Lࢠelaborato, dopo una ricostruzione della disciplina normativa presente in materia di contratto a tempo determinato in Italia e nei principali ordinamenti europei (Spagna, Francia ed Inghilterra), affronta i piàƒ¹ rilevanti nodi problematici dellࢠistituto, in riferimento al settore privato e pubblico, mettendo in luce le principali querelle dottrinali e giurisprudenziali. Particolare attenzione àƒ¨ dedicata alle questioni insorte a seguito delle ultime modifiche normative di cui al c.d. Collegato lavoro (legge n. 183/2010), sino al decisivo intervento della Corte Costituzionale, con pronuncia n. 303 del 9 novembre 2011, che ha dichiarato legittima la disposizione introduttiva dellࢠindennitàƒÂ risarcitoria forfetizzata, aggiuntiva rispetto alla conversione del contratto. Tutte le problematiche trattate hanno evidenziato le difficoltàƒÂ per le Corti Superiori, cosàƒ¬ come per i giudici comunitari e nazionali, di trovare una linea univoca e condivisa nella risoluzione delle controversie presenti in materia. Lࢠelaborato si chiude con alcune riflessioni sui temi della flessibilitàƒÂ e precarietàƒÂ nel mondo del lavoro, attraverso una valutazione quantitativa e qualitativa dellࢠistituto, nellࢠintento di fornire una risposta ad alcuni interrogativi: la flessibilitàƒÂ àƒ¨ necessariamente precarietàƒÂ o puàƒ² essere letta quale forma speciale di occupazione? Quali sono i possibili antidoti alla precarietàƒÂ ? In conclusione, àƒ¨ emerso come la flessibilitàƒÂ possa rappresentare un problema per le imprese e per i lavoratori soltanto nel lungo periodo. La soluzione àƒ¨ stata individuata nellࢠopportunitàƒÂ di investire sulla formazione. Si àƒ¨ cosàƒ¬ ipotizzata una nuova à,«flessibilitàƒÂ socialmente ed economicamente sostenibileà,», da realizzarsi tramite lࢠausilio delle Regioni e, quindi, dei contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale: al lavoratore, in tal modo, potràƒÂ essere garantita la continuitàƒÂ con il lavoro tramite percorsi formativi mirati e, dࢠaltro canto, il datore di lavoro non dovràƒÂ farsi carico dei costi per la formazione dei dipendenti a tempo determinato.
Il contratto a Tempo Determinato nel lavoro privato e pubblico. Assetti e linee di tendenza in un mercato del lavoro dinamico e globale
2012
Abstract
Lࢠelaborato, dopo una ricostruzione della disciplina normativa presente in materia di contratto a tempo determinato in Italia e nei principali ordinamenti europei (Spagna, Francia ed Inghilterra), affronta i piàƒ¹ rilevanti nodi problematici dellࢠistituto, in riferimento al settore privato e pubblico, mettendo in luce le principali querelle dottrinali e giurisprudenziali. Particolare attenzione àƒ¨ dedicata alle questioni insorte a seguito delle ultime modifiche normative di cui al c.d. Collegato lavoro (legge n. 183/2010), sino al decisivo intervento della Corte Costituzionale, con pronuncia n. 303 del 9 novembre 2011, che ha dichiarato legittima la disposizione introduttiva dellࢠindennitàƒÂ risarcitoria forfetizzata, aggiuntiva rispetto alla conversione del contratto. Tutte le problematiche trattate hanno evidenziato le difficoltàƒÂ per le Corti Superiori, cosàƒ¬ come per i giudici comunitari e nazionali, di trovare una linea univoca e condivisa nella risoluzione delle controversie presenti in materia. Lࢠelaborato si chiude con alcune riflessioni sui temi della flessibilitàƒÂ e precarietàƒÂ nel mondo del lavoro, attraverso una valutazione quantitativa e qualitativa dellࢠistituto, nellࢠintento di fornire una risposta ad alcuni interrogativi: la flessibilitàƒÂ àƒ¨ necessariamente precarietàƒÂ o puàƒ² essere letta quale forma speciale di occupazione? Quali sono i possibili antidoti alla precarietàƒÂ ? In conclusione, àƒ¨ emerso come la flessibilitàƒÂ possa rappresentare un problema per le imprese e per i lavoratori soltanto nel lungo periodo. La soluzione àƒ¨ stata individuata nellࢠopportunitàƒÂ di investire sulla formazione. Si àƒ¨ cosàƒ¬ ipotizzata una nuova à,«flessibilitàƒÂ socialmente ed economicamente sostenibileà,», da realizzarsi tramite lࢠausilio delle Regioni e, quindi, dei contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale: al lavoratore, in tal modo, potràƒÂ essere garantita la continuitàƒÂ con il lavoro tramite percorsi formativi mirati e, dࢠaltro canto, il datore di lavoro non dovràƒÂ farsi carico dei costi per la formazione dei dipendenti a tempo determinato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/320249
URN:NBN:IT:BNCF-320249