La tesi ha come oggetto il rinnovamento urbano che fu realizzato a Faenza per opera del suo signore Carlo II Manfredi tra il 1468 e il 1477, d'accordo con il fratello, il vescovo Federico. La prima opera realizzata da Carlo fu il portico a due livelli che dotಠdi una nuova facciata il suo palazzo di residenza, di origini medievali. Questa architettura sarebbe stata il preludio di un riordino generale della piazza principale della città , probabilmente allo scopo di ricreare un foro all'antica, come prescritto dai trattati di Vitruvio e di Alberti. L'aspetto originale del loggiato rinascimentale, desumibile da documentazione archivistica e iconografica, permette di attribuirlo con una certa probabilità  a Giuliano da Maiano. Oltre alla piazza, Carlo riformಠprofondamente il tessuto urbano, demolendo molti portici lignei di origine medievale, rettificando le principali strade, completando la cerchia muraria. Federico Manfredi nel 1474 diede inizio alla fabbrica della Cattedrale, ricostruita dalle fondamenta su progetto dello stesso Giuliano da Maiano. L'architettura della chiesa ha uno stile largamente debitore all'architettura sacra di Brunelleschi, ma con significative differenze (come la navata definita da un'alternanza tra pilastri e colonne, o la copertura composta da volte a vela). L'abside della cattedrale, estranea al progetto maianesco, fu realizzata nel 1491-92 e mostra alcuni dettagli riconducibili alla coeva architettura di Bramante. A Faenza si realizza in un periodo di tempo brevissimo una profonda trasformazione del volto della città : loggiato, riforma della piazza, riordino delle strade, una nuova cattedrale, tutto contribuisce a dare lustro ai Manfredi e a fare di Faenza una città  moderna e in cui si mettono in pratica, forse per la prima volta nell'Italia settentrionale, i dettami di Vitruvio e di Alberti.

Città  e architettura a Faenza nel Rinascimento. Progetti e strategie di rinnovamento urbano nell'età  di Carlo II Manfredi (1468-77)

2015

Abstract

La tesi ha come oggetto il rinnovamento urbano che fu realizzato a Faenza per opera del suo signore Carlo II Manfredi tra il 1468 e il 1477, d'accordo con il fratello, il vescovo Federico. La prima opera realizzata da Carlo fu il portico a due livelli che dotಠdi una nuova facciata il suo palazzo di residenza, di origini medievali. Questa architettura sarebbe stata il preludio di un riordino generale della piazza principale della città , probabilmente allo scopo di ricreare un foro all'antica, come prescritto dai trattati di Vitruvio e di Alberti. L'aspetto originale del loggiato rinascimentale, desumibile da documentazione archivistica e iconografica, permette di attribuirlo con una certa probabilità  a Giuliano da Maiano. Oltre alla piazza, Carlo riformಠprofondamente il tessuto urbano, demolendo molti portici lignei di origine medievale, rettificando le principali strade, completando la cerchia muraria. Federico Manfredi nel 1474 diede inizio alla fabbrica della Cattedrale, ricostruita dalle fondamenta su progetto dello stesso Giuliano da Maiano. L'architettura della chiesa ha uno stile largamente debitore all'architettura sacra di Brunelleschi, ma con significative differenze (come la navata definita da un'alternanza tra pilastri e colonne, o la copertura composta da volte a vela). L'abside della cattedrale, estranea al progetto maianesco, fu realizzata nel 1491-92 e mostra alcuni dettagli riconducibili alla coeva architettura di Bramante. A Faenza si realizza in un periodo di tempo brevissimo una profonda trasformazione del volto della città : loggiato, riforma della piazza, riordino delle strade, una nuova cattedrale, tutto contribuisce a dare lustro ai Manfredi e a fare di Faenza una città  moderna e in cui si mettono in pratica, forse per la prima volta nell'Italia settentrionale, i dettami di Vitruvio e di Alberti.
2015
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