In Italia negli ultimi anni le politiche di sicurezza urbana tendono a determinare una conformazione degli spazi urbani sempre pi๠esclusivi (bunkerizzazione) caratterizzati da barriere fisiche - che si trasformano rapidamente in barriere concettuali - e sempre meno †œconviviali†� ed inclusivi, aperti cioਠalla frequentazione e alla coesione sociale. Di fronte a questa deriva securitaria che determina nuove topografie segregative sociali e rappresenta un esplicito allontanamento dai principi dello sviluppo sostenibile di una città , quale puಠessere il ruolo delle valutazioni nella costruzione di politiche di sicurezza urbana? La questione sicurezza in Italia ਠdiventata ben presto un tema politico i cui orientamenti sono rivolti verso la repressione e l'ordine pubblico. In Francia già dal 1995 il Code de l'Urbanisme all'art. 111-3-1 ha sottolineato invece la necessità di inserire il tema della sicurezza urbana nelle trasformazioni del territorio, ponendo le basi della prevenzione della criminalità nell'urbanistica e nell'edilizia con l'obbligo di uno studio di sicurezza pubblica (à©tude de sà»retà© et de sà©curità© pubblique). Un recente studio del Forum Europeo sulla Sicurezza Urbana ha posto l'accento sulla possibilità o meno di valutare le politiche di sicurezza. Se valutare significa †œdedurre in modo argomentato una graduatoria di priorità tra alternative†� dall'analisi delle diverse esperienze in campo valutativo condotte in Italia e in Europa ਠemerso che ciಠche viene praticato ਠgeneralmente un audit interno: esso misura ciಠche ਠstato realizzato rispetto alle intenzioni iniziali ed ai mezzi impiegati. La valutazione, al contrario inizia quando si misura non ciಠche ਠstato fatto ma la conseguenza, l'impatto che ha avuto questa azione su un obiettivo prefissato, una popolazione o un territorio. Le sperimentazioni in campo valutativo analizzate sono in grado di fornire un supporto alle decisioni di politica pubblica in relazione a possibili interventi da effettuare e comportano sempre un confronto †" implicito o esplicito †" tra pi๠alternative; nel caso in cui vi ਠuna sola opzione di intervento il risultato ottenuto permette di verificare se la stessa ਠpreferibile al lasciare immutata la situazione attuale. I Paesi Bassi stanno lavorando sull'analisi costi-benefici nella prevenzione della criminalità , proponendo un metodo semplificato che puಠfornire la base per la costruzione di un pi๠rigoroso programma di valutazione. I casi europei analizzati mostrano che le valutazioni nelle politiche di sicurezza urbana risultano orientate su aspetti prevalentemente finanziari riferiti alla sola prevenzione della microcriminalità ignorando le componenti urbanistiche, sociali, percettive, antropologiche e culturali della sicurezza urbana.
Le valutazioni nelle politiche di sicurezza urbana per lo sviluppo sostenibile delle città
2011
Abstract
In Italia negli ultimi anni le politiche di sicurezza urbana tendono a determinare una conformazione degli spazi urbani sempre pi๠esclusivi (bunkerizzazione) caratterizzati da barriere fisiche - che si trasformano rapidamente in barriere concettuali - e sempre meno †œconviviali†� ed inclusivi, aperti cioਠalla frequentazione e alla coesione sociale. Di fronte a questa deriva securitaria che determina nuove topografie segregative sociali e rappresenta un esplicito allontanamento dai principi dello sviluppo sostenibile di una città , quale puಠessere il ruolo delle valutazioni nella costruzione di politiche di sicurezza urbana? La questione sicurezza in Italia ਠdiventata ben presto un tema politico i cui orientamenti sono rivolti verso la repressione e l'ordine pubblico. In Francia già dal 1995 il Code de l'Urbanisme all'art. 111-3-1 ha sottolineato invece la necessità di inserire il tema della sicurezza urbana nelle trasformazioni del territorio, ponendo le basi della prevenzione della criminalità nell'urbanistica e nell'edilizia con l'obbligo di uno studio di sicurezza pubblica (à©tude de sà»retà© et de sà©curità© pubblique). Un recente studio del Forum Europeo sulla Sicurezza Urbana ha posto l'accento sulla possibilità o meno di valutare le politiche di sicurezza. Se valutare significa †œdedurre in modo argomentato una graduatoria di priorità tra alternative†� dall'analisi delle diverse esperienze in campo valutativo condotte in Italia e in Europa ਠemerso che ciಠche viene praticato ਠgeneralmente un audit interno: esso misura ciಠche ਠstato realizzato rispetto alle intenzioni iniziali ed ai mezzi impiegati. La valutazione, al contrario inizia quando si misura non ciಠche ਠstato fatto ma la conseguenza, l'impatto che ha avuto questa azione su un obiettivo prefissato, una popolazione o un territorio. Le sperimentazioni in campo valutativo analizzate sono in grado di fornire un supporto alle decisioni di politica pubblica in relazione a possibili interventi da effettuare e comportano sempre un confronto †" implicito o esplicito †" tra pi๠alternative; nel caso in cui vi ਠuna sola opzione di intervento il risultato ottenuto permette di verificare se la stessa ਠpreferibile al lasciare immutata la situazione attuale. I Paesi Bassi stanno lavorando sull'analisi costi-benefici nella prevenzione della criminalità , proponendo un metodo semplificato che puಠfornire la base per la costruzione di un pi๠rigoroso programma di valutazione. I casi europei analizzati mostrano che le valutazioni nelle politiche di sicurezza urbana risultano orientate su aspetti prevalentemente finanziari riferiti alla sola prevenzione della microcriminalità ignorando le componenti urbanistiche, sociali, percettive, antropologiche e culturali della sicurezza urbana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/323797
URN:NBN:IT:BNCF-323797