Non di rado, le vicende del movimento nazionale palestinese sono state rappresentate attraverso le lenti della pubblicistica israeliana o di quella storiografia occidentale ancora legata a una percezione orientalista degli arabi. La presente ricerca trae motivazione dalla scarsità di studi sull'evoluzione del pensiero politico palestinese e sul ruolo che i palestinesi stessi hanno giocato nella formazione del Medio Oriente contemporaneo. L'analisi si concentra sul periodo storico nel quale si sviluppa il dibattito sull'idea di Stato democratico, che diventa l'obiettivo strategico del Movimento di resistenza palestinese (MRP): dalla guerra del giugno 1967 al dodicesimo Consiglio Nazionale Palestinese (CNP), svoltosi al Cairo nel giugno 1974. Il periodo successivo alla guerra del 1967 sancisce il consolidamento delle principali organizzazioni di resistenza - il Movimento Palestinese di Liberazione Nazionale Fatah, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (FPLP), e il Fronte Democratico Popolare di Liberazione della Palestina (FDPLP) - affrancate della tutela degli stati arabi, in grado di prendere l'iniziativa nella lotta di liberazione e punto di riferimento per i movimenti popolari e rivoluzionari arabi. La grande euforia per la rinascita nazionale e per il nuovo protagonismo politico dei palestinesi ਠaffiancata da un periodo di effervescenza culturale e di elaborazione ideologica stimolata dal clima di forte competizione per la guida del MRP. La proposta di Stato democratico, vivacemente dibattuta e ufficialmente adottata nel 1971 durante l'ottavo CNP, rappresenta una svolta storica nel pensiero politico palestinese di resistenza: per la prima volta dalla Nakba si chiarisce la differenza tra sionismo e giudaismo, si accetta la presenza di milioni di ebrei sul suolo della Palestina, si propone l'idea di una società progressista e non settaria dove i coloni ebraici avrebbero avuto gli stessi diritti di cittadinanza degli arabi palestinesi indigeni. Qual'ਠil contribuito del pensiero palestinese di resistenza nel pensiero arabo contemporaneo? Quali sono le idee, le motivazioni, la visione del mondo delle principali organizzazioni del MRP? Quali sono le caratteristiche principali della proposta di Stato democratico, considerato dall'OLP obiettivo strategico della lotta di liberazione? Qual ਠla sua rilevanza storica? Nel tentativo di rispondere a questi interrogativi, la presente ricerca analizza l'evoluzione del pensiero politico del MRP e, nello specifico, il dibattito sullo Stato democratico portato avanti dalle principali organizzazioni di resistenza tra il 1967 e il 1974. La ricerca si propone di valutare il ruolo dell'idea di Stato democratico nella riconsiderazione della natura e dei fini della lotta di liberazione, nel cambiamento di identità del MRP e nella creazione di una nuova percezione del nemico. Per comprendere il significato che ogni organizzazione attribuisce all'idea di Stato democratico bisogna prima di tutto esaminare i testi politici fondamentali elaborati dai vari gruppi combattenti tra la guerra del 1967 e l'espulsione dalla Giordania nel 1971. In questo modo si cercherà di capire chi sono gli autori dei testi politici, quale ਠla loro formazione culturale, i valori di riferimento, gli obiettivi politici. Questo ਠin sostanza l'obiettivo del primo capitolo. Dopo aver delineato le caratteristiche fondamentali del pensiero palestinese di resistenza, il secondo e il terzo capitolo ricostruiscono il dibattito sullo Stato democratico dall'elaborazione iniziale, nella seconda metà del 1968, fino alla svolta programmatica del dodicesimo CNP, nel giugno 1974, durante il quale l'OLP adotta un programma di liberazione per fasi che prevede, come obiettivo intermedio della lotta, la creazione di un'autorità nazionale palestinese indipendente su ogni parte di territorio liberata. Mentre il secondo capitolo si concentra maggiormente sull'analisi concettuale e lessicale dei testi e delle dichiarazioni sullo Stato democratico e sull'evoluzione del dibattito strettamente interno a Fatah, al FPLP e al FDPLP, il terzo capitolo prende in considerazione le radicali trasformazioni intervenute sulla scena mediorientale tra il "Settembre nero" in Giordania e la guerra dell'ottobre 1973, che inducono l'OLP ad intraprendere dei cambiamenti strutturali e programmatici tali da alterare la natura e i fini della lotta di liberazione. Il corpus principale di fonti primarie ਠcostituito dai testi politici dell'OLP (i documenti e le dichiarazioni delle sue istituzioni e dei suoi rappresentanti) e delle principali organizzazioni di resistenza (i congressi e i rapporti politici, gli opuscoli per la circolazione interna e quelli per la diffusione all'estero, i periodici, le dichiarazioni dei dirigenti). Oltre alle pubblicazioni ufficiali, un'altra categoria di fonti primarie comprende i libri, gli articoli e gli interventi sullo Stato democratico di personalità palestinesi o membri di organizzazioni del MRP fatti a titolo personale, e le interviste agli esponenti politici, agli intellettuali e alle personalità coinvolte nel dibattito.
L'idea di stato democratico nel pensiero politico del movimento di resistenza palestinese.
2013
Abstract
Non di rado, le vicende del movimento nazionale palestinese sono state rappresentate attraverso le lenti della pubblicistica israeliana o di quella storiografia occidentale ancora legata a una percezione orientalista degli arabi. La presente ricerca trae motivazione dalla scarsità di studi sull'evoluzione del pensiero politico palestinese e sul ruolo che i palestinesi stessi hanno giocato nella formazione del Medio Oriente contemporaneo. L'analisi si concentra sul periodo storico nel quale si sviluppa il dibattito sull'idea di Stato democratico, che diventa l'obiettivo strategico del Movimento di resistenza palestinese (MRP): dalla guerra del giugno 1967 al dodicesimo Consiglio Nazionale Palestinese (CNP), svoltosi al Cairo nel giugno 1974. Il periodo successivo alla guerra del 1967 sancisce il consolidamento delle principali organizzazioni di resistenza - il Movimento Palestinese di Liberazione Nazionale Fatah, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (FPLP), e il Fronte Democratico Popolare di Liberazione della Palestina (FDPLP) - affrancate della tutela degli stati arabi, in grado di prendere l'iniziativa nella lotta di liberazione e punto di riferimento per i movimenti popolari e rivoluzionari arabi. La grande euforia per la rinascita nazionale e per il nuovo protagonismo politico dei palestinesi ਠaffiancata da un periodo di effervescenza culturale e di elaborazione ideologica stimolata dal clima di forte competizione per la guida del MRP. La proposta di Stato democratico, vivacemente dibattuta e ufficialmente adottata nel 1971 durante l'ottavo CNP, rappresenta una svolta storica nel pensiero politico palestinese di resistenza: per la prima volta dalla Nakba si chiarisce la differenza tra sionismo e giudaismo, si accetta la presenza di milioni di ebrei sul suolo della Palestina, si propone l'idea di una società progressista e non settaria dove i coloni ebraici avrebbero avuto gli stessi diritti di cittadinanza degli arabi palestinesi indigeni. Qual'ਠil contribuito del pensiero palestinese di resistenza nel pensiero arabo contemporaneo? Quali sono le idee, le motivazioni, la visione del mondo delle principali organizzazioni del MRP? Quali sono le caratteristiche principali della proposta di Stato democratico, considerato dall'OLP obiettivo strategico della lotta di liberazione? Qual ਠla sua rilevanza storica? Nel tentativo di rispondere a questi interrogativi, la presente ricerca analizza l'evoluzione del pensiero politico del MRP e, nello specifico, il dibattito sullo Stato democratico portato avanti dalle principali organizzazioni di resistenza tra il 1967 e il 1974. La ricerca si propone di valutare il ruolo dell'idea di Stato democratico nella riconsiderazione della natura e dei fini della lotta di liberazione, nel cambiamento di identità del MRP e nella creazione di una nuova percezione del nemico. Per comprendere il significato che ogni organizzazione attribuisce all'idea di Stato democratico bisogna prima di tutto esaminare i testi politici fondamentali elaborati dai vari gruppi combattenti tra la guerra del 1967 e l'espulsione dalla Giordania nel 1971. In questo modo si cercherà di capire chi sono gli autori dei testi politici, quale ਠla loro formazione culturale, i valori di riferimento, gli obiettivi politici. Questo ਠin sostanza l'obiettivo del primo capitolo. Dopo aver delineato le caratteristiche fondamentali del pensiero palestinese di resistenza, il secondo e il terzo capitolo ricostruiscono il dibattito sullo Stato democratico dall'elaborazione iniziale, nella seconda metà del 1968, fino alla svolta programmatica del dodicesimo CNP, nel giugno 1974, durante il quale l'OLP adotta un programma di liberazione per fasi che prevede, come obiettivo intermedio della lotta, la creazione di un'autorità nazionale palestinese indipendente su ogni parte di territorio liberata. Mentre il secondo capitolo si concentra maggiormente sull'analisi concettuale e lessicale dei testi e delle dichiarazioni sullo Stato democratico e sull'evoluzione del dibattito strettamente interno a Fatah, al FPLP e al FDPLP, il terzo capitolo prende in considerazione le radicali trasformazioni intervenute sulla scena mediorientale tra il "Settembre nero" in Giordania e la guerra dell'ottobre 1973, che inducono l'OLP ad intraprendere dei cambiamenti strutturali e programmatici tali da alterare la natura e i fini della lotta di liberazione. Il corpus principale di fonti primarie ਠcostituito dai testi politici dell'OLP (i documenti e le dichiarazioni delle sue istituzioni e dei suoi rappresentanti) e delle principali organizzazioni di resistenza (i congressi e i rapporti politici, gli opuscoli per la circolazione interna e quelli per la diffusione all'estero, i periodici, le dichiarazioni dei dirigenti). Oltre alle pubblicazioni ufficiali, un'altra categoria di fonti primarie comprende i libri, gli articoli e gli interventi sullo Stato democratico di personalità palestinesi o membri di organizzazioni del MRP fatti a titolo personale, e le interviste agli esponenti politici, agli intellettuali e alle personalità coinvolte nel dibattito.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/326117
URN:NBN:IT:BNCF-326117