Sorta in prossimità dell?attraversamento della via Appia sul fiume Liri/Garigliano, Minturnae occupava una tappa obbligata nei percorsi terrestri costieri tra Roma e la Campania. Fin dagli scavi della prima metà del Novecento, gli studi sul sito hanno rivolto la loro attenzione principalmente alla fase repubblicana e alto e medio-imperiale: questa ricerca si propone di indagarne le ultime fasi di vita, dall?età tetrarchica al suo abbandono (secc. III-VI). Pur senza trascurare le fonti letterarie e la documentazione epigrafica, il presente lavoro si ਠconcentrato sulla documentazione numismatica, in considerazione del rilievo assoluto che la moneta mostra in ambiente urbano e suburbano in termini di entità e continuità delle evidenze, nonchà© per la sua straordinaria pregnanza sul piano storico pi๠generale del territorio minturnense. Il primo capitolo, suddiviso in tre paragrafi, delinea il quadro storico-archeologico del sito e la storia degli studi. Nel I paragrafo ਠintrodotto il dibattito storiografico legato alla città tardo-antica e alle sue condizioni di vitalità , sia sotto un profilo istituzionale, monumentale e topografico, sia sotto un profilo economico, culturale e religioso. Nel II paragrafo ਠtracciata la storia degli studi del sito: sono censite e confrontate tutte le descrizioni elaborate in opere antiquarie dall?età umanistica all?800, per descrivere quindi le campagne di scavo del XIX e XX secolo. Nel III paragrafo ਠdelineato il quadro archeologico e topografico di Minturnae, sia in riferimento al centro monumentale che al territorio: sulla base delle fonti letterarie ed epigrafiche e sulla scorta della storiografia archeologica ਠtracciato un quadro delle condizioni del sito nei secoli di riferimento (fine III-VI), con un censimento delle evidenze archeologiche del territorio e la cronologia di abbandono degli insediamenti documentati, al fine di valutarne i segnali delle dinamiche demografiche. Alla luce delle relazioni di scavo delle campagne subacquee svolte tra il 1966 e il 1981, ਠquindi preso in esame il contesto fluviale, limitatamente al tratto intersecante l?antica percorrenza della via Appia, in corrispondenza del quale ਠstata rinvenuta parte preponderante della documentazione numismatica, e alla foce. Il secondo capitolo affronta uno studio analitico della documentazione monetale. Lo studio dei materiali numismatici ਠstato preceduto da una personale e sistematica ricognizione delle monete conservate nell?Antiquarium dell?area archeologica di Minturnae (Marina di Minturno), basata sul controllo autoptico dei materiali, e da un censimento dei reperti editi in passato, parte dei quali ਠoggi dispersa. In totale ਠstata raccolta documentazione relativa a 3.035 monete, per la parte conservata nell?Antiquarium di Minturnae (2.052) edite solo in forma sommaria, e prive di qualunque riferimento inventariale, dei dati ponderali e di riproduzioni fotografiche. Questa parte della ricerca si ਠconcretizzata in una banca dati, su archivio informatico organizzato con riferimento alla scheda numismatica dell?ICCD (pubblicata sul sito web del Ministero BBCC), scheda che ਠstata opportunamente modificata per rispondere alle esigenze di carattere scientifico e conoscitivo oltre che a quelle di tipo catalografico. Suddiviso in nove paragrafi, il capitolo esamina i reperti numismatici suddividendoli per segmenti cronologici significativi, in riflesso delle successioni dinastiche e delle riforme monetarie intercorse nel tempo, dalla fine del III secolo alla metà del VI. Ogni paragrafo (e sub-paragrafo) valuta la percentuale di attestazione dei nominali e delle serie nei diversi contesti (Garigliano, nucleo oggetto di sequestro, scavi nel centro monumentale, ripostiglio), l?indice di occorrenza delle autorità emittenti e delle zecche di provenienza, al fine di stimare le aree di approvvigionamento della moneta e le dinamiche della sua circolazione. In ogni periodo ਠstata riscontrata la prevalenza di una o di alcune delle autorità emittenti rispetto al quadro complessivo; l?attestazione delle zecche ha fatto emergere una generale predominanza di Roma, cui si affiancano emissioni di altre zecche occidentali e di zecche orientali. Per le serie prevalenti, documentate dal maggior numero di esemplari e in cui si canalizzava buona parte della circolazione, ਠstata svolta un?indagine specifica delle zecche ricorrenti, al fine di stimare se vi siano serie provenienti prevalentemente o specificamente da una precisa area dell?impero. Per ogni segmento cronologico ਠstata stimata la curva ponderale complessiva del circolante, per studiare quali nominali fossero principalmente presenti nella circolazione, e come la ricorrenza di questi muti nel tempo. Alla pluralità di zecche, dislocate nell?impero sia in Occidente che in Oriente, riscontrate nell?afflusso