La tesi di dottorato analizza con rigore metodologico e acutezza critica la tematica del restauro del moderno al fine di chiarire il rapporto esistente tra la cultura architettonica contemporanea e l'architettura moderna, in quanto portatrice dei valori della modernità . Le problematiche legate alla conservazione di questa complessa eredità  culturale, intendendo non solo le opere del Movimento Moderno ma tutta la produzione architettonica che dagli albori della rivoluzione industriale risale il tempo fino ai nostri giorni, vengono dipanate seguendo una prima schematizzazione che, a grandi linee, individua i seguenti ambiti: il concetto di moderno, il rapporto del moderno con la tradizione e con la critica del restauro, i limiti della burocrazia legislativa e le possibilità  offerte dalla tecnologia. L'indagine ਠstata supportata dall'analisi di casi studio problematici, al fine di accostare gli orientamenti teorici e la prassi operativa. Il confronto dialettico con architetture particolarmente esposte al degrado ed al pericolo di pesanti, irreversibili stravolgimenti, ha suggerito interessanti spunti di riflessione, sottolineando i rapporti tra speculazione teorica e prassi operativa. Lo studio, partendo dall'analisi sistematica della bibliografia esistente sul tema, ਠstato condotto attraverso la consultazione del materiale inedito conservato presso l'ufficio tecnico del Palazzo Enel-Sges di Giuseppe Samonà  a Palermo, che ha permesso di comprendere e documentare le trasformazioni subite dall'edificio nel tempo, e anche mediante la lettura delle documentazioni custodite presso gli archivi degli uffici tecnici dei Comuni di Gibellina e Tusa. La tesi ha approfondito, con ampiezza di vedute, le ricadute nell'ambito del restauro del gesto conservativo come atto culturale, non solo metodologico, dell'intervento sulla modernità  che non puಠridursi, esclusivamente, alla constatazione della opportunità  della conservazione dei segni del tempo sull'opera, o della forzatura nel voler anacronisticamente riportare l'opera ad un periodo ormai trascorso o, peggio, in una manutenzione invasiva e snaturante. Il problema della conservazione si sposta sul piano della comprensione dell'opera moderna, della decifrazione dei valori di cui questa ਠportavoce, ancora della comprensione del ruolo dell'architettura nella società  industriale ed, infine, dei meccanismi di ricezione, fruizione, e trasmissione dell'architettura moderna, all'interno della gamma di valori del mondo contemporaneo. In tal senso la dottoranda, analizzando sistematicamente gli interventi condotti sui manufatti individuati come casi problematici della modernità , ha letto criticamente le trasformazioni subite nel corso degli anni, il recepimento delle opere da parte della collettività , le problematiche tecniche e legislative connesse alla querelle del moderno. Ne risulta una attenta lettura diacronica e sincronica, dove la problematica della sostituzione/conservazione dell'opera espressione della modernità  si scontra con la comprensione dei meccanismi che pongono in contrasto modernità  e tradizione, creando una vera soluzione di continuità  fra due modi divergenti di guardare al ruolo dell'arte, alla tecnica nel fare arte, al modo di recepire e fruire l'arte e quindi l'architettura. La ricerca, individuando la memoria quale entità  attiva e fondamentale nel rapporto con il passato, mette in evidenza come le società  odierne dell'Occidente, tecnicamente progredite, pensano se stesse come fonti autonome e autosufficienti dei valori di orientamento e di comportamento di cui hanno bisogno. La rapidità  evolutiva delle tecniche produttive tende a rendere obsoleta l'esperienza. Appare, quindi, pi๠che mai difficile l'affermazione dei principi della conservazione proprio perchà© distorta e de-sacralizzata ਠla memoria. Dipanare l'aggrovigliata matassa dei sotterfugi, delle ambiguità  nascoste nella trattazione del tema del restauro delle opere architettoniche frutto della modernità  rappresenta, infatti, uno degli obiettivi principali di questa tesi, che non si prefigge il raggiungimento di soluzioni conclusive. Obiettivo dichiarato à¨, per l'appunto, quello di ordinare in modo scientifico i problemi e gli interrogativi che la trattazione del tema comporta, in modo da scandire un percorso di approfondimento, che alla fine lascia intravedere le molteplici chiavi di lettura di questa complessa questione della cultura del restauro. La tesi costituisce, nel suo complesso, un contributo filologicamente fondato e originale alla definizione di una tematica ancora poco studiata che ਠancora adesso argomento centrale del dibattito sugli orientamenti del restauro contemporaneo.

