Nel presente lavoro ਠstata realizzata la sintesi “in situ” di nanocompositi metallo-polimero mediante termolisi di precursori solforganici. Nella tecnica “in situ”, la preparazione di nanoparticelle si ottiene tipicamente mediante reazioni in situ di un adatto precursore metallico, cioਠla decomposizione ਠcondotta in presenza del polimero. In pratica la tecnica “in situ” consiste nell'introduzione in polimero di un precursore, per esempio un sale organico o un complesso organo-metallico, successivamente ridotto all'interno del polimero stesso. I metodi pi๠diffusi si basano su riduzioni chimiche, foto-riduzioni e decomposizioni termiche o a mezzo di radiazioni ionizzanti (raggi ?, UV). La tecnica “in situ” ed in particolare quella basata sulla termolisi di precursori inseriti nel polimero risulta conveniente essenzialmente per la sua semplicità  e rapidità , dove non occorre un'elevata purezza chimica del prodotto finale. Le caratteristiche morfologiche dei nanocompositi metallo-polimero sono influenzate dalla scelta di alcuni parametri quali il tipo di precursore metallico, il tipo di polimero, la temperatura e il tempo di annealing, ecc. Con la tecnica qui descritta venivano preparati nanocompositi costituiti da una matrice polimerica di polistirene contenenti particelle metalliche o di solfuri metallici (Ag, Au, Co, Pd, Pt, Ni, Pb, PbS, CuS, CdS, ZnS). Questi sistemi sono stati caratterizzati mediante microscopia elettronica a trasmissione (TEM), spettroscopia ottica (UV†"Vis†"Nir), diffrattometria a raggi ? (XRD) ed in alcuni casi mediante calorimetria a scansione differenziale (DSC) ed analisi termogravimetrica (TGA). Tali analisi sono state effettuate per poter valutare la natura delle inclusioni prodotte all'interno della matrice polimerica, la loro morfologia e la topologia del sistema.

Sintesi e caratterizzazione di nanocompositi metallo-polimero per applicazioni funzionali avanzate

2006

Abstract

Nel presente lavoro ਠstata realizzata la sintesi “in situ” di nanocompositi metallo-polimero mediante termolisi di precursori solforganici. Nella tecnica “in situ”, la preparazione di nanoparticelle si ottiene tipicamente mediante reazioni in situ di un adatto precursore metallico, cioਠla decomposizione ਠcondotta in presenza del polimero. In pratica la tecnica “in situ” consiste nell'introduzione in polimero di un precursore, per esempio un sale organico o un complesso organo-metallico, successivamente ridotto all'interno del polimero stesso. I metodi pi๠diffusi si basano su riduzioni chimiche, foto-riduzioni e decomposizioni termiche o a mezzo di radiazioni ionizzanti (raggi ?, UV). La tecnica “in situ” ed in particolare quella basata sulla termolisi di precursori inseriti nel polimero risulta conveniente essenzialmente per la sua semplicità  e rapidità , dove non occorre un'elevata purezza chimica del prodotto finale. Le caratteristiche morfologiche dei nanocompositi metallo-polimero sono influenzate dalla scelta di alcuni parametri quali il tipo di precursore metallico, il tipo di polimero, la temperatura e il tempo di annealing, ecc. Con la tecnica qui descritta venivano preparati nanocompositi costituiti da una matrice polimerica di polistirene contenenti particelle metalliche o di solfuri metallici (Ag, Au, Co, Pd, Pt, Ni, Pb, PbS, CuS, CdS, ZnS). Questi sistemi sono stati caratterizzati mediante microscopia elettronica a trasmissione (TEM), spettroscopia ottica (UV†"Vis†"Nir), diffrattometria a raggi ? (XRD) ed in alcuni casi mediante calorimetria a scansione differenziale (DSC) ed analisi termogravimetrica (TGA). Tali analisi sono state effettuate per poter valutare la natura delle inclusioni prodotte all'interno della matrice polimerica, la loro morfologia e la topologia del sistema.
2006
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