La tesi si articola nei seguenti 3 articoli, che rappresentano anche i 3 capitoli principali: 1. Asymmetric Information in the Credit Market and Unemployment Benefit as a Screening Device, 2. Redistribution as a Device for Total Screening in a Credit Market with Adverse Selection, 3. Moral Hazard in the Credit Market: the Case of Labor-Managed Firms in Italy after the Law n. 142/2001. La tesi inoltre comprende un 4à,° articolo supplementare, ࢠHow Trade Unions Promote Cooperation among Workersࢠ, scritto sempre durante il dottorato di ricerca, ma su un argomento diverso rispetto a quello dei primi 3. Il primo articolo riprende e sviluppa la tesi finale scritta per il conseguimento del Master in Economics presso lࢠUniversitàƒ di Louvain la Neuve. Lࢠarticolo parte dallࢠanalisi principale-agente nel caso di asimmetrie informative nel mercato del credito. Il modello di riferimento àƒ¨ il classico Stiglitz e Weiss (1981) nel caso di adverse selection. I due autori hanno dimostrato come il razionamento puàƒ² facilmente verificarsi in mercati (quello del credito àƒ¨ uno dei possibili esempi) dove ogni contraente ha un diverso grado di conoscenza rispetto alla controparte sui vari aspetti del contratto. Per evitare il razionamento del credito, e pertanto un piàƒ¹ lento sviluppo dellࢠattivitàƒ imprenditoriale (specialmente in aree meno industrializzate), alcuni autori hanno proposto (alle autoritàƒ istituzionali) interventi mirati ad alleviare i problemi legati alle asimmetrie informative. Mankiw (1986), ad esempio, suggerisce che i trasferimenti pubblici, sotto forma di sussidio allࢠinvestimento, possono generare miglioramenti nella soluzione di mercato. De Meza e Webb (1987), dimostrano come invece una tassa sugli investimenti puàƒ² essere un modo per evitare il sovra-investimento da loro immaginato. Stranamente, pochi altri articoli investigano sui possibili interventi volti ad evitare il razionamento del credito. Uno di questi àƒ¨ Minelli e Modica (2003) i quali ricordano che la disponibilitàƒ di collaterale àƒ¨ lo strumento piàƒ¹ efficace per segnalare la qualitàƒ dei progetti imprenditoriali. Pertanto, nel caso in cui i potenziali imprenditori non abbiano il collaterale sufficiente per segnalarsi, lo Stato dovrebbe intervenire fornendo alle imprese direttamente la somma necessaria. I 2 autori confrontano poi il costo della policy con i costi generati dalle 2 forme di intervento piàƒ¹ conosciute e utilizzate dai governi: il sussidio al tasso di interesse e il sussidio allࢠinvestimento. Minelli e Modica concludono dimostrando che la loro proposta ha, cosàƒ¬ come il sussidio al tasso di interesse, il costo piàƒ¹ basso possibile per le autoritàƒ . Sfortunatamente, peràƒ², i 3 interventi di policy citati da Minelli e Modica producono equilibri di pooling, cioàƒ¨ dove tutti i ࢠtipiࢠdi impresa (ࢠbuoniࢠo ࢠcattiviࢠ) vengono finanziati. Questo non àƒ¨ un bene per la societàƒ nel caso in cui le imprese ࢠcattiveࢠhanno un valore netto minore di zero (vale a dire il loro output finale àƒ¨ piàƒ¹ basso delle risorse utilizzate). Nel primo articolo della tesi, si dimostra come un sussidio di disoccupazione offerto ai potenziali imprenditori, puàƒ² rendere meno conveniente la possibilitàƒ di chiedere un prestito per le imprese che hanno progetti scadenti. Il contributo principale dellࢠarticolo sta nellࢠanalisi del rapporto tra inefficienze riscontrate in un mercato (del credito) e le possibili soluzioni generate focalizzando lࢠattenzione su altri mercati apparentemente lontani. Il sussidio di disoccupazione produce equilibri separating, cioàƒ¨ dove solo le imprese ࢠbuoneࢠchiedono un prestito. Inoltre (anche se non àƒ¨ essenziale confrontare i costi di interventi che producono un risultato diverso in termini di imprese finanziate), lࢠintervento proposto in genere costa