La conservazione del moderno nella cultura architettonica contemporanea

2006

Abstract

La tesi di dottorato analizza con rigore metodologico e acutezza critica la tematica del restauro del moderno al fine di chiarire il rapporto esistente tra la cultura architettonica contemporanea e l'architettura moderna, in quanto portatrice dei valori della modernità . Le problematiche legate alla conservazione di questa complessa eredità  culturale, intendendo non solo le opere del Movimento Moderno ma tutta la produzione architettonica che dagli albori della rivoluzione industriale risale il tempo fino ai nostri giorni, vengono dipanate seguendo una prima schematizzazione che, a grandi linee, individua i seguenti ambiti: il concetto di moderno, il rapporto del moderno con la tradizione e con la critica del restauro, i limiti della burocrazia legislativa e le possibilità  offerte dalla tecnologia. L'indagine ਠstata supportata dall'analisi di casi studio problematici, al fine di accostare gli orientamenti teorici e la prassi operativa. Il confronto dialettico con architetture particolarmente esposte al degrado ed al pericolo di pesanti, irreversibili stravolgimenti, ha suggerito interessanti spunti di riflessione, sottolineando i rapporti tra speculazione teorica e prassi operativa. Lo studio, partendo dall'analisi sistematica della bibliografia esistente sul tema, ਠstato condotto attraverso la consultazione del materiale inedito conservato presso l'ufficio tecnico del Palazzo Enel-Sges di Giuseppe Samonà  a Palermo, che ha permesso di comprendere e documentare le trasformazioni subite dall'edificio nel tempo, e anche mediante la lettura delle documentazioni custodite presso gli archivi degli uffici tecnici dei Comuni di Gibellina e Tusa. La tesi ha approfondito, con ampiezza di vedute, le ricadute nell'ambito del restauro del gesto conservativo come atto culturale, non solo metodologico, dell'intervento sulla modernità  che non puಠridursi, esclusivamente, alla constatazione della opportunità  della conservazione dei segni del tempo sull'opera, o della forzatura nel voler anacronisticamente riportare l'opera ad un periodo ormai trascorso o, peggio, in una manutenzione invasiva e snaturante. Il problema della conservazione si sposta sul piano della comprensione dell'opera moderna, della decifrazione dei valori di cui questa ਠportavoce, ancora della comprensione del ruolo dell'architettura nella società  industriale ed, infine, dei meccanismi di ricezione, fruizione, e trasmissione dell'architettura moderna, all'interno della gamma di valori del mondo contemporaneo. In tal senso la dottoranda, analizzando sistematicamente gli interventi condotti sui manufatti individuati come casi problematici della modernità , ha letto criticamente le trasformazioni subite nel corso degli anni, il recepimento delle opere da parte della collettività , le problematiche tecniche e legislative connesse alla querelle del moderno. Ne risulta una attenta lettura diacronica e sincronica, dove la problematica della sostituzione/conservazione dell'opera espressione della modernità  si scontra con la comprensione dei meccanismi che pongono in contrasto modernità  e tradizione, creando una vera soluzione di continuità  fra due modi divergenti di guardare al ruolo dell'arte, alla tecnica nel fare arte, al modo di recepire e fruire l'arte e quindi l'architettura. La ricerca, individuando la memoria quale entità  attiva e fondamentale nel rapporto con il passato, mette in evidenza come le società  odierne dell'Occidente, tecnicamente progredite, pensano se stesse come fonti autonome e autosufficienti dei valori di orientamento e di comportamento di cui hanno bisogno. La rapidità  evolutiva delle tecniche produttive tende a rendere obsoleta l'esperienza. Appare, quindi, pi๠che mai difficile l'affermazione dei principi della conservazione proprio perchà© distorta e de-sacralizzata ਠla memoria. Dipanare l'aggrovigliata matassa dei sotterfugi, delle ambiguità  nascoste nella trattazione del tema del restauro delle opere architettoniche frutto della modernità  rappresenta, infatti, uno degli obiettivi principali di questa tesi, che non si prefigge il raggiungimento di soluzioni conclusive. Obiettivo dichiarato à¨, per l'appunto, quello di ordinare in modo scientifico i problemi e gli interrogativi che la trattazione del tema comporta, in modo da scandire un percorso di approfondimento, che alla fine lascia intravedere le molteplici chiavi di lettura di questa complessa questione della cultura del restauro. La tesi costituisce, nel suo complesso, un contributo filologicamente fondato e originale alla definizione di una tematica ancora poco studiata che ਠancora adesso argomento centrale del dibattito sugli orientamenti del restauro contemporaneo.
2006
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/323523
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