Cosa eࢠstato fatto e il fine della ricerca in questi tre anni si àƒ¨ esaminato il materiale edito sui sarcofagi del periodo in esame, sui culti funerari, i problemi religiosi ed artistici. Per trovare confronti validi si sono resi necessari alcuni viaggi sia in Italia che allࢠestero. Lo scopo della ricerca àƒ¨ stato quello di ࢠleggereࢠi messaggi insiti nelle figurazioni delle casse dei sarcofagi, per comprendere meglio la scelta dei committenti verso determinati temi e la ricezione di questi ultimi da parte del pubblico. La tomba, infatti, àƒ¨ lࢠultima traccia che lࢠuomo lascia di sàƒ© ed àƒ¨ quindi importante cercare di determinare lࢠimpatto psicologico del monumento funerario sul proprietario, che spesso lo acquistava quando ancora era in vita, e sui familiari in visita alla tomba durante la celebrazione dei riti per i defunti. Nellࢠultimo anno, infine, si àƒ¨ provveduto a scrivere la tesi suddivindendo i capitoli e i pezzi in base allࢠargomento delle figurazioni (mitologici, di virtàƒ¹, etc.). I capitoli introduttivi Nel primo capitolo di introduzione si àƒ¨ cercato di dare un affresco per sommi capi del periodo storico in esame da Caracalla a Teodosio e della Chiesa di III e IV secolo, mettendo in luce la profonda crisi che gravava sullࢠImpero e le varie correnti che frammentavano il cristianesimo. In particolare alcune dispute, come quella riguardante i lapsi, saràƒ alla base di ipotesi interpretative riguardanti la raffigurazione del rifiuto dei tre giovani Ebrei davanti a Nabuchodonosor. Nel capitolo seguente vengono esaminati i riti funerari e il ruolo dei sarcofagi in tali contesti, evidenziando le diverse situazioni emotive degli osservatori dei pezzi e, quindi, lࢠimportanza dei temi trattati nelle casse. I capitolo Questo capitolo tratta dei sarcofagi mitologici. Dopo una breve introduzione, dove viene spiegata lࢠentrata in uso dei pezzi in questione, si passa alla discussione dei temi, suddivisi in paragrafi. La prima classe di materiali àƒ¨ qualla con la ࢠcaduta di Fetonteࢠla cui interpretazione sembra chiara: una tragedia familiare. Il compianto sul corpo di un ragazzo morto anzi tempo, al quale partecipa tutto il cosmo. Lࢠafflizione dei familiari àƒ¨ immane e sembra priva di una possibile consolazione. Lࢠunico richiamo a riprendere a vivere àƒ¨ solo quello del dovere (Mercurio che richiama Helios ai propri impegni). La seconda classe àƒ¨ data dalle scene di rapimento divino visto come consolazione e speranza in un aldilàƒ felice, come quelle di Proserpina e Ila. Nella trasposizione della storia di Ila àƒ¨ interessante anche notare il fatto che le ninfe rapitrici del giovane ࢠdefunto abbiano le sembianze delle parenti giàƒ morte e di un fanciullo, probabilmente la madre, la nonna e un fratello deceduto anzi tempo. La terza classe presenta il tema del distacco e dellࢠesaltazione delle virtàƒ¹ del defunto nelle vesti dei cacciatori mitici Mealeagro, Ippolito e Adone tutti giovani, forti e coraggiosi. In questi sarcofagi ancor piàƒ¹ che negli altri il motivo della giovinezza negata a causa della morte àƒ¨ fondamentale per sottolineare ancora di piàƒ¹ la disperazione e il dolore dei genitori rimasti in vita. Nella seguente categoria le virtàƒ¹ del defunto sono ancora il tema dominante, ma in chiave diversa: in questo caso lࢠeroe àƒ¨ Ercole, intento ad affrontare le sue fatiche. Lࢠinterpretazione àƒ¨ la virtàƒ¹ del defunto che lo ha portato a vincere tutte le difficoltàƒ incontrate durante la propria vita, come dimostrerebbe anche lࢠimmagine del semidio rappresentato in etàƒ diverse da unࢠimpresa allࢠaltra. Vi àƒ¨ poi la categoria del sonno e della morte, con i miti di Endimione, Arianna e Rea Silvia, analizzato anche sotto un punto di vista psicologico di aiuto per il superamento del dolore per la perdita di un figlio, un marito, o, ancora, della sposa. Accanto ai sarcofagi con immagini di carattere narrativo, vi sono numerosi