La tesi affronta il tema della protezione e del restauro dei monumenti nel periodo della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra, concentrandosi sulle città romagnole di competenza della Soprintendenza ai Monumenti: Rimini, Cesena, Forlà¬, Faenza e Ravenna. Partendo dall'evoluzione del ruolo dei beni culturali in tempo di guerra, lo studio affronta l'analisi del contributo degli organi di tutela italiani e delle forze armate attive sul campo, considerando l'apporto tedesco (Kunstschutz) e alleato (Monuments Fine Arts & Archive Subcommission) per la protezione del patrimonio di queste città . La tesi descrive poi il danno subito da150 monumenti, quadro dal quale emerge la reale efficacia di queste misure e si delineano le premesse per la successiva azione di ricostruzione del patrimonio monumentale. Presi a riferimento i principali testi teoretici e il peculiare contesto legislativo del dopoguerra, la seconda parte della tesi cerca infatti di indagare in maniera dettagliata il rapporto tra teoria e prassi. Per farlo sono presi in considerazioni numerosi interventi di restauro, analizzati dal punto di vista delle tecniche e delle idee sottese. Quello che emerge ਠl'organizzazione del processo di ricostruzione, una disanima sulle tecniche impiegate e il singolo contributo degli attori coinvolti, cioਠla Soprintendenza, il Genio Civile e i professionisti. Da questi temi ਠinfine possibile desumere l'influenza del dibattito teorico e del peculiare contesto locale analizzato, nell'orientare l'azione di restauro dei monumenti che sperimentarono la tragicità della guerra.
Monumenti in guerra. Tutela, restauro e ricostruzione in Romagna negli anni del Secondo conflitto mondiale
2017
Abstract
La tesi affronta il tema della protezione e del restauro dei monumenti nel periodo della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra, concentrandosi sulle città romagnole di competenza della Soprintendenza ai Monumenti: Rimini, Cesena, Forlà¬, Faenza e Ravenna. Partendo dall'evoluzione del ruolo dei beni culturali in tempo di guerra, lo studio affronta l'analisi del contributo degli organi di tutela italiani e delle forze armate attive sul campo, considerando l'apporto tedesco (Kunstschutz) e alleato (Monuments Fine Arts & Archive Subcommission) per la protezione del patrimonio di queste città . La tesi descrive poi il danno subito da150 monumenti, quadro dal quale emerge la reale efficacia di queste misure e si delineano le premesse per la successiva azione di ricostruzione del patrimonio monumentale. Presi a riferimento i principali testi teoretici e il peculiare contesto legislativo del dopoguerra, la seconda parte della tesi cerca infatti di indagare in maniera dettagliata il rapporto tra teoria e prassi. Per farlo sono presi in considerazioni numerosi interventi di restauro, analizzati dal punto di vista delle tecniche e delle idee sottese. Quello che emerge ਠl'organizzazione del processo di ricostruzione, una disanima sulle tecniche impiegate e il singolo contributo degli attori coinvolti, cioਠla Soprintendenza, il Genio Civile e i professionisti. Da questi temi ਠinfine possibile desumere l'influenza del dibattito teorico e del peculiare contesto locale analizzato, nell'orientare l'azione di restauro dei monumenti che sperimentarono la tragicità della guerra.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/322307
URN:NBN:IT:BNCF-322307