monetale di IV secolo, segue nel V un accentramento della produzione enea nella zecca di Roma. In appendice al V secolo si inseriscono alcune decine di reperti di produzione non ufficiale o non romana, con serie protovandale e vandale riscontrate già in altri centri constieri come Porto; produzioni conosciute nei caratteri generali ma non sempre ordinate sistematicamente, che mostrano tipi semplici e non sempre imitativi di modelli ufficiali. Ogni aspetto ਠesplicato anche con elaborazioni grafiche, con l?uso di istogrammi e grafici a torta. Il terzo capitolo esamina la circolazione, in una valutazione qualitativa e quantitativa del numerario. Suddiviso in due paragrafi, il capitolo affronta in un quadro complessivo l?evoluzione del flusso monetario nel sito secondo partizioni cronologiche rilevanti (fine III-fine IV; fine IV-metà VI), al fine di indagare le variazioni dell?indice annuo di attestazione del numerario superstite e la sua distribuzione nei nominali documentati. In appendice ਠil Catalogo delle monete dalla Tetrarchia all?abbandono del sito conservate nell?Antiquarium di Minturnae (Marina di Minturno, LT). In una prospettiva finalizzata ad apportare un contributo alla ricostruzione storica del sito e del suo territorio, il dato numismatico si inserisce, con la documentazione letteraria, epigrafica e archeologica, in un quadro complesso, orientato ad una conoscenza pi๠chiara delle strutture insediative e dei loro rapporti di interazione con le testimonianze della cultura materiale, in uno studio areale inteso a definire in senso diacronico l?attestazione della moneta e la sua la distribuzione nel territorio. Lo scopo ਠstato quello di acquisire nuovi, indispensabili spunti alla riflessione storica sull?assetto politico-istituzionale ed economico della città fino al VI secolo. Lo studio ha peraltro cercato di definire con maggior dettaglio, anche in senso cronologico, le fasi di affermazione e consolidamento, poi di crisi, della gestione del territorio di Minturnae. Sul piano metodologico, le tecniche di indagine della ricerca numismatica (studio delle serie e delle curve ponderali) sono state coniugate con le modalità della classificazione archeologica, tendente alla ricostruzione dei contesti funzionali specifici e alla elaborazione statistica dei dati quantitativi.
Flussi monetari e circolazione in età tardo antica, il caso di Minturnae (III-VI sec.).
2016
Abstract
Sorta in prossimità dell?attraversamento della via Appia sul fiume Liri/Garigliano, Minturnae occupava una tappa obbligata nei percorsi terrestri costieri tra Roma e la Campania. Fin dagli scavi della prima metà del Novecento, gli studi sul sito hanno rivolto la loro attenzione principalmente alla fase repubblicana e alto e medio-imperiale: questa ricerca si propone di indagarne le ultime fasi di vita, dall?età tetrarchica al suo abbandono (secc. III-VI). Pur senza trascurare le fonti letterarie e la documentazione epigrafica, il presente lavoro si ਠconcentrato sulla documentazione numismatica, in considerazione del rilievo assoluto che la moneta mostra in ambiente urbano e suburbano in termini di entità e continuità delle evidenze, nonchà© per la sua straordinaria pregnanza sul piano storico pi๠generale del territorio minturnense. Il primo capitolo, suddiviso in tre paragrafi, delinea il quadro storico-archeologico del sito e la storia degli studi. Nel I paragrafo ਠintrodotto il dibattito storiografico legato alla città tardo-antica e alle sue condizioni di vitalità , sia sotto un profilo istituzionale, monumentale e topografico, sia sotto un profilo economico, culturale e religioso. Nel II paragrafo ਠtracciata la storia degli studi del sito: sono censite e confrontate tutte le descrizioni elaborate in opere antiquarie dall?età umanistica all?800, per descrivere quindi le campagne di scavo del XIX e XX secolo. Nel III paragrafo ਠdelineato il quadro archeologico e topografico di Minturnae, sia in riferimento al centro monumentale che al territorio: sulla base delle fonti letterarie ed epigrafiche e sulla scorta della storiografia archeologica ਠtracciato un quadro delle condizioni del sito nei secoli di riferimento (fine III-VI), con un censimento delle evidenze archeologiche del territorio e la cronologia di abbandono degli insediamenti documentati, al fine di valutarne i segnali delle dinamiche demografiche. Alla luce delle relazioni di scavo delle campagne subacquee svolte tra il 1966 e il 1981, ਠquindi preso in esame il contesto fluviale, limitatamente al tratto intersecante l?antica percorrenza della via Appia, in corrispondenza del quale ਠstata rinvenuta parte preponderante della documentazione numismatica, e alla foce. Il secondo capitolo affronta uno studio analitico della documentazione monetale. Lo studio dei materiali numismatici ਠstato preceduto da