rilievi con personaggi mitici, che non raccontano una storia, ma si limitano a descrivere situazioni e stati dࢠanimo di felicitàƒ . Tali figurazioni si possono dividere in due grandi gruppi: quelle con cortei marini e quelle con il tiaso dionisiaco, facendo dellࢠamore il tema specifico dei rilievi. Il fatto che quello del tiaso marino abbia avuto cosàƒ¬ tanta fortuna, forse, per la numerosa letteratura che metteva in relazione lࢠAldilàƒ con lࢠacqua: lࢠIsola dei Beati oltre lࢠOceano, viaggi per mare verso il mondo dei morti. Certo in questo tipo di sarcofagi non vi sono esplicitate queste credenze, ma sembrano piàƒ¹ che altro esaltare le gioie della vita. Forse il tutto puàƒ² essere spiegato con la coesistenza, nei familiari del defunto, della memoria retrospettiva e della proiezione fiduciosa nel futuro. Sostanzialmente era un modo per evocare situazioni gioiose e di godimento sensibile, riferendole ai morti in chiave beneaugurale. Per quanto rigurda il tiaso di Bacco, la sua fortuna àƒ¨ stata dettata dal fatto che il suo culto àƒ¨ sempre stato molto attivo. Bacco era dio della festa, dellࢠestasi, del vino, era il grande liberatore, partecipe della crescita e della fioritura, il grande forestiero , che faceva saltare gli ordinamenti prestabiliti, i confini della cittàƒ con la campagna e le convenzioni sociali. Era il dio della follia, al quale le menadi si abbandonavano nella danza rituale, che aggrediva le belve, amante della natura, ma che penetra nella cittàƒ , sconvolgendola. Del suo seguito facevano parte esseri ibridi, a metàƒ tra lࢠordine e la bestialitàƒ e animali feroci ammansiti dal vino. I suoi nemici hanno avuto destini orribili di indicibile crudeltàƒ , ma chi si àƒ¨ affidato anima e corpo a lui ha avuto gioia, voluttàƒ , allegria e pienezza di vita. Pur essendo un valente combattente, ha caratteri languidi e a tratti femminei, con forme floride e capelli lunghi, ebbro e inebriante. Col passare del tempo la conquista indiana di alessandro si intrecciàƒ² al mito bacchico e, a lungo andare, tutti i caratteri oscuri e minacciosi della divinitàƒ scomparirono del tutto. Un esame sistematico dei temi iconografici riconducibili al mito di Bacco non àƒ¨ per nulla facile, in quanto lࢠoggetto principale delle raffigurazioni àƒ¨ per lo piàƒ¹ il tiaso o come corteo festoso, o come gruppi di figure danzanti e musicanti, o, ancora, intento nella vendemmia. Ciàƒ² che interessava agli scultori era lࢠatmosfera gioiosa del tiaso, al punto che anche un episodio importante, come abbiamo visto, del ritrovamento di Arianna si pàƒ¨erde completamente dentro al corteo, affollatissimo di personaggi. Questo perchàƒ©, come si àƒ¨ detto anche al riguardo dei corte marini, per creare immagini il piàƒ¹ possibile fitte e gravide di possibilitàƒ associative. Altro contesto iconografico dionisiaco àƒ¨ quello degli amori con Arianna. Sui sarcofagi lࢠamore della coppia divina àƒ¨ raffigurato come una forma di stupore e rapimento alla vista dellࢠaltro, un amore fatto di sguardi, come quello del marito sulla tomba della consorte. Un altro tema , che esalta lࢠamore, àƒ¨ senza ombra di dubbio quello di Achille e Pentesilea, allegoria dellࢠamore coniugale. Altra classe àƒ¨ qualla con il mito di Enomao, che celebra il coraggio virile e lࢠattitudine alla vittoria del defunto e, se àƒ¨ presente la scena di matrimonio con Ippodamia, lࢠamore verso la sposa. Infine vi sono i sarcofagi delle Muse: esaltazione della cultura e della saggezza del morto. II capitolo Accanto ad i grandi ambiti mitologici dei due tiasi del capitolo precedente era la natura a lanciare un messaggio di vita prospera e pacifica. Gli aspetti iconografici diq uesto tema sono due: le stagioni e la vita in un ambiente bucolico. Nonostante la varietàƒ iconografica del soggetto, lࢠidea di fondo rimane invariata: le stagioni portano ai morti i loro doni affinchàƒ¨ possano goderne tutto lࢠanno per lࢠeternitàƒ .
