A parere dello scrivente, anzi, lࢠassenza di un preciso schema cui subordinare la possibilitàƒ di ricorrere al criterio di efficienza nella valutazione della fattispecie, attribuisce alle autoritàƒ competenti un piàƒ¹ ampio margine di discrezionalitàƒ nellࢠutilizzo del suddetto criterio poichàƒ© manca il vincolo della contestuale sussistenza delle altre condizioni di cui allࢠart. 81(3). Per quanto concerne infine la disciplina delle concentrazioni, essa, come abbiamo visto, prevede un riferimento ai possibili incrementi di efficienza (tecnica e dinamica) derivanti da operazioni di fusione, utilizzando la nozione utilizzata per le intese, cosàƒ¬ come nel precedente Regolamento 4064/89. Si àƒ© infine analizzato il nuovo Regolamento in materia di concentrazioni che avrebbe potuto costituire lࢠoccasione per recepire nella disciplina comunitaria lࢠattribuzione della facoltàƒ di ricorrere allࢠefficiency defense in presenza di una fattispecie, quella della fusione tra imprese, suscettibile piàƒ¹ di altre di essere valutata secondo il criterio di efficienza, ma che si àƒ© invece limitato a riprendere la medesima locuzione presente nellࢠart. 81(3). Il capitolo attesta anche lࢠattenzione verso lࢠistanza di efficienza che ha riguardato il meccanismo di applicazione della norma antitrust e non il contenuto della norma stessa; a questo profilo attiene, infatti, lࢠinnovazione apportata dal Regolamento 1/2003 che ha permesso, a parere dello scrivente, unࢠattribuzione piàƒ¹ razionale della competenza nella valutazione dei casi tra la Commissione e le autoritàƒ nazionali degli Stati membri; tuttavia pone alcune questioni che investono direttamente il tema dei criteri di valutazione utilizzati dalle autoritàƒ competenti. Capitolo 5 Lࢠanalisi del quarto capitolo àƒ© stata condotta, sebbene in forma piàƒ¹ sintetica, con riferimento alle normative antitrust dei principali Stati membri della Comunitàƒ Europea (German
Il criterio di efficienza e l'attività delle autorità antitrust
2008
Abstract
A parere dello scrivente, anzi, lࢠassenza di un preciso schema cui subordinare la possibilitàƒ di ricorrere al criterio di efficienza nella valutazione della fattispecie, attribuisce alle autoritàƒ competenti un piàƒ¹ ampio margine di discrezionalitàƒ nellࢠutilizzo del suddetto criterio poichàƒ© manca il vincolo della contestuale sussistenza delle altre condizioni di cui allࢠart. 81(3). Per quanto concerne infine la disciplina delle concentrazioni, essa, come abbiamo visto, prevede un riferimento ai possibili incrementi di efficienza (tecnica e dinamica) derivanti da operazioni di fusione, utilizzando la nozione utilizzata per le intese, cosàƒ¬ come nel precedente Regolamento 4064/89. Si àƒ© infine analizzato il nuovo Regolamento in materia di concentrazioni che avrebbe potuto costituire lࢠoccasione per recepire nella disciplina comunitaria lࢠattribuzione della facoltàƒ di ricorrere allࢠefficiency defense in presenza di una fattispecie, quella della fusione tra imprese, suscettibile piàƒ¹ di altre di essere valutata secondo il criterio di efficienza, ma che si àƒ© invece limitato a riprendere la medesima locuzione presente nellࢠart. 81(3). Il capitolo attesta anche lࢠattenzione verso lࢠistanza di efficienza che ha