? (inteso, in questo senso, come la pietruzza dell'abaco, “fatto di polvere”, secondo il significato della parola ebraica da cui deriva l'???? greco e l'abacus latino) polverizzando la realtà  nella pura virtualità . Ciಠche tras-forma la rete di rimandatività  propria della cosa ? l'utilizzabile intramondano ? in una rete che, invece, dis-pone la cosa, es-ponendola alla pura circolazione dell'informazione. Questo implica l'emergere di un esserci non pi๠solo umano, nel senso che la “realtà  aumentata” in pura virtualità  implica un trascendimento dell'esserci, inteso come la formazione di un mondo che prescinde dall'esser
2014
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