meno delle altre alternative di policy. Il secondo articolo immagina uno scenario solo leggermente diverso rispetto al primo articolo. Invece di analizzare le interdipendenze tra mercati, il modello descrive i risultati di una redistribuzione del reddito iniziale di tutti i potenziali imprenditori. Se non tutte le potenziali imprese hanno il livello di collaterale richiesto dalle banche per classificare i ࢠtipiࢠdi impresa, le redistribuzione puàƒ² essere un mezzo efficace per garantire a tutti il livello necessario. Solo nel caso in cui la ricchezza iniziale totale non àƒ¨ sufficiente a garantire lo stesso ammontare di collaterale per ogni potenziale impresa, lࢠautoritàƒ pubblica àƒ¨ chiamata ad intervenire con i propri fondi. Il modello produce ancora una volta equilibri di separating con le imprese ࢠcattiveࢠfuori dal mercato del credito per ࢠpauraࢠdi perdere il nuovo capitale a disposizione. Il costo della policy risulta in genere piàƒ¹ basso di quello di altre possibili alternative. Inoltre, quando lࢠoutput totale prodotto da tutte (e solo) le imprese ࢠbuoneà¢ àƒ¨ tale da potere rimborsare gli agenti che inizialmente possedevano piàƒ¹ del reddito ࢠegalitarioࢠottenuto dopo lࢠintervento, ࢠsvanisconoࢠi giudizi negativi sullࢠeffetto delle redistribuzioni sugli incentivi alla produzione e sulla pareto efficienza.. Il terzo articolo analizza il rapporto tra la legge e i risultati economici prodotti da questa. Il modello confronta il problema di moral hazard che puàƒ² verificarsi nel caso in cui una banca, per fondi limitati, puàƒ² scegliere di finanziare una cooperativa di lavoro (LMF) oppure unࢠimpresa tradizionale (PMF). Comà¢ àƒ¨ noto, la legge n. 142 del 2001 ha equiparato la posizione del socio e del lavoratore subordinato nelle cooperative di lavoro ai sensi della legge fallimentare. Come conseguenza le cooperative sono diventate meno competitive, dal punto di vista dei finanziatori, perchàƒ© la posizione dei soci in caso di fallimento àƒ¨ adesso piàƒ¹ forte. In altre parole, durante un procedura di liquidazione, le banche possono essere soddisfatte sui beni mobili dellࢠimpresa fallita solo dopo i crediti di lavoro subordinato. Ciàƒ² acuisce il problema di moral hazard per le cooperative riguardo al livello di sforzo applicato da ogni socio. Infatti, gli imprenditori-lavoratori di una LMF avranno meno incentivo allo sforzo rispetto a quelli che guidano una PMF se, in caso di fallimento, riescono a recuperare il loro compenso direzionale oltre a quello eventuale di lavoro subordinato. Lࢠarticolo si aggiunge a quella parte della letteratura economica che investiga sullࢠeffettiva efficienza di un sistema di imprese di tipo LMF. Il contributo principale riguarda lࢠanalisi della relazione che puàƒ² sussistere tra provvedimenti legislativi e asimmetrie informative nel mercato del credito. Il modello dimostra come una riforma della legislazione in materia fallimentare potrebbe essere sufficiente ad alleviare il problema di moral hazard sofferto dalle banche nei confronti degli imprenditori LMF. Questi ultimi possono effettivamente accrescere la loro reputazione di ࢠbuoni debitoriࢠe produrre infine un output non necessariamente minore rispetto alle imprese PMF. Lࢠarticolo supplementare studia una delle possibili spiegazioni della presenza dei sindacati nel mercato del lavoro. Ciàƒ² che potrebbe sembrare una rigiditàƒ nei livelli salariali, puàƒ² in realtàƒ essere il risultato di un gioco cooperativo tra i membri di un sindacato. Lࢠarticolo spiega come un sindacato, riducendo la varianza del reddito atteso per ogni iscritto, produce un benefico effetto assicurativo. Il sindacato, in effetti, chiede una tassa di iscrizione agli occupati (riducendo il salario) e fornisce un sussidio, sotto varie forme, per i disoccupati (aumentando il salario di riserva).

