Il campo vulcanico dei Campi Flegrei (Italia) ਠun area ad altissimo rischio vulcanico a causa dell'elevata densità  abitativa. La storia eruttiva dell'area ਠstata dominata da attività  esplosiva con la frequente formazione di correnti piroclastiche (PDC, acronimo di Pyroclastic Density Currents), con intensità  che vanno da “base surges” locali ai flussi regionali. Nel lavoro si utilizza una simulazione numerica con un approccio probabilistico per la generazione di carte di pericolosità  da PDC, sulla base di una gamma completa di proprietà  dei flussi e di posizioni delle bocche eruttive. Tali mappe, fondamentali per la pianificazione della gestione dei rischi, sono incorporate in un Sistema Informativo Geografico (GIS) e forniscono tutti gli scenari probabili al variare dell'Indice di Esplosività  Vulcanica (VEI) e da diverse posizioni delle bocche eruttive nella caldera. Per ogni scenario VEI, vengono riportate la probabilità  condizionata per una determinata area di essere attraversata dal passaggio dei PDC in caso di un evento esplosivo e/o la relativa pressione dinamica. I risultati di tale modellazione indicano che i PDC prodotti da eruzioni con VEI <4 sarebbero confinati all'interno della caldera dei Campi Flegrei, in quanto la loro propagazione ਠostacolata dalle pareti nord-orientali della caldera. Al contrario, i PDC prodotti da eruzioni con VEI 4-5 potrebbero invadere una vasta area al di là  del bordo calderico settentrionale, cosଠcome una parte considerevole dell'area metropolitana orientale di Napoli. Un importante fattore di controllo della dispersione dei PDC ਠrappresentato dalla posizione delle bocche eruttive. I PDC generati dalle eruzione potenzialmente pi๠devastanti (analoghe a quelli prodotti durante l'eruzione di VEI 6 del Tufo Giallo Napoletano di 15 ka o anche, quelli prodotti durante l'evento estremo di VEI 7 dell'Ignimbrite Campana di 39 ka) avrebbero un impatto distruttivo per una gran parte della Piana Campana a nord e per la città  di Napoli a est. Per tali ragioni, in caso di ripresa dell'attività  eruttiva nei Campi Flegrei, fino a 3 milioni di persone saranno potenzialmente esposte al rischio vulcanico, ciಠcomporta l'urgenza della predisposizione di un piano di emergenza operativo. Considerando l'attuale livello di incertezza nella previsione del futuro tipo di eruzione, della sua intensità  e della posizione della bocca eruttiva (basate essenzialmente su analisi statistiche di precedenti attività ), si suggerisce che le misure di pianificazione appropriate dovrebbero prevedere uno scenario di riferimento con almeno VEI 5 (verificatesi almeno due volte negli ultimi 10 ka).

Analisi della pericolosità  da eventi naturali nell'area napoletana, zona ad alto rischio vulcanico ed idrogeologico

2016

Abstract

Il campo vulcanico dei Campi Flegrei (Italia) ਠun area ad altissimo rischio vulcanico a causa dell'elevata densità  abitativa. La storia eruttiva dell'area ਠstata dominata da attività  esplosiva con la frequente formazione di correnti piroclastiche (PDC, acronimo di Pyroclastic Density Currents), con intensità  che vanno da “base surges” locali ai flussi regionali. Nel lavoro si utilizza una simulazione numerica con un approccio probabilistico per la generazione di carte di pericolosità  da PDC, sulla base di una gamma completa di proprietà  dei flussi e di posizioni delle bocche eruttive. Tali mappe, fondamentali per la pianificazione della gestione dei rischi, sono incorporate in un Sistema Informativo Geografico (GIS) e forniscono tutti gli scenari probabili al variare dell'Indice di Esplosività  Vulcanica (VEI) e da diverse posizioni delle bocche eruttive nella caldera. Per ogni scenario VEI, vengono riportate la probabilità  condizionata per una determinata area di essere attraversata dal passaggio dei PDC in caso di un evento esplosivo e/o la relativa pressione dinamica. I risultati di tale modellazione indicano che i PDC prodotti da eruzioni con VEI <4 sarebbero confinati all'interno della caldera dei Campi Flegrei, in quanto la loro propagazione ਠostacolata dalle pareti nord-orientali della caldera. Al contrario, i PDC prodotti da eruzioni con VEI 4-5 potrebbero invadere una vasta area al di là  del bordo calderico settentrionale, cosଠcome una parte considerevole dell'area metropolitana orientale di Napoli. Un importante fattore di controllo della dispersione dei PDC ਠrappresentato dalla posizione delle bocche eruttive. I PDC generati dalle eruzione potenzialmente pi๠devastanti (analoghe a quelli prodotti durante l'eruzione di VEI 6 del Tufo Giallo Napoletano di 15 ka o anche, quelli prodotti durante l'evento estremo di VEI 7 dell'Ignimbrite Campana di 39 ka) avrebbero un impatto distruttivo per una gran parte della Piana Campana a nord e per la città  di Napoli a est. Per tali ragioni, in caso di ripresa dell'attività  eruttiva nei Campi Flegrei, fino a 3 milioni di persone saranno potenzialmente esposte al rischio vulcanico, ciಠcomporta l'urgenza della predisposizione di un piano di emergenza operativo. Considerando l'attuale livello di incertezza nella previsione del futuro tipo di eruzione, della sua intensità  e della posizione della bocca eruttiva (basate essenzialmente su analisi statistiche di precedenti attività ), si suggerisce che le misure di pianificazione appropriate dovrebbero prevedere uno scenario di riferimento con almeno VEI 5 (verificatesi almeno due volte negli ultimi 10 ka).
2016
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