La ricerca analizza criticamente lo sviluppo dei concetti di conservazione e di valorizzazione delle cittàƒ storiche, alla luce delle tendenze in atto a livello internazionale, ed individua gli approcci metodologici ed operativi che caratterizzano le attuali politiche di conservazione urbana, per definirne criticitàƒ e prospettive nel settore del restauro urbano. Quindi, partendo dalle acquisizioni teoriche raggiunte dalla disciplina del restauro, sono indagati anche gli aspetti piàƒ¹ strettamente legati alla disciplina urbanistica da cui derivano scelte di pianificazione e gestione del territorio e quindi il futuro delle cittàƒ e dei beni culturali che essa comprende. L'attenzione àƒ¨, pertanto, prima rivolta al dibattito culturale che, nell'ambito della disciplina del restauro, si sta svolgendo a livello europeo e che sembra aver determinato una ridefinizione del sistema dei criteri e dei principi della conservazione delle cittàƒ storiche. In particolare, sono svolte considerazioni sul concetto di Historic Urban Landscape, nuova definizione delineatasi negli anni recenti. Sono, poi, analizzati gli aspetti piàƒ¹ significativi della pianificazione urbanistica e della conservazione del patrimonio dei beni culturali, immobili e del paesaggio, nell'ordinamento italiano. Sono, quindi, sviluppate alcune riflessioni sul Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (2004) e sui D. Lgs. n. 157 del 2006 e D. Lgs. n 63 del 2008 che hanno interessato numerose disposizioni contenute nella parte Terza del Codice dedicata al paesaggio. àƒ nel 2008, infatti che con il 'decreto Rutelli', per il necessario adeguamento alle indicazioni interpretative offerte dalla Corte costituzionale anche in relazione alla nozione di paesaggio derivata dalla Convenzione Europea, àƒ¨ entrata nel nostro ordinamento una visione unitaria del contesto territoriale. Ma, come àƒ¨ noto, con la riforma al Titolo V della Costituzione del 2001 si àƒ¨ attribuito alle Regioni a statuto ordinario una potestàƒ legislativa concorrente in materia di governo del territorio, pur rimanendo di competenza esclusiva dello Stato la funzione di indirizzo e coordinamento delle linee fondamentali nell'assetto e nella tutela del territorio (art. 117). Dunque, àƒ¨ stato necessario comprendere anche gli attuali orientamenti delle normative regionali. In particolare delle regioni Veneto, Toscana e Campania àƒ¨ compiuta un'attenta disamina delle Leggi in materia di governo del territorio che hanno emanato dopo la citata riforma Costituzionale e saranno analizzati i principali strumenti urbanistici regionali di cui si sono dotate. Infine, per approfondire simili problematiche, la ricerca analizza la situazione specifica dei Siti italiani inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanitàƒ : ciàƒ² in considerazione del fatto che ai problemi che caratterizzano tutte le cittàƒ storiche si aggiunge una particolare attenzione della Comunitàƒ internazionale che nàƒ© ha riconosciuto l'eccezionalitàƒ . In particolare l'attenzione àƒ¨ rivolta ai siti UNESCO 'Venezia e la sua laguna', 'Centro storico di Firenze', 'Centro storico di Siena' e 'Centro storico di Napoli'. Dei siti scelti sono analizzati i Piani di Gestione per evidenziarne l'impostazione metodologica, gli aspetti positivi e gli eventuali limiti. I Piani esaminati sono poi confrontati con la strumentazione urbanistica vigente per il territorio in cui ricadono i Siti, ciàƒ² per comprendere se tali Piani sono solo un documento tecnico-amministrativo di risposta alle richieste dell'UNESCO, o se i loro contenuti integrandosi e/o interagendo con altri strumenti di governo del territorio, possano fornire opportunitàƒ per favorire la conservazione e lo sviluppo del Sito e del territorio esteso ad esso connesso. Sono state, inoltre, svolte indagini dirette nelle cittàƒ individuate e di cui sono stati studiati gli strumenti di gestione e di sviluppo del territorio al fine di capire il loro stato di avanzamento per comprenderne eventualmente le loro difficoltàƒ di attuazione. In conclusione, dopo aver approfondito il concetto di Paesaggio Storico Urbano, alla luce della evoluzione dei documenti internazionali e del quadro legislativo italiano, e dopo aver analizzato per alcune cittàƒ italiane gli strumenti urbanistici previsti dalla legislazione nazionale e regionale nonchàƒ© i 'Piani di Gestione' previsti dall'UNESCO sono riassunte in un capitolo conclusivo le potenzialitàƒ e i limiti di tali strumenti e sviluppate alcune considerazione sull'effettiva potenzialitàƒ di tali strumenti al fine di una concreta applicazione della conservazione integrata dei beni culturali.
