L'esistenza della sindrome metabolica anche in età  pediatrica e adolescenziale ਠstata ben dimostrata in diversi studi, con complicazioni prevedibili a lungo termine analoghe a quelle osservate negli adulti. L'insulinoresistenza ਠl'elemento fisiopatologico centrale della sindrome metabolica e contribuisce alla comparsa dell'ipertensione, dei fenomeni aterosclerotici, delle malattie renali croniche e delle malattie cardiovascolari. L'obesità , elemento essenziale della sindrome metabolica, ਠstata correlata alla sensibilità  al sale. E' stato inoltre dimostrato che i soggetti con sindrome metabolica e quelli con obesità  addominale presentano un'alterazione del meccanismo di riassorbimento prossimale del sodio che puಠspiegarne la maggiore sensibilità  al sale. Scopo del progetto di ricerca ਠstato quello di valutare la presenza e il grado di insulino-resistenza, ovvero di insulino-sensibilità , in un gruppo di bambini e adolescenti affetti da obesità  di grado variabile, in funzione dell'apporto dietetico di sodio. Sono stati valutati i parametri di 139 soggetti (età  media: 11.7±3.5 anni; 95% IC: 10.4 †" 12.3), di cui 74 maschi. L'escrezione media di sodio era di 129 ± 58 mEq/24 ore, pari ad una ingestione stimata di sale alimentare di 7.6 ± 3.4 grammi, con un consumo pi๠importante nel sesso maschile (8.2 ± 3.4 vs 7.0± 3.4 grammi di sodio/die rispettivamente nei maschi e nelle femmine). Il consumo giornaliero di sale aumentava con l'età , passando da 6.1 ±3.3 g/24h nei soggetti del primo quartile d'età  (età  inferiore ai 9.3 anni) a 7.2 ± 3.5, 8.4 ± 2.8 e 8.8 ± 3.4 g/24h nei soggetti del secondo (età  compresa tra 9.3 e 11.8 anni), terzo (età  compresa tra 11.8 e 14 anni) e quarto quartile (età  compresa tra 14 e 17.9 anni) rispettivamente Il consumo di sale era correlato all'indice di massa corporea (espresso in z-score) (r=0.247; p=0.03). Il 22.3% dei soggetti rientrava nei criteri predefiniti per la diagnosi di sindrome metabolica. L'apporto dietetico di sodio appariva significativamente superiore nei soggetti con sindrome metabolica rispetto a quelli senza sindrome metabolica (8.2 ± 3.5 vs. 6.1 ± 2.6, p= 0.03). Il grado di insulino-resistenza (HOMA-IR) era direttamente correlato al consumo di sale (r 0.342, p<0.01) mentre, come atteso, il grado di insulino-sensibilità  (QUICKI) si rivelava inversamente correlato (r - 0.327, p<0.01 ) I valori di pressione arteriosa, sistolica e diastolica, non apparivano invece influenzati dall'apporto alimentare di sale. In conclusione, i dati derivanti dallo studio di una popolazione di bambini e adolescenti obesi indicano che il consumo di sale ਠun elemento strettamente correlato all'obesità  e alle sue complicanze, in particolare all'insulino-resistenza, elemento chiave della sindrome metabolica. Un'educazione alimentare avente come obiettivo la riduzione del consumo di sale assume un'importanza fondamentale per la prevenzione dell'obesità  e delle patologie ad essa associate fin dai primi anni di vita.

Consumo di sale e insulino-resistenza in bambini e adolescenti obesi

2013

Abstract

L'esistenza della sindrome metabolica anche in età  pediatrica e adolescenziale ਠstata ben dimostrata in diversi studi, con complicazioni prevedibili a lungo termine analoghe a quelle osservate negli adulti. L'insulinoresistenza ਠl'elemento fisiopatologico centrale della sindrome metabolica e contribuisce alla comparsa dell'ipertensione, dei fenomeni aterosclerotici, delle malattie renali croniche e delle malattie cardiovascolari. L'obesità , elemento essenziale della sindrome metabolica, ਠstata correlata alla sensibilità  al sale. E' stato inoltre dimostrato che i soggetti con sindrome metabolica e quelli con obesità  addominale presentano un'alterazione del meccanismo di riassorbimento prossimale del sodio che puಠspiegarne la maggiore sensibilità  al sale. Scopo del progetto di ricerca ਠstato quello di valutare la presenza e il grado di insulino-resistenza, ovvero di insulino-sensibilità , in un gruppo di bambini e adolescenti affetti da obesità  di grado variabile, in funzione dell'apporto dietetico di sodio. Sono stati valutati i parametri di 139 soggetti (età  media: 11.7±3.5 anni; 95% IC: 10.4 †" 12.3), di cui 74 maschi. L'escrezione media di sodio era di 129 ± 58 mEq/24 ore, pari ad una ingestione stimata di sale alimentare di 7.6 ± 3.4 grammi, con un consumo pi๠importante nel sesso maschile (8.2 ± 3.4 vs 7.0± 3.4 grammi di sodio/die rispettivamente nei maschi e nelle femmine). Il consumo giornaliero di sale aumentava con l'età , passando da 6.1 ±3.3 g/24h nei soggetti del primo quartile d'età  (età  inferiore ai 9.3 anni) a 7.2 ± 3.5, 8.4 ± 2.8 e 8.8 ± 3.4 g/24h nei soggetti del secondo (età  compresa tra 9.3 e 11.8 anni), terzo (età  compresa tra 11.8 e 14 anni) e quarto quartile (età  compresa tra 14 e 17.9 anni) rispettivamente Il consumo di sale era correlato all'indice di massa corporea (espresso in z-score) (r=0.247; p=0.03). Il 22.3% dei soggetti rientrava nei criteri predefiniti per la diagnosi di sindrome metabolica. L'apporto dietetico di sodio appariva significativamente superiore nei soggetti con sindrome metabolica rispetto a quelli senza sindrome metabolica (8.2 ± 3.5 vs. 6.1 ± 2.6, p= 0.03). Il grado di insulino-resistenza (HOMA-IR) era direttamente correlato al consumo di sale (r 0.342, p<0.01) mentre, come atteso, il grado di insulino-sensibilità  (QUICKI) si rivelava inversamente correlato (r - 0.327, p<0.01 ) I valori di pressione arteriosa, sistolica e diastolica, non apparivano invece influenzati dall'apporto alimentare di sale. In conclusione, i dati derivanti dallo studio di una popolazione di bambini e adolescenti obesi indicano che il consumo di sale ਠun elemento strettamente correlato all'obesità  e alle sue complicanze, in particolare all'insulino-resistenza, elemento chiave della sindrome metabolica. Un'educazione alimentare avente come obiettivo la riduzione del consumo di sale assume un'importanza fondamentale per la prevenzione dell'obesità  e delle patologie ad essa associate fin dai primi anni di vita.
2013
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-324471