La ricerca dottorale in oggetto prende avvio dall'importanza della realizzazione del mercato unico europeo ai fini della mobilità  dei lavoratori sul territorio dell'Unione, per poi focalizzarsi sulla necessità  di garantire agli stessi lavoratori in mobilità  la protezione sociale dei loro diritti. àˆ opportuno, infatti, che siano neutralizzati gli effetti negativi che sul piano sociale sono prodotti dai fenomeni della mobilità  transnazionale, che siano questi imputabili alle legislazioni nazionali di sicurezza sociale dalle quali derivino discriminazioni dirette o indirette nei confronti dei lavoratori migranti, ovvero siano imputabili alle imprese che sfruttano l'arretratezza dei regimi di sicurezza sociale di alcuni paesi, ivi beneficiando della riduzione dei costi del lavoro a discapito dei lavoratori. La ricerca tiene in considerazione gli ultimi aggiornamenti della normativa europea sul coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, in particolare dell'entrata in vigore a partire dal 1° maggio 2010 del regolamento n. 883 del 29 aprile 2004 e i recenti orientamenti della Corte di Giustizia, in gran parte recepiti dal legislatore europeo nei regolamenti di attuazione nn. 987/2009 e 988/2009, nonchà© dei recentissimi regolamenti sulla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione del 5 aprile 2011, n. 492 che abroga il reg. n. 1612/68, con l'intento di semplificare la disciplina previgente e potenziare la collaborazione degli Stati membri in materia, e quello sull'estensione dei regg. nn. 833/2004 e 987/09 ai cittadini di paesi terzi, del 24 novembre 2010, n. 1231. Lo studio sul tema à¨, inoltre, arricchito dall'analisi della dottrina e della giurisprudenza francese sulla protezione sociale del lavoratore migrante che, durante il soggiorno presso la Facoltà  di Giurisprudenza dell'Università  di Nantes, finanziato dall'Università  di Napoli “Federico II” nell'ambito del Progetto di scambio per la breve mobilità  2010/2011 si ਠavuto modo di apprezzare per la bontà  dei molteplici contributi offerti.

LA PROTEZIONE SOCIALE DELLA MOBILITA' DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DELL'UNIONE EUROPEA

2011

Abstract

La ricerca dottorale in oggetto prende avvio dall'importanza della realizzazione del mercato unico europeo ai fini della mobilità  dei lavoratori sul territorio dell'Unione, per poi focalizzarsi sulla necessità  di garantire agli stessi lavoratori in mobilità  la protezione sociale dei loro diritti. àˆ opportuno, infatti, che siano neutralizzati gli effetti negativi che sul piano sociale sono prodotti dai fenomeni della mobilità  transnazionale, che siano questi imputabili alle legislazioni nazionali di sicurezza sociale dalle quali derivino discriminazioni dirette o indirette nei confronti dei lavoratori migranti, ovvero siano imputabili alle imprese che sfruttano l'arretratezza dei regimi di sicurezza sociale di alcuni paesi, ivi beneficiando della riduzione dei costi del lavoro a discapito dei lavoratori. La ricerca tiene in considerazione gli ultimi aggiornamenti della normativa europea sul coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, in particolare dell'entrata in vigore a partire dal 1° maggio 2010 del regolamento n. 883 del 29 aprile 2004 e i recenti orientamenti della Corte di Giustizia, in gran parte recepiti dal legislatore europeo nei regolamenti di attuazione nn. 987/2009 e 988/2009, nonchà© dei recentissimi regolamenti sulla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione del 5 aprile 2011, n. 492 che abroga il reg. n. 1612/68, con l'intento di semplificare la disciplina previgente e potenziare la collaborazione degli Stati membri in materia, e quello sull'estensione dei regg. nn. 833/2004 e 987/09 ai cittadini di paesi terzi, del 24 novembre 2010, n. 1231. Lo studio sul tema à¨, inoltre, arricchito dall'analisi della dottrina e della giurisprudenza francese sulla protezione sociale del lavoratore migrante che, durante il soggiorno presso la Facoltà  di Giurisprudenza dell'Università  di Nantes, finanziato dall'Università  di Napoli “Federico II” nell'ambito del Progetto di scambio per la breve mobilità  2010/2011 si ਠavuto modo di apprezzare per la bontà  dei molteplici contributi offerti.
2011
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