In particolare, il confronto diretto dei livelli di espressione nei campioni co-infettati ha rivelato che B. fragilis WT esercita una significativa down-regolazione di chemochine pro-infiammatorie fornendo contemporaneamente una positiva modulazione di geni anti-infiammatori come IL-10 e Interferone-alfa 2 (IFNA2). Infine tramite test ELISA effettuato sui surnatanti delle stesse cellule infette risulta che nei campioni co-infettati il ceppo di B. fragilis WT esercita una significativa sotto modulazione di interleuchine pro-infiammatorie e, al contrario, un incremento positivo di IL-10, di TNF? e GM-CSF. Questo dato ha confermato che le early EPC possono svolgere un ruolo essenziale nella risposta immunitaria se stimolate dal PSA. Il PSA ha, quindi, un ruolo protettivo nei confronti dell'infiammazione cronica indotta da B. henselae. Tale molecola esercita il suo ruolo anti-infiammatorio stimolando il rilascio di IL-10 da parte di cellule T non solo a livello intestinale ma anche a livello sistemico. Inoltre stimola nei soggetti immunocompromessi la risposta immunitaria innata sia attivando macrofagi, sia stimolando cellule EPC, le quali si ਠvisto che, in vitro, rilasciano se stimolate dal PSA citochine, quali GM-CSF, che portano a un'ulteriore proliferazione di macrofagi. Questi risultati preliminari ottenuti inducono a pensare che il PSA possa iniziare a essere utilizzato per trials clinici al fine di sviluppare innovative terapie nei confronti di malattie infiammatorie croniche.

Ruolo protettivo del polisaccaride A (PSA) di Bacteroides fragilis nei confronti di stati infiammatori indotti da Bartonella henselae

2015

Abstract

In particolare, il confronto diretto dei livelli di espressione nei campioni co-infettati ha rivelato che B. fragilis WT esercita una significativa down-regolazione di chemochine pro-infiammatorie fornendo contemporaneamente una positiva modulazione di geni anti-infiammatori come IL-10 e Interferone-alfa 2 (IFNA2). Infine tramite test ELISA effettuato sui surnatanti delle stesse cellule infette risulta che nei campioni co-infettati il ceppo di B. fragilis WT esercita una significativa sotto modulazione di interleuchine pro-infiammatorie e, al contrario, un incremento positivo di IL-10, di TNF? e GM-CSF. Questo dato ha confermato che le early EPC possono svolgere un ruolo essenziale nella risposta immunitaria se stimolate dal PSA. Il PSA ha, quindi, un ruolo protettivo nei confronti dell'infiammazione cronica indotta da B. henselae. Tale molecola esercita il suo ruolo anti-infiammatorio stimolando il rilascio di IL-10 da parte di cellule T non solo a livello intestinale ma anche a livello sistemico. Inoltre stimola nei soggetti immunocompromessi la risposta immunitaria innata sia attivando macrofagi, sia stimolando cellule EPC, le quali si ਠvisto che, in vitro, rilasciano se stimolate dal PSA citochine, quali GM-CSF, che portano a un'ulteriore proliferazione di macrofagi. Questi risultati preliminari ottenuti inducono a pensare che il PSA possa iniziare a essere utilizzato per trials clinici al fine di sviluppare innovative terapie nei confronti di malattie infiammatorie croniche.
2015
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