Policy interventions in a credit market with imperfect information

2006

Abstract

La tesi si articola nei seguenti 3 articoli, che rappresentano anche i 3 capitoli principali: 1. Asymmetric Information in the Credit Market and Unemployment Benefit as a Screening Device, 2. Redistribution as a Device for Total Screening in a Credit Market with Adverse Selection, 3. Moral Hazard in the Credit Market: the Case of Labor-Managed Firms in Italy after the Law n. 142/2001. La tesi inoltre comprende un 4à,° articolo supplementare, ࢠHow Trade Unions Promote Cooperation among Workersࢠ, scritto sempre durante il dottorato di ricerca, ma su un argomento diverso rispetto a quello dei primi 3. Il primo articolo riprende e sviluppa la tesi finale scritta per il conseguimento del Master in Economics presso lࢠUniversitàƒ di Louvain la Neuve. Lࢠarticolo parte dallࢠanalisi principale-agente nel caso di asimmetrie informative nel mercato del credito. Il modello di riferimento àƒ¨ il classico Stiglitz e Weiss (1981) nel caso di adverse selection. I due autori hanno dimostrato come il razionamento puàƒ² facilmente verificarsi in mercati (quello del credito àƒ¨ uno dei possibili esempi) dove ogni contraente ha un diverso grado di conoscenza rispetto alla controparte sui vari aspetti del contratto. Per evitare il razionamento del credito, e pertanto un piàƒ¹ lento sviluppo dellࢠattivitàƒ imprenditoriale (specialmente in aree meno industrializzate), alcuni autori hanno proposto (alle autoritàƒ istituzionali) interventi mirati ad alleviare i problemi legati alle asimmetrie informative. Mankiw (1986), ad esempio, suggerisce che i trasferimenti pubblici, sotto forma di sussidio allࢠinvestimento, possono generare miglioramenti nella soluzione di mercato. De Meza e Webb (1987), dimostrano come invece una tassa sugli investimenti puàƒ² essere un modo per evitare il sovra-investimento da loro immaginato. Stranamente, pochi altri articoli investigano sui possibili interventi volti ad evitare il razionamento del credito. Uno di questi àƒ¨ Minelli e Modica (2003) i quali ricordano che la disponibilitàƒ di collaterale àƒ¨ lo strumento piàƒ¹ efficace per segnalare la qualitàƒ dei progetti imprenditoriali. Pertanto, nel caso in cui i potenziali imprenditori non abbiano il collaterale sufficiente per segnalarsi, lo Stato dovrebbe intervenire fornendo alle imprese direttamente la somma necessaria. I 2 autori confrontano poi il costo della policy con i costi generati dalle 2 forme di intervento piàƒ¹ conosciute e utilizzate dai governi: il sussidio al tasso di interesse e il sussidio allࢠinvestimento. Minelli e Modica concludono dimostrando che la loro proposta ha, cosàƒ¬ come il sussidio al tasso di interesse, il costo piàƒ¹ basso possibile per le autoritàƒ . Sfortunatamente, peràƒ², i 3 interventi di policy citati da Minelli e Modica producono equilibri di pooling, cioàƒ¨ dove tutti i ࢠtipiࢠdi impresa (ࢠbuoniࢠo ࢠcattiviࢠ) vengono finanziati. Questo non àƒ¨ un bene per la societàƒ nel caso in cui le imprese ࢠcattiveࢠhanno un valore netto minore di zero (vale a dire il loro output finale àƒ¨ piàƒ¹ basso delle risorse utilizzate). Nel primo articolo della tesi, si dimostra come un sussidio di disoccupazione offerto ai potenziali imprenditori, puàƒ² rendere meno conveniente la possibilitàƒ di chiedere un prestito per le imprese che hanno progetti scadenti. Il contributo principale dellࢠarticolo sta nellࢠanalisi del rapporto tra inefficienze riscontrate in un mercato (del credito) e le possibili soluzioni generate focalizzando lࢠattenzione su altri mercati apparentemente lontani. Il sussidio di disoccupazione produce equilibri separating, cioàƒ¨ dove solo le imprese ࢠbuoneࢠchiedono un prestito. Inoltre (anche se non àƒ¨ essenziale confrontare i costi di interventi che producono un risultato diverso in termini di imprese finanziate), lࢠintervento proposto in genere