I sarcofagi tra III e IV secolo d. C.: problemi di iconologia
2009
Abstract
Cosa eࢠstato fatto e il fine della ricerca in questi tre anni si àƒ¨ esaminato il materiale edito sui sarcofagi del periodo in esame, sui culti funerari, i problemi religiosi ed artistici. Per trovare confronti validi si sono resi necessari alcuni viaggi sia in Italia che allࢠestero. Lo scopo della ricerca àƒ¨ stato quello di ࢠleggereࢠi messaggi insiti nelle figurazioni delle casse dei sarcofagi, per comprendere meglio la scelta dei committenti verso determinati temi e la ricezione di questi ultimi da parte del pubblico. La tomba, infatti, àƒ¨ lࢠultima traccia che lࢠuomo lascia di sàƒ© ed àƒ¨ quindi importante cercare di determinare lࢠimpatto psicologico del monumento funerario sul proprietario, che spesso lo acquistava quando ancora era in vita, e sui familiari in visita alla tomba durante la celebrazione dei riti per i defunti. Nellࢠultimo anno, infine, si àƒ¨ provveduto a scrivere la tesi suddivindendo i capitoli e i pezzi in base allࢠargomento delle figurazioni (mitologici, di virtàƒ¹, etc.). I capitoli introduttivi Nel primo capitolo di introduzione si àƒ¨ cercato di dare un affresco per sommi capi del periodo storico in esame da Caracalla a Teodosio e della Chiesa di III e IV secolo, mettendo in luce la profonda crisi che gravava sullࢠImpero e le varie correnti che frammentavano il cristianesimo. In particolare alcune dispute, come quella riguardante i lapsi, saràƒ alla base di ipotesi interpretative riguardanti la raffigurazione del rifiuto dei tre giovani Ebrei davanti a Nabuchodonosor. Nel capitolo seguente vengono esaminati i riti funerari e il ruolo dei sarcofagi in tali contesti, evidenziando le diverse situazioni emotive degli osservatori dei pezzi e, quindi, lࢠimportanza dei temi trattati nelle casse. I capitolo Questo capitolo tratta dei sarcofagi mitologici. Dopo una breve introduzione, dove viene spiegata lࢠentrata in uso dei pezzi in questione, si passa alla discussione dei temi, suddivisi in paragrafi. La prima classe di materiali àƒ¨ qualla con la ࢠcaduta di Fetonteࢠla cui interpretazione sembra chiara: una tragedia familiare. Il compianto sul corpo di un ragazzo morto anzi tempo, al quale partecipa tutto il cosmo. Lࢠafflizione dei familiari àƒ¨ immane e sembra priva di una possibile consolazione. Lࢠunico richiamo a riprendere a vivere àƒ¨ solo quello del dovere (Mercurio che richiama Helios ai propri impegni). La seconda classe àƒ¨ data dalle scene di rapimento divino visto come consolazione e speranza in un aldilàƒ felice, come quelle di Proserpina e Ila. Nella trasposizione della storia di Ila àƒ¨ interessante anche notare il fatto che le ninfe rapitrici del giovane ࢠdefunto abbiano le sembianze delle parenti giàƒ morte e di un fanciullo, probabilmente la madre, la nonna e un fratello deceduto anzi tempo. La terza classe presenta il tema del distacco e dellࢠesaltazione delle virtàƒ¹ del defunto nelle vesti dei cacciatori mitici Mealeagro, Ippolito e Adone tutti giovani, forti e coraggiosi. In questi sarcofagi ancor piàƒ¹ che negli altri il motivo della giovinezza negata a causa della morte àƒ¨ fondamentale per sottolineare ancora di piàƒ¹ la disperazione e il dolore dei genitori rimasti in vita. Nella seguente categoria le virtàƒ¹ del defunto sono ancora il tema dominante, ma in chiave diversa: in questo caso lࢠeroe àƒ¨ Ercole, intento ad affrontare le sue fatiche. Lࢠinterpretazione àƒ¨ la virtàƒ¹ del defunto che lo ha portato a vincere tutte le difficoltàƒ incontrate durante la propria vita, come dimostrerebbe anche lࢠimmagine del semidio rappresentato in etàƒ diverse da unࢠimpresa allࢠaltra. Vi àƒ¨ poi la categoria del sonno e della morte, con i miti di Endimione, Arianna e Rea Silvia, analizzato anche sotto un punto di vista psicologico di aiuto per il superamento del dolore per la perdita di un figlio, un marito, o, ancora, della sposa. Accanto ai sarcofagi con immagini di carattere narrativo, vi sono numerosi rilievi