Il ricorso sempre pi๠frequente alle nullità relative di protezione, per far fronte all'emersione di nuove esigenze di tutela dei contraenti cd. †œdeboli†�, ha scardinato di fatto il principio della monoliticità della nullità codicistica, ritenuto per lungo tempo assolutamente inviolabile. Attraverso tali nullità , finalizzate alla tutela in via immediata di un interesse particolare, attinente alla parte debole del rapporto, e in via mediata di un interesse di natura pubblica o generale, quale, ad esempio, la sicurezza dei traffici giuridici e l'equilibrio del mercato, il legislatore sanziona il contraente professionale che ha violato in qualche modo le regole del gioco concorrenziale, sottraendogli il conseguente vantaggio economico ottenuto scorrettamente. A differenza, quindi, dell'annullabilità , le nullità di protezione sono finalizzate non solo al riequilibrio delle posizioni delle parti in particolari settori della contrattazione, caratterizzati da squilibrio di forza economica e di potere contrattuale e da vistose asimmetrie informative, ma anche al raggiungimento dell'efficienza del mercato e alla correzione di squilibri macroeconomici. Il presente lavoro ਠdedicato, anzitutto, all'analisi delle caratteristiche di tale istituto giuridico e della sua configurazione dogmatica, con l'esame delle principali ipotesi previste da varie norme di legge. Ampio spazio ਠriservato, poi, al dibattito dottrinale e giurisprudenziale concernente la possibilità di rilevare d'ufficio tali forme di nullità , pur se, come ਠnoto, a legittimazione relativa e pur nei casi in cui ciಠnon sia previsto espressamente dalla norma di tutela, alla luce dei principi espressi anche dalla Corte di Giustizia Europea. Viene esaminato, infine, il problema dell'ammissibilità della convalida delle nullità relative di protezione. Alla luce dell'art. 1423 c.c., si ritiene che il problema della convalidabilità delle nullità di protezione non ammetta soluzioni astratte e generali, ma debba essere risolto valutando attentamente gli interessi protetti dalla norma di tutela in relazione al singolo caso concreto ed al danno effettivo subito dal contraente protetto, a causa della pattuizione parzialmente o totalmente nulla.
Le nullità relative di protezione
2017
Abstract
Il ricorso sempre pi๠frequente alle nullità relative di protezione, per far fronte all'emersione di nuove esigenze di tutela dei contraenti cd. †œdeboli†�, ha scardinato di fatto il principio della monoliticità della nullità codicistica, ritenuto per lungo tempo assolutamente inviolabile. Attraverso tali nullità , finalizzate alla tutela in via immediata di un interesse particolare, attinente alla parte debole del rapporto, e in via mediata di un interesse di natura pubblica o generale, quale, ad esempio, la sicurezza dei traffici giuridici e l'equilibrio del mercato, il legislatore sanziona il contraente professionale che ha violato in qualche modo le regole del gioco concorrenziale, sottraendogli il conseguente vantaggio economico ottenuto scorrettamente. A differenza, quindi, dell'annullabilità , le nullità di protezione sono finalizzate non solo al riequilibrio delle posizioni delle parti in particolari settori della contrattazione, caratterizzati da squilibrio di forza economica e di potere contrattuale e da vistose asimmetrie informative, ma anche al raggiungimento dell'efficienza del mercato e alla correzione di squilibri macroeconomici. Il presente lavoro ਠdedicato, anzitutto, all'analisi delle caratteristiche di tale istituto giuridico e della sua configurazione dogmatica, con l'esame delle principali ipotesi previste da varie norme di legge. Ampio spazio ਠriservato, poi, al dibattito dottrinale e giurisprudenziale concernente la possibilità di rilevare d'ufficio tali forme di nullità , pur se, come ਠnoto, a legittimazione relativa e pur nei casi in cui ciಠnon sia previsto espressamente dalla norma di tutela, alla luce dei principi espressi anche dalla Corte di Giustizia Europea. Viene esaminato, infine, il problema dell'ammissibilità della convalida delle nullità relative di protezione. Alla luce dell'art. 1423 c.c., si ritiene che il problema della convalidabilità delle nullità di protezione non ammetta soluzioni astratte e generali, ma debba essere risolto valutando attentamente gli interessi protetti dalla norma di tutela in relazione al singolo caso concreto ed al danno effettivo subito dal contraente protetto, a causa della pattuizione parzialmente o totalmente nulla.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/322174
URN:NBN:IT:BNCF-322174