La valutazione dell'intensità  secondo una procedura formale trasparente, obiettiva e che permetta di ottenere valori numerici attraverso scelte e criteri rigorosi, rappresenta un passo ed un obiettivo per la trattazione e l'impiego delle informazioni macrosismiche. I dati macrosismici possono infatti avere importanti applicazioni per analisi sismotettoniche e per la stima della pericolosità  sismica. Questa tesi ha affrontato il problema del formalismo della stima dell'intensità  migliorando aspetti sia teorici che pratici attraverso tre passaggi fondamentali sviluppati in ambiente MS-Excel e Matlab: i) la raccolta e l'archiviazione del dataset macrosismico; ii), l'associazione (funzione di appartenenza o membership function) tra effetti e gradi di intensità  della scala macrosismica attraverso i principi della logica dei fuzzy sets; iii) l'applicazione di algoritmi decisionali rigorosi ed obiettivi per la stima dell'intensità  finale. L'intera procedura ਠstata applicata a sette terremoti italiani sfruttando varie possibilità , anche metodologiche, come la costruzione di funzioni di appartenenza combinando le informazioni macrosismiche di pi๠terremoti: Monte Baldo (1876), Valle d'Illasi (1891), Marsica (1915), Santa Sofia (1918), Mugello (1919), Garfagnana (1920) e Irpinia (1930). I risultati ottenuti hanno fornito un buon accordo statistico con le intensità  di un catalogo macrosismico di riferimento confermando la validità  dell'intera metodologia. Le intensità  ricavate sono state poi utilizzate per analisi sismotettoniche nelle aree dei terremoti studiati. I metodi di analisi statistica sui piani quotati (distribuzione geografica delle intensità  assegnate) si sono rivelate in passato uno strumento potente per analisi e caratterizzazione sismotettonica, determinando i principali parametri (localizzazione epicentrale, lunghezza, larghezza, orientazione) della possibile sorgente sismogenica. Questa tesi ha implementato alcuni aspetti delle metodologie di analisi grazie a specifiche applicazioni sviluppate in Matlab che hanno permesso anche di stimare le incertezze associate ai parametri di sorgente, grazie a tecniche di ricampionamento statistico. Un'analisi sistematica per i terremoti studiati ਠstata portata avanti combinando i vari metodi per la stima dei parametri di sorgente con i piani quotati originali e ricalcolati attraverso le procedure decisionali fuzzy. I risultati ottenuti hanno consentito di valutare le caratteristiche delle possibili sorgenti e formulare ipotesi di natura sismotettonica che hanno avuto alcuni riscontri indiziali con dati di tipo geologico e geologico-strutturale. Alcuni eventi (1915, 1918, 1920) presentano una forte stabilità  dei parametri calcolati (localizzazione epicentrale e geometria della possibile sorgente) con piccole incertezze associate. Altri eventi (1891, 1919 e 1930) hanno invece mostrato una maggiore variabilità  sia nella localizzazione dell'epicentro che nella geometria delle box: per il primo evento ciಠਠprobabilmente da mettere in relazione con la ridotta consistenza del dataset di intensità  mentre per gli altri con la possibile molteplicità  delle sorgenti sismogenetiche. Anche l'analisi bootstrap ha messo in evidenza, in alcuni casi, le possibili asimmetrie nelle distribuzioni di alcuni parametri (ad es. l'azimut della possibile struttura), che potrebbero suggerire meccanismi di rottura su pi๠faglie distinte.

Tecniche di elaborazione di dati macrosismici per la definizione di sorgenti sismogenetiche

2009

Abstract

La valutazione dell'intensità  secondo una procedura formale trasparente, obiettiva e che permetta di ottenere valori numerici attraverso scelte e criteri rigorosi, rappresenta un passo ed un obiettivo per la trattazione e l'impiego delle informazioni macrosismiche. I dati macrosismici possono infatti avere importanti applicazioni per analisi sismotettoniche e per la stima della pericolosità  sismica. Questa tesi ha affrontato il problema del formalismo della stima dell'intensità  migliorando aspetti sia teorici che pratici attraverso tre passaggi fondamentali sviluppati in ambiente MS-Excel e Matlab: i) la raccolta e l'archiviazione del dataset macrosismico; ii), l'associazione (funzione di appartenenza o membership function) tra effetti e gradi di intensità  della scala macrosismica attraverso i principi della logica dei fuzzy sets; iii) l'applicazione di algoritmi decisionali rigorosi ed obiettivi per la stima dell'intensità  finale. L'intera procedura ਠstata applicata a sette terremoti italiani sfruttando varie possibilità , anche metodologiche, come la costruzione di funzioni di appartenenza combinando le informazioni macrosismiche di pi๠terremoti: Monte Baldo (1876), Valle d'Illasi (1891), Marsica (1915), Santa Sofia (1918), Mugello (1919), Garfagnana (1920) e Irpinia (1930). I risultati ottenuti hanno fornito un buon accordo statistico con le intensità  di un catalogo macrosismico di riferimento confermando la validità  dell'intera metodologia. Le intensità  ricavate sono state poi utilizzate per analisi sismotettoniche nelle aree dei terremoti studiati. I metodi di analisi statistica sui piani quotati (distribuzione geografica delle intensità  assegnate) si sono rivelate in passato uno strumento potente per analisi e caratterizzazione sismotettonica, determinando i principali parametri (localizzazione epicentrale, lunghezza, larghezza, orientazione) della possibile sorgente sismogenica. Questa tesi ha implementato alcuni aspetti delle metodologie di analisi grazie a specifiche applicazioni sviluppate in Matlab che hanno permesso anche di stimare le incertezze associate ai parametri di sorgente, grazie a tecniche di ricampionamento statistico. Un'analisi sistematica per i terremoti studiati ਠstata portata avanti combinando i vari metodi per la stima dei parametri di sorgente con i piani quotati originali e ricalcolati attraverso le procedure decisionali fuzzy. I risultati ottenuti hanno consentito di valutare le caratteristiche delle possibili sorgenti e formulare ipotesi di natura sismotettonica che hanno avuto alcuni riscontri indiziali con dati di tipo geologico e geologico-strutturale. Alcuni eventi (1915, 1918, 1920) presentano una forte stabilità  dei parametri calcolati (localizzazione epicentrale e geometria della possibile sorgente) con piccole incertezze associate. Altri eventi (1891, 1919 e 1930) hanno invece mostrato una maggiore variabilità  sia nella localizzazione dell'epicentro che nella geometria delle box: per il primo evento ciಠਠprobabilmente da mettere in relazione con la ridotta consistenza del dataset di intensità  mentre per gli altri con la possibile molteplicità  delle sorgenti sismogenetiche. Anche l'analisi bootstrap ha messo in evidenza, in alcuni casi, le possibili asimmetrie nelle distribuzioni di alcuni parametri (ad es. l'azimut della possibile struttura), che potrebbero suggerire meccanismi di rottura su pi๠faglie distinte.
2009
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-324823