Dal centro storico all'Historic Urban Landscape: la conservazione e la gestione delle città storiche in Italia della World Heritage List
2015
Abstract
La ricerca analizza criticamente lo sviluppo dei concetti di conservazione e di valorizzazione delle cittàƒ storiche, alla luce delle tendenze in atto a livello internazionale, ed individua gli approcci metodologici ed operativi che caratterizzano le attuali politiche di conservazione urbana, per definirne criticitàƒ e prospettive nel settore del restauro urbano. Quindi, partendo dalle acquisizioni teoriche raggiunte dalla disciplina del restauro, sono indagati anche gli aspetti piàƒ¹ strettamente legati alla disciplina urbanistica da cui derivano scelte di pianificazione e gestione del territorio e quindi il futuro delle cittàƒ e dei beni culturali che essa comprende. L'attenzione àƒ¨, pertanto, prima rivolta al dibattito culturale che, nell'ambito della disciplina del restauro, si sta svolgendo a livello europeo e che sembra aver determinato una ridefinizione del sistema dei criteri e dei principi della conservazione delle cittàƒ storiche. In particolare, sono svolte considerazioni sul concetto di Historic Urban Landscape, nuova definizione delineatasi negli anni recenti. Sono, poi, analizzati gli aspetti piàƒ¹ significativi della pianificazione urbanistica e della conservazione del patrimonio dei beni culturali, immobili e del paesaggio, nell'ordinamento italiano. Sono, quindi, sviluppate alcune riflessioni sul Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (2004) e sui D. Lgs. n. 157 del 2006 e D. Lgs. n 63 del 2008 che hanno interessato numerose disposizioni contenute nella parte Terza del Codice dedicata al paesaggio. àƒ nel 2008, infatti che con il 'decreto Rutelli', per il necessario adeguamento alle indicazioni interpretative offerte dalla Corte costituzionale anche in relazione alla nozione di paesaggio derivata dalla Convenzione Europea, àƒ¨ entrata nel nostro ordinamento una visione unitaria del contesto territoriale. Ma, come àƒ¨ noto, con la riforma al Titolo V della Costituzione del 2001 si àƒ¨ attribuito alle Regioni a statuto ordinario una potestàƒ legislativa concorrente in materia di governo del territorio, pur rimanendo di competenza esclusiva dello Stato la funzione di indirizzo e coordinamento delle linee fondamentali nell'assetto e nella tutela del territorio (art. 117). Dunque, àƒ¨ stato necessario comprendere anche gli attuali orientamenti delle normative regionali. In particolare delle regioni Veneto, Toscana e Campania àƒ¨ compiuta un'attenta disamina delle Leggi in materia di governo del territorio che hanno emanato dopo la citata riforma Costituzionale e saranno analizzati i principali strumenti urbanistici regionali di cui si sono dotate. Infine, per approfondire simili problematiche, la ricerca analizza la situazione specifica dei Siti italiani inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanitàƒ : ciàƒ² in considerazione del fatto che ai problemi che caratterizzano tutte le cittàƒ storiche si aggiunge una particolare attenzione della Comunitàƒ internazionale che nàƒ© ha riconosciuto l'eccezionalitàƒ . In particolare l'attenzione àƒ¨ rivolta ai siti UNESCO 'Venezia e la sua laguna', 'Centro storico di Firenze', 'Centro storico di Siena' e 'Centro storico di Napoli'. Dei siti scelti sono analizzati i Piani di Gestione per evidenziarne l'impostazione metodologica, gli aspetti positivi e gli eventuali limiti. I Piani esaminati sono poi confrontati con la strumentazione urbanistica vigente per il territorio in cui ricadono i Siti, ciàƒ² per comprendere se tali Piani sono solo un documento tecnico-amministrativo di risposta alle richieste dell'UNESCO, o se i loro contenuti integrandosi e/o interagendo con altri strumenti di governo del territorio, possano fornire opportunitàƒ per favorire la conservazione e lo sviluppo del Sito e del territorio esteso ad esso connesso. Sono state, inoltre, svolte indagini dirette nelle cittàƒ individuate e di cui sono stati studiati gli strumenti di gestione e di sviluppo del territorio al fine di capire il loro stato di avanzamento per comprenderne eventualmente le loro difficoltàƒ di attuazione. In conclusione, dopo aver approfondito il concetto di Paesaggio Storico Urbano, alla luce della evoluzione dei documenti internazionali e del quadro legislativo italiano, e dopo aver analizzato per alcune cittàƒ italiane gli strumenti urbanistici previsti dalla legislazione nazionale e regionale nonchàƒ© i 'Piani di Gestione' previsti dall'UNESCO sono riassunte in un capitolo conclusivo le potenzialitàƒ e i limiti di tali strumenti e sviluppate alcune considerazione sull'effettiva potenzialitàƒ di tali strumenti al fine di una concreta applicazione della conservazione integrata dei beni culturali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/321538
URN:NBN:IT:BNCF-321538