Il presente lavoro, frutto di una ricerca-azione svolta sul territorio di Bologna assieme agli enti locali, si ਠoccupato di approfondire i percorsi di reinserimento sociale di detenuti vulnerabili, in particolare quelli che, terminata la pena, possono diventare persone senza dimora. Non si tratta solo di persone entrate in carcere nella condizione di senza dimora, ma anche di detenuti che potrebbero diventare tali durante la propria reclusione. Il fenomeno ha varie cause, fra le quali si ipotizza anche la condizione detentiva appena conclusasi, insufficientemente finalizzata al reinserimento sociale del condannato e, pertanto, distaccata dai suoi bisogni, desideri, aspettative, paure e, pi๠in generale, priva di un incontro strutturato con la società libera. Nella prima parte, il testo analizza la letteratura internazionale sul fenomeno, con un particolare focus su due recenti documenti nazionali chiave per un rilancio dell'interesse sul tema: le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia” del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il documento finale degli Stati Generali sull'Esecuzione Penale del Ministero della Giustizia. Nella seconda parte, il testo presenta la ricerca-azione, i cui risultati convergono nell'implementazione di un insieme di politiche sociali e pratiche educative orientate a contenere il fenomeno, azioni in parte già rese operative e realizzate assieme alle istituzioni bolognesi, coinvolte nella ricerca.
Dimittendi dal carcere, future persone senza dimora? Dal carcere alla strada: politiche sociali e pratiche educative per affrontare un fenomeno di marginalità .
2017
Abstract
Il presente lavoro, frutto di una ricerca-azione svolta sul territorio di Bologna assieme agli enti locali, si ਠoccupato di approfondire i percorsi di reinserimento sociale di detenuti vulnerabili, in particolare quelli che, terminata la pena, possono diventare persone senza dimora. Non si tratta solo di persone entrate in carcere nella condizione di senza dimora, ma anche di detenuti che potrebbero diventare tali durante la propria reclusione. Il fenomeno ha varie cause, fra le quali si ipotizza anche la condizione detentiva appena conclusasi, insufficientemente finalizzata al reinserimento sociale del condannato e, pertanto, distaccata dai suoi bisogni, desideri, aspettative, paure e, pi๠in generale, priva di un incontro strutturato con la società libera. Nella prima parte, il testo analizza la letteratura internazionale sul fenomeno, con un particolare focus su due recenti documenti nazionali chiave per un rilancio dell'interesse sul tema: le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia” del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il documento finale degli Stati Generali sull'Esecuzione Penale del Ministero della Giustizia. Nella seconda parte, il testo presenta la ricerca-azione, i cui risultati convergono nell'implementazione di un insieme di politiche sociali e pratiche educative orientate a contenere il fenomeno, azioni in parte già rese operative e realizzate assieme alle istituzioni bolognesi, coinvolte nella ricerca.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/324162
URN:NBN:IT:BNCF-324162