una personale e sistematica ricognizione delle monete conservate nell?Antiquarium dell?area archeologica di Minturnae (Marina di Minturno), basata sul controllo autoptico dei materiali, e da un censimento dei reperti editi in passato, parte dei quali ਠoggi dispersa. In totale ਠstata raccolta documentazione relativa a 3.035 monete, per la parte conservata nell?Antiquarium di Minturnae (2.052) edite solo in forma sommaria, e prive di qualunque riferimento inventariale, dei dati ponderali e di riproduzioni fotografiche. Questa parte della ricerca si ਠconcretizzata in una banca dati, su archivio informatico organizzato con riferimento alla scheda numismatica dell?ICCD (pubblicata sul sito web del Ministero BBCC), scheda che ਠstata opportunamente modificata per rispondere alle esigenze di carattere scientifico e conoscitivo oltre che a quelle di tipo catalografico. Suddiviso in nove paragrafi, il capitolo esamina i reperti numismatici suddividendoli per segmenti cronologici significativi, in riflesso delle successioni dinastiche e delle riforme monetarie intercorse nel tempo, dalla fine del III secolo alla metà del VI. Ogni paragrafo (e sub-paragrafo) valuta la percentuale di attestazione dei nominali e delle serie nei diversi contesti (Garigliano, nucleo oggetto di sequestro, scavi nel centro monumentale, ripostiglio), l?indice di occorrenza delle autorità emittenti e delle zecche di provenienza, al fine di stimare le aree di approvvigionamento della moneta e le dinamiche della sua circolazione. In ogni periodo ਠstata riscontrata la prevalenza di una o di alcune delle autorità emittenti rispetto al quadro complessivo; l?attestazione delle zecche ha fatto emergere una generale predominanza di Roma, cui si affiancano emissioni di altre zecche occidentali e di zecche orientali. Per le serie prevalenti, documentate dal maggior numero di esemplari e in cui si canalizzava buona parte della circolazione, ਠstata svolta un?indagine specifica delle zecche ricorrenti, al fine di stimare se vi siano serie provenienti prevalentemente o specificamente da una precisa area dell?impero. Per ogni segmento cronologico ਠstata stimata la curva ponderale complessiva del circolante, per studiare quali nominali fossero principalmente presenti nella circolazione, e come la ricorrenza di questi muti nel tempo. Alla pluralità di zecche, dislocate nell?impero sia in Occidente che in Oriente, riscontrate nell?afflusso monetale di IV secolo, segue nel V un accentramento della produzione enea nella zecca di Roma. In appendice al V secolo si inseriscono alcune decine di reperti di produzione non ufficiale o non romana, con serie protovandale e vandale riscontrate già in altri centri constieri come Porto; produzioni conosciute nei caratteri generali ma non sempre ordinate sistematicamente, che mostrano tipi semplici e non sempre imitativi di modelli ufficiali. Ogni aspetto ਠesplicato anche con elaborazioni grafiche, con l?uso di istogrammi e grafici a torta. Il terzo capitolo esamina la circolazione, in una valutazione qualitativa e quantitativa del numerario. Suddiviso in due paragrafi, il capitolo affronta in un quadro complessivo l?evoluzione del flusso monetario nel sito secondo partizioni cronologiche rilevanti (fine III-fine IV; fine IV-metà VI), al fine di indagare le variazioni dell?indice annuo di attestazione del numerario superstite e la sua distribuzione nei nominali documentati. In appendice ਠil Catalogo delle monete dalla Tetrarchia all?abbandono del sito conservate nell?Antiquarium di Minturnae (Marina di Minturno, LT). In una prospettiva finalizzata ad apportare un contributo alla ricostruzione storica del sito e del suo territorio, il dato numismatico si inserisce, con la documentazione letteraria, epigrafica e archeologica, in un quadro complesso, orientato ad una conoscenza pi๠chiara delle strutture insediative e dei loro rapporti di interazione con le testimonianze della cultura materiale, in uno studio areale inteso a definire in senso diacronico l?attestazione della moneta e la sua la distribuzione nel territorio. Lo scopo ਠstato quello di acquisire nuovi, indispensabili spunti alla riflessione storica sull?assetto politico-istituzionale ed economico della città fino al VI secolo. Lo studio ha peraltro cercato di definire con maggior dettaglio, anche in senso cronologico, le fasi di affermazione e consolidamento, poi di crisi, della gestione del territorio di Minturnae. Sul piano metodologico, le tecniche di indagine della ricerca numismatica (studio delle serie e delle curve ponderali) sono state coniugate con le modalità della classificazione archeologica, tendente alla ricostruzione dei contesti funzionali specifici e alla elaborazione statistica dei dati quantitativi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/325738
URN:NBN:IT:BNCF-325738