La continua immissione in ambiente dei farmaci ad uso umano, e la loro incompleta rimozione nei depuratori rende questi composti pseudo-persistenti e potenzialmente pericolosi per gli organismi acquatici. La ricerca ha inteso valutare gli effetti sub-letali di farmaci di rilevanza ambientale su due organismi d'interesse commerciale: il mitilo mediterraneo e l'anguilla europea, tramite lo sviluppo e l'applicazione di indicatori biologici, in laboratorio e in campo. Gli studi sull'anguilla hanno permesso di identificare nella glicogenolisi, valutata in termini di glucosio rilasciato dagli epatociti, il parametro ideale per valutare alterazioni sul metabolismo glucidico. Con l'utilizzo di un metodo in vitro dinamico e sensibile, la perifusione di epatociti isolati in colonna, sono stati valutati gli effetti dei ?-bloccanti propranololo ed atenololo sul metabolismo glucidico. I risultati hanno mostrato la maggior potenza del propranololo nell'alterare la glicogenolisi e la maggior sensibilità dei pesci quando esposti al farmaco. Questa metodologia potrebbe permettere di rilevare la presenza di composti adrenergici, noti e non, nelle matrici ambientali. La consolidata batteria di biomarker applicata sui mitili in condizioni controllate, ha permesso di valutare gli effetti specifici della caffeina dopo esposizione di 7 giorni a concentrazioni ambientali. I risultati hanno evidenziato una moderata induzione della sindrome da stress, confermando la bassa pericolosità della caffeina per gli organismi acquatici, rispetto ad altri farmaci. L'applicazione degli stessi biomarker in un sistema naturale soggetto ad effetti antropici (la laguna Piallassa Piombone), ha permesso di valutare la qualità biologica della laguna, ma non ha potuto imputare gli effetti osservati ai residui farmaceutici, risultati minoritari rispetto ad altri inquinanti. In conseguenza di effetti osservati a basse dosi, concludiamo che ਠnecessario aumentare le conoscenze sugli effetti che questi contaminanti hanno sulle specie non target, e di sviluppare nuove e sensibili metodologie applicabili nella valutazione di rischio ambientale derivante da farmaci.
Sviluppo di indicatori biologici in organismi acquatici di interesse commerciale esposti a farmaci di rilevanza ambientale
2016
Abstract
La continua immissione in ambiente dei farmaci ad uso umano, e la loro incompleta rimozione nei depuratori rende questi composti pseudo-persistenti e potenzialmente pericolosi per gli organismi acquatici. La ricerca ha inteso valutare gli effetti sub-letali di farmaci di rilevanza ambientale su due organismi d'interesse commerciale: il mitilo mediterraneo e l'anguilla europea, tramite lo sviluppo e l'applicazione di indicatori biologici, in laboratorio e in campo. Gli studi sull'anguilla hanno permesso di identificare nella glicogenolisi, valutata in termini di glucosio rilasciato dagli epatociti, il parametro ideale per valutare alterazioni sul metabolismo glucidico. Con l'utilizzo di un metodo in vitro dinamico e sensibile, la perifusione di epatociti isolati in colonna, sono stati valutati gli effetti dei ?-bloccanti propranololo ed atenololo sul metabolismo glucidico. I risultati hanno mostrato la maggior potenza del propranololo nell'alterare la glicogenolisi e la maggior sensibilità dei pesci quando esposti al farmaco. Questa metodologia potrebbe permettere di rilevare la presenza di composti adrenergici, noti e non, nelle matrici ambientali. La consolidata batteria di biomarker applicata sui mitili in condizioni controllate, ha permesso di valutare gli effetti specifici della caffeina dopo esposizione di 7 giorni a concentrazioni ambientali. I risultati hanno evidenziato una moderata induzione della sindrome da stress, confermando la bassa pericolosità della caffeina per gli organismi acquatici, rispetto ad altri farmaci. L'applicazione degli stessi biomarker in un sistema naturale soggetto ad effetti antropici (la laguna Piallassa Piombone), ha permesso di valutare la qualità biologica della laguna, ma non ha potuto imputare gli effetti osservati ai residui farmaceutici, risultati minoritari rispetto ad altri inquinanti. In conseguenza di effetti osservati a basse dosi, concludiamo che ਠnecessario aumentare le conoscenze sugli effetti che questi contaminanti hanno sulle specie non target, e di sviluppare nuove e sensibili metodologie applicabili nella valutazione di rischio ambientale derivante da farmaci.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/326278
URN:NBN:IT:BNCF-326278