La compromissione dell'apparato cardiocircolatorio rappresenta un evenienza frequente in corso di cirrosi epatica. Inoltre, risulta già  appurato in letteratura che nel paziente cirrotico esistono aumentati livelli di nitrossido (NO), riscontrati oltre che nel circolo ematico (NO2/NO3) anche nell'aria espirata (NOe). Abbiamo diviso il lavoro in due fasi: La prima fase, nella quale abbiamo studiato attraverso ecocardiografia 42 pazienti con cirrosi epatica a differente etiologia virale (B , C , B+C) ed in differente stadio Child. Il 38% dei pazienti presentava fattori di rischio cardiovascolare. In questa prima fase, abbiamo riscontrato un elevata frequenza di calcificazioni valvolari, (prevalentemente mitraliche e aortiche) ( Cirr.83% vs 25%.) Inoltre, in un sostanziale numero di soggetti cirrotici ਠstata evidenziata la presenza di insufficienza valvolare (mitralica e aortica) (71% vs 33%) di lieve entità . Nella seconda fase abbiamo quindi studiato un totale di 34 pazienti epatopatici HCV+ in assenza di fattori di rischio cardiovascolare e di malattie dell'apparato respiratorio di cui 18 con Epatite Cronica e 16 con cirrosi epatica (Stadio Child A) e 26 controlli sani. In tutti i pazienti, sia quelli con epatopatia Cronica (EC), sia quelli con Cirrosi (Cirr), abbiamo riscontrato: Un aumento dei valori della Gittata Cardiaca (GC) e della frazione d'eiezione (FE) del ventricolo sinistro rispetto ai controlli, rispettivamente Un aumento del volume dell'atrio sinistro una disfunzione diastolica del ventricolo sinistro (E/A<1) , Quest'ultimo valore non ha raggiunto una significatività  statistica nel gruppo degli EC, risultando invece significativamente alterato nel gruppo dei pazienti cirrotici. Inoltre tutti i pazienti avevano un elevata frequenza di calcificazioni valvolari con lieve disfunzione rispetto i controlli, rispettivamente ECA 73,8%, Cirr.: 75% vs 34%, p<0,01; EC: 61,1%, Cirr.: 68,7% vs 27%, p<0,01 ; con maggiore prevalenza per le calcificazioni aortiche rispetto a quelle mitraliche ECA: 69,2% vs 38,4%; Cirr.: 83,3% vs 41,6% e con maggior prevalenza di rigurgiti valvolari rispetto alle stenosi, EC : 90,9% vs 9% ; Cirr. 83% vs16,6%. Inoltre, in tutti i pazienti abbiamo riscontrato elevati valori di NO espirato rispetto i controlli (EC 24,3±4,7 ppb; Cirr.: 26,2±5,1 ppb vs 13,1±2,3 ppb p<0,01) (Figura 2). Tutti i pazienti hanno presentato indici spirometrici sovrapponibili ai controlli Abbiamo successivamente suddiviso i due gruppi di pazienti in ulteriori sottogruppi in base al genotipo virale (1 ; 1b; 2) ed alla Viremia (< 106 copie/ml ; >106 copie/ml) Non abbiamo pertanto riscontrato correlazioni tra genotipo e viremia dell'HCV versus % di calcificazioni valvolari e livelli di NOe Alla luce dei dati ottenuti e della revisione della letteratura abbiamo poi formulato due ipotesi fisiopatologiche: 1) I virus epatitici possono verosimilmente essere ritenuti responsabile di un danno valvolare cardiaco che nel caso specifico si esprime come calcificazioni valvolari. La patogenesi di tali calcificazioni sarebbe di tipo infiammatorio. 2) L'aumento del NO nell'aria espirata dei pazienti con Epatopatia post virale, puಠverosimilmente rappresentare l'espressione di un danno funzionale esercitato dal virus sull'endotelio valvolare cardiaco oltre che vascolare e che possa quindi al tempo stesso rappresentare un marcatore di danno.

