La tesi indaga l'intera produzione romanzesca di Walter Siti, che comprende la cosiddetta trilogia autofittiva (Scuola di nudo, Un dolore normale, e Troppi paradisi) e le opere che ad essa seguono (Il contagio, Autopsia dell'ossessione, Resistere non serve a niente e Exit strategy). Due fasi della scrittura sitiana che stanno in rapporto contraddittorio tra loro. Sebbene durante la conclusione di Troppi paradisi, infatti, il protagonista-sosia dell'autore dichiari di non voler pi๠scrivere di sà©, i romanzi seguenti dimostrano sempre un rapporto di correlazione, di opposizione dialettica con le modalità  di scrittura dell'autofiction. L'io fintamente autobiografico dell'autore/narratore tende a riemergere anche laddove sembra che l'opera guardi al romanzo in terza persona. L'indagine ਠcondotta tenendo in considerazione la rilevanza di questo io paradossale in relazione sia al desiderio soggettivo, plasmato dalla perversione e da un conflitto edipico irrisolto, sia al discorso ideologico. Si tenta cioਠdi ricostruire la funzione, feticistica e sintomatica, di questo io al contempo reale e immaginario, che cioਠnon solo ਠsintomo dell'ideologia individualistica contemporanea, ma ਠanche il luogo del godimento del soggetto. Il cosiddetto “discorso del capitalista” (Lacan) trova cioਠnel godimento del singolo un appoggio, una “collusione” del desiderio soggettivo nell'operazione ideologica di mantenimento dello status quo. Sfruttando cioਠla tendenza alla ripetizione del desiderio, l'ideologia “interpella” (Althusser) l'individuo fornendogli l'illusione di autonomia e di libertà  pur collocandolo in un quadro di aspettative prevedibili e compatibili con il sistema capitalistico. Ma la forza dell'autofiction, per come emerge in Siti, ਠproprio quella di aderire fino in fondo a tale illusione ideologica, di mostrarne le contraddizioni interne e l'inevitabile insostenibilità . L'autofiction si dimostra essere allora una sorta di colpo di coda dell'autobiografia e della centralità  che in essa assume il soggetto, rivelando in tal modo il suo fondamento menzognero.

«Il carnaio di ora»: autofiction, desiderio e ideologia nell'opera di Walter Siti

2017

Abstract

La tesi indaga l'intera produzione romanzesca di Walter Siti, che comprende la cosiddetta trilogia autofittiva (Scuola di nudo, Un dolore normale, e Troppi paradisi) e le opere che ad essa seguono (Il contagio, Autopsia dell'ossessione, Resistere non serve a niente e Exit strategy). Due fasi della scrittura sitiana che stanno in rapporto contraddittorio tra loro. Sebbene durante la conclusione di Troppi paradisi, infatti, il protagonista-sosia dell'autore dichiari di non voler pi๠scrivere di sà©, i romanzi seguenti dimostrano sempre un rapporto di correlazione, di opposizione dialettica con le modalità  di scrittura dell'autofiction. L'io fintamente autobiografico dell'autore/narratore tende a riemergere anche laddove sembra che l'opera guardi al romanzo in terza persona. L'indagine ਠcondotta tenendo in considerazione la rilevanza di questo io paradossale in relazione sia al desiderio soggettivo, plasmato dalla perversione e da un conflitto edipico irrisolto, sia al discorso ideologico. Si tenta cioਠdi ricostruire la funzione, feticistica e sintomatica, di questo io al contempo reale e immaginario, che cioਠnon solo ਠsintomo dell'ideologia individualistica contemporanea, ma ਠanche il luogo del godimento del soggetto. Il cosiddetto “discorso del capitalista” (Lacan) trova cioਠnel godimento del singolo un appoggio, una “collusione” del desiderio soggettivo nell'operazione ideologica di mantenimento dello status quo. Sfruttando cioਠla tendenza alla ripetizione del desiderio, l'ideologia “interpella” (Althusser) l'individuo fornendogli l'illusione di autonomia e di libertà  pur collocandolo in un quadro di aspettative prevedibili e compatibili con il sistema capitalistico. Ma la forza dell'autofiction, per come emerge in Siti, ਠproprio quella di aderire fino in fondo a tale illusione ideologica, di mostrarne le contraddizioni interne e l'inevitabile insostenibilità . L'autofiction si dimostra essere allora una sorta di colpo di coda dell'autobiografia e della centralità  che in essa assume il soggetto, rivelando in tal modo il suo fondamento menzognero.
2017
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