costa meno delle altre alternative di policy. Il secondo articolo immagina uno scenario solo leggermente diverso rispetto al primo articolo. Invece di analizzare le interdipendenze tra mercati, il modello descrive i risultati di una redistribuzione del reddito iniziale di tutti i potenziali imprenditori. Se non tutte le potenziali imprese hanno il livello di collaterale richiesto dalle banche per classificare i ࢠtipiࢠdi impresa, le redistribuzione puàƒ² essere un mezzo efficace per garantire a tutti il livello necessario. Solo nel caso in cui la ricchezza iniziale totale non àƒ¨ sufficiente a garantire lo stesso ammontare di collaterale per ogni potenziale impresa, lࢠautoritàƒ pubblica àƒ¨ chiamata ad intervenire con i propri fondi. Il modello produce ancora una volta equilibri di separating con le imprese ࢠcattiveࢠfuori dal mercato del credito per ࢠpauraࢠdi perdere il nuovo capitale a disposizione. Il costo della policy risulta in genere piàƒ¹ basso di quello di altre possibili alternative. Inoltre, quando lࢠoutput totale prodotto da tutte (e solo) le imprese ࢠbuoneà¢ àƒ¨ tale da potere rimborsare gli agenti che inizialmente possedevano piàƒ¹ del reddito ࢠegalitarioࢠottenuto dopo lࢠintervento, ࢠsvanisconoࢠi giudizi negativi sullࢠeffetto delle redistribuzioni sugli incentivi alla produzione e sulla pareto efficienza.. Il terzo articolo analizza il rapporto tra la legge e i risultati economici prodotti da questa. Il modello confronta il problema di moral hazard che puàƒ² verificarsi nel caso in cui una banca, per fondi limitati, puàƒ² scegliere di finanziare una cooperativa di lavoro (LMF) oppure unࢠimpresa tradizionale (PMF). Comà¢ àƒ¨ noto, la legge n. 142 del 2001 ha equiparato la posizione del socio e del lavoratore subordinato nelle cooperative di lavoro ai sensi della legge fallimentare. Come conseguenza le cooperative sono diventate meno competitive, dal punto di vista dei finanziatori, perchàƒ© la posizione dei soci in caso di fallimento àƒ¨ adesso piàƒ¹ forte. In altre parole, durante un procedura di liquidazione, le banche possono essere soddisfatte sui beni mobili dellࢠimpresa fallita solo dopo i crediti di lavoro subordinato. Ciàƒ² acuisce il problema di moral hazard per le cooperative riguardo al livello di sforzo applicato da ogni socio. Infatti, gli imprenditori-lavoratori di una LMF avranno meno incentivo allo sforzo rispetto a quelli che guidano una PMF se, in caso di fallimento, riescono a recuperare il loro compenso direzionale oltre a quello eventuale di lavoro subordinato. Lࢠarticolo si aggiunge a quella parte della letteratura economica che investiga sullࢠeffettiva efficienza di un sistema di imprese di tipo LMF. Il contributo principale riguarda lࢠanalisi della relazione che puàƒ² sussistere tra provvedimenti legislativi e asimmetrie informative nel mercato del credito. Il modello dimostra come una riforma della legislazione in materia fallimentare potrebbe essere sufficiente ad alleviare il problema di moral hazard sofferto dalle banche nei confronti degli imprenditori LMF. Questi ultimi possono effettivamente accrescere la loro reputazione di ࢠbuoni debitoriࢠe produrre infine un output non necessariamente minore rispetto alle imprese PMF. Lࢠarticolo supplementare studia una delle possibili spiegazioni della presenza dei sindacati nel mercato del lavoro. Ciàƒ² che potrebbe sembrare una rigiditàƒ nei livelli salariali, puàƒ² in realtàƒ essere il risultato di un gioco cooperativo tra i membri di un sindacato. Lࢠarticolo spiega come un sindacato, riducendo la varianza del reddito atteso per ogni iscritto, produce un benefico effetto assicurativo. Il sindacato, in effetti, chiede una tassa di iscrizione agli occupati (riducendo il salario) e fornisce un sussidio, sotto varie forme, per i disoccupati (aumentando il salario di riserva).
2006
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:BNCF-326093