con personaggi mitici, che non raccontano una storia, ma si limitano a descrivere situazioni e stati dࢠanimo di felicitàƒ . Tali figurazioni si possono dividere in due grandi gruppi: quelle con cortei marini e quelle con il tiaso dionisiaco, facendo dellࢠamore il tema specifico dei rilievi. Il fatto che quello del tiaso marino abbia avuto cosàƒ¬ tanta fortuna, forse, per la numerosa letteratura che metteva in relazione lࢠAldilàƒ con lࢠacqua: lࢠIsola dei Beati oltre lࢠOceano, viaggi per mare verso il mondo dei morti. Certo in questo tipo di sarcofagi non vi sono esplicitate queste credenze, ma sembrano piàƒ¹ che altro esaltare le gioie della vita. Forse il tutto puàƒ² essere spiegato con la coesistenza, nei familiari del defunto, della memoria retrospettiva e della proiezione fiduciosa nel futuro. Sostanzialmente era un modo per evocare situazioni gioiose e di godimento sensibile, riferendole ai morti in chiave beneaugurale. Per quanto rigurda il tiaso di Bacco, la sua fortuna àƒ¨ stata dettata dal fatto che il suo culto àƒ¨ sempre stato molto attivo. Bacco era dio della festa, dellࢠestasi, del vino, era il grande liberatore, partecipe della crescita e della fioritura, il grande forestiero , che faceva saltare gli ordinamenti prestabiliti, i confini della cittàƒ con la campagna e le convenzioni sociali. Era il dio della follia, al quale le menadi si abbandonavano nella danza rituale, che aggrediva le belve, amante della natura, ma che penetra nella cittàƒ , sconvolgendola. Del suo seguito facevano parte esseri ibridi, a metàƒ tra lࢠordine e la bestialitàƒ e animali feroci ammansiti dal vino. I suoi nemici hanno avuto destini orribili di indicibile crudeltàƒ , ma chi si àƒ¨ affidato anima e corpo a lui ha avuto gioia, voluttàƒ , allegria e pienezza di vita. Pur essendo un valente combattente, ha caratteri languidi e a tratti femminei, con forme floride e capelli lunghi, ebbro e inebriante. Col passare del tempo la conquista indiana di alessandro si intrecciàƒ² al mito bacchico e, a lungo andare, tutti i caratteri oscuri e minacciosi della divinitàƒ scomparirono del tutto. Un esame sistematico dei temi iconografici riconducibili al mito di Bacco non àƒ¨ per nulla facile, in quanto lࢠoggetto principale delle raffigurazioni àƒ¨ per lo piàƒ¹ il tiaso o come corteo festoso, o come gruppi di figure danzanti e musicanti, o, ancora, intento nella vendemmia. Ciàƒ² che interessava agli scultori era lࢠatmosfera gioiosa del tiaso, al punto che anche un episodio importante, come abbiamo visto, del ritrovamento di Arianna si pàƒ¨erde completamente dentro al corteo, affollatissimo di personaggi. Questo perchàƒ©, come si àƒ¨ detto anche al riguardo dei corte marini, per creare immagini il piàƒ¹ possibile fitte e gravide di possibilitàƒ associative. Altro contesto iconografico dionisiaco àƒ¨ quello degli amori con Arianna. Sui sarcofagi lࢠamore della coppia divina àƒ¨ raffigurato come una forma di stupore e rapimento alla vista dellࢠaltro, un amore fatto di sguardi, come quello del marito sulla tomba della consorte. Un altro tema , che esalta lࢠamore, àƒ¨ senza ombra di dubbio quello di Achille e Pentesilea, allegoria dellࢠamore coniugale. Altra classe àƒ¨ qualla con il mito di Enomao, che celebra il coraggio virile e lࢠattitudine alla vittoria del defunto e, se àƒ¨ presente la scena di matrimonio con Ippodamia, lࢠamore verso la sposa. Infine vi sono i sarcofagi delle Muse: esaltazione della cultura e della saggezza del morto. II capitolo Accanto ad i grandi ambiti mitologici dei due tiasi del capitolo precedente era la natura a lanciare un messaggio di vita prospera e pacifica. Gli aspetti iconografici diq uesto tema sono due: le stagioni e la vita in un ambiente bucolico. Nonostante la varietàƒ iconografica del soggetto, lࢠidea di fondo rimane invariata: le stagioni portano ai morti i loro doni affinchàƒ¨ possano goderne tutto lࢠanno per lࢠeternitàƒ .| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/317732
URN:NBN:IT:BNCF-317732