CALCIFICAZIONI VALVOLARI CARDIACHE ED EPATOPATIA CRONICA HCV CORRELATA. CORRELAZIONE DEL DANNO VALVOLARE CON I LIVELLI DI OSSIDO NITRICO ESPIRATO. FORMULAZIONE DI NUOVE IPOTESI PATOGENETICHE

2008

Abstract

La compromissione dell'apparato cardiocircolatorio rappresenta un evenienza frequente in corso di cirrosi epatica. Inoltre, risulta già  appurato in letteratura che nel paziente cirrotico esistono aumentati livelli di nitrossido (NO), riscontrati oltre che nel circolo ematico (NO2/NO3) anche nell'aria espirata (NOe). Abbiamo diviso il lavoro in due fasi: La prima fase, nella quale abbiamo studiato attraverso ecocardiografia 42 pazienti con cirrosi epatica a differente etiologia virale (B , C , B+C) ed in differente stadio Child. Il 38% dei pazienti presentava fattori di rischio cardiovascolare. In questa prima fase, abbiamo riscontrato un elevata frequenza di calcificazioni valvolari, (prevalentemente mitraliche e aortiche) ( Cirr.83% vs 25%.) Inoltre, in un sostanziale numero di soggetti cirrotici ਠstata evidenziata la presenza di insufficienza valvolare (mitralica e aortica) (71% vs 33%) di lieve entità . Nella seconda fase abbiamo quindi studiato un totale di 34 pazienti epatopatici HCV+ in assenza di fattori di rischio cardiovascolare e di malattie dell'apparato respiratorio di cui 18 con Epatite Cronica e 16 con cirrosi epatica (Stadio Child A) e 26 controlli sani. In tutti i pazienti, sia quelli con epatopatia Cronica (EC), sia quelli con Cirrosi (Cirr), abbiamo riscontrato: Un aumento dei valori della Gittata Cardiaca (GC) e della frazione d'eiezione (FE) del ventricolo sinistro rispetto ai controlli, rispettivamente Un aumento del volume dell'atrio sinistro una disfunzione diastolica del ventricolo sinistro (E/A<1) , Quest'ultimo valore non ha raggiunto una significatività  statistica nel gruppo degli EC, risultando invece significativamente alterato nel gruppo dei pazienti cirrotici. Inoltre tutti i pazienti avevano un elevata frequenza di calcificazioni valvolari con lieve disfunzione rispetto i controlli, rispettivamente ECA 73,8%, Cirr.: 75% vs 34%, p<0,01; EC: 61,1%, Cirr.: 68,7% vs 27%, p<0,01 ; con maggiore prevalenza per le calcificazioni aortiche rispetto a quelle mitraliche ECA: 69,2% vs 38,4%; Cirr.: 83,3% vs 41,6% e con maggior prevalenza di rigurgiti valvolari rispetto alle stenosi, EC : 90,9% vs 9% ; Cirr. 83% vs16,6%. Inoltre, in tutti i pazienti abbiamo riscontrato elevati valori di NO espirato rispetto i controlli (EC 24,3±4,7 ppb; Cirr.: 26,2±5,1 ppb vs 13,1±2,3 ppb p<0,01) (Figura 2). Tutti i pazienti hanno presentato indici spirometrici sovrapponibili ai controlli Abbiamo successivamente suddiviso i due gruppi di pazienti in ulteriori sottogruppi in base al genotipo virale (1 ; 1b; 2) ed alla Viremia (< 106 copie/ml ; >106 copie/ml) Non abbiamo pertanto riscontrato correlazioni tra genotipo e viremia dell'HCV versus % di calcificazioni valvolari e livelli di NOe Alla luce dei dati ottenuti e della revisione della letteratura abbiamo poi formulato due ipotesi fisiopatologiche: 1) I virus epatitici possono verosimilmente essere ritenuti responsabile di un danno valvolare cardiaco che nel caso specifico si esprime come calcificazioni valvolari. La patogenesi di tali calcificazioni sarebbe di tipo infiammatorio. 2) L'aumento del NO nell'aria espirata dei pazienti con Epatopatia post virale, puಠverosimilmente rappresentare l'espressione di un danno funzionale esercitato dal virus sull'endotelio valvolare cardiaco oltre che vascolare e che possa quindi al tempo stesso rappresentare un marcatore di danno.
2008
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/324640
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