La ricerca nasce da un duplice interesse: da una parte quello per la metodologia di ricerca e di formazione degli insegnanti dell'analisi di pratiche; dall'altra quello per il rapporto tra didattica e discipline. Al termine di un percorso circolare pratica-teoria-pratica e teoria-pratica-teoria (Altet, 2003), sono giunta a coniugare i due interessi nel tema della trasposizione didattica in atto. Il lavoro si apre dunque con lo studio di autori che si sono occupati direttamente e indirettamente di trasposizione didattica al fine di comprendere - innanzitutto da un punto di vista teorico †" come avviene tale processo. A partire dalla definizione di Yves Chevallard, il quale ਠstato il primo, nel 1985, a descrivere la trasposizione didattica come “quel lavoro che di un oggetto del sapere da insegnare fa un oggetto di insegnamento” (p. 39), sono giunta a elaborare un modello strutturato in cinque logiche (didattica, epistemologica, valoriale, dell'apprendimento, delle finalità ) che mette in luce gli elementi interagenti nel processo di trasposizione. L'elaborazione di tale modello ha permesso di definire l'ipotesi di ricerca che mi ha guidata nella parte sperimentale del lavoro. Essa ਠla seguente: la trasposizione didattica in atto, ovvero nel momento della topogenesi (Chevallard, 1985) in cui il sapere diventa oggetto insegnato e appreso (Develay, 1995), ਠfrutto dell'interazione di pi๠logiche. Per definire la forma del sapere insegnato occorre analizzare i legami, in termini di coerenze e prevalenze, tra queste logiche. La sperimentazione del lavoro ਠconsistita nell'analisi di alcuni episodi didattici di tre insegnanti di scuola primaria titolari, in classe 4°, della disciplina storia, al fine da una parte, di convalidare il modello elaborato, dall'altra, di esplorare la forma del sapere insegnato, frutto della mediazione del docente in classe. La ricerca si situa dunque in un paradigma che ਠal contempo nomotetico ed euristico. L'osservazione degli episodi ਠstata condotta attraverso la registrazione video di alcune lezioni dei docenti partecipanti alla ricerca. L'analisi dei filmati ਠavvenuta classificando e descrivendo i dispositivi didattici (Rossi-Toppano, 2009; Rossi, 2009) presenti nelle lezioni, trascrivendo le interazioni verbali della maggior parte di essi e operando un'analisi interpretativa del contenuto delle trascrizioni (Van der Maren, 2006). L'analisi del contenuto dei corpus e gli elementi osservabili grazie ai filmati hanno permesso di rintracciare gli aspetti individuati come indicatori delle logiche del modello elaborato. La valutazione dell'interazione tra le logiche ਠstata il frutto del reperimento, in uno stesso aspetto della pratica, di indicatori appartenenti a logiche diverse. Bibliografia: ? ALTET M.,2003, La ricerca sulle pratiche d'insegnamento in Francia, Editrice La Scuola, ? Brescia. ? CHEVALLARD Y., 1985, La transposition didactique. Du savoir enseignant au savoir enseignà©, La Pensee Sauvage, Grenoble. ? DEVELAY M., 1995, Savoirs scolaires et didactique des disciplines, ESF Editeur, Issy-les-Moulineaux. ? ROSSI P.G., 2009, Tecnologia e costruzione di mondi, Armando Editore, Roma. ? ROSSI P.G., TOPPANO E., 2009, Progettare nella società della conoscenza, Carocci, Roma. ? VAN DER MAREN J.-M., 2006, Les recherches qualitatives: des crità¨res varies de qualità© en fonction des types de recherche, in L. Paquay, M. Crahay, J.-M. De Ketele (eds.), L'analyse qualitative en à©ducation. Des pratique de recherche aux crità¨res de qualità©, De Boeck,Bruxelles, pp. 69-84.
La trasposizione didattica in atto alla scuola primaria: tre studi di caso.
2012
Abstract
La ricerca nasce da un duplice interesse: da una parte quello per la metodologia di ricerca e di formazione degli insegnanti dell'analisi di pratiche; dall'altra quello per il rapporto tra didattica e discipline. Al termine di un percorso circolare pratica-teoria-pratica e teoria-pratica-teoria (Altet, 2003), sono giunta a coniugare i due interessi nel tema della trasposizione didattica in atto. Il lavoro si apre dunque con lo studio di autori che si sono occupati direttamente e indirettamente di trasposizione didattica al fine di comprendere - innanzitutto da un punto di vista teorico †" come avviene tale processo. A partire dalla definizione di Yves Chevallard, il quale ਠstato il primo, nel 1985, a descrivere la trasposizione didattica come “quel lavoro che di un oggetto del sapere da insegnare fa un oggetto di insegnamento” (p. 39), sono giunta a elaborare un modello strutturato in cinque logiche (didattica, epistemologica, valoriale, dell'apprendimento, delle finalità ) che mette in luce gli elementi interagenti nel processo di trasposizione. L'elaborazione di tale modello ha permesso di definire l'ipotesi di ricerca che mi ha guidata nella parte sperimentale del lavoro. Essa ਠla seguente: la trasposizione didattica in atto, ovvero nel momento della topogenesi (Chevallard, 1985) in cui il sapere diventa oggetto insegnato e appreso (Develay, 1995), ਠfrutto dell'interazione di pi๠logiche. Per definire la forma del sapere insegnato occorre analizzare i legami, in termini di coerenze e prevalenze, tra queste logiche. La sperimentazione del lavoro ਠconsistita nell'analisi di alcuni episodi didattici di tre insegnanti di scuola primaria titolari, in classe 4°, della disciplina storia, al fine da una parte, di convalidare il modello elaborato, dall'altra, di esplorare la forma del sapere insegnato, frutto della mediazione del docente in classe. La ricerca si situa dunque in un paradigma che ਠal contempo nomotetico ed euristico. L'osservazione degli episodi ਠstata condotta attraverso la registrazione video di alcune lezioni dei docenti partecipanti alla ricerca. L'analisi dei filmati ਠavvenuta classificando e descrivendo i dispositivi didattici (Rossi-Toppano, 2009; Rossi, 2009) presenti nelle lezioni, trascrivendo le interazioni verbali della maggior parte di essi e operando un'analisi interpretativa del contenuto delle trascrizioni (Van der Maren, 2006). L'analisi del contenuto dei corpus e gli elementi osservabili grazie ai filmati hanno permesso di rintracciare gli aspetti individuati come indicatori delle logiche del modello elaborato. La valutazione dell'interazione tra le logiche ਠstata il frutto del reperimento, in uno stesso aspetto della pratica, di indicatori appartenenti a logiche diverse. Bibliografia: ? ALTET M.,2003, La ricerca sulle pratiche d'insegnamento in Francia, Editrice La Scuola, ? Brescia. ? CHEVALLARD Y., 1985, La transposition didactique. Du savoir enseignant au savoir enseignà©, La Pensee Sauvage, Grenoble. ? DEVELAY M., 1995, Savoirs scolaires et didactique des disciplines, ESF Editeur, Issy-les-Moulineaux. ? ROSSI P.G., 2009, Tecnologia e costruzione di mondi, Armando Editore, Roma. ? ROSSI P.G., TOPPANO E., 2009, Progettare nella società della conoscenza, Carocci, Roma. ? VAN DER MAREN J.-M., 2006, Les recherches qualitatives: des crità¨res varies de qualità© en fonction des types de recherche, in L. Paquay, M. Crahay, J.-M. De Ketele (eds.), L'analyse qualitative en à©ducation. Des pratique de recherche aux crità¨res de qualità©, De Boeck,Bruxelles, pp. 69-84.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/326219
URN:NBN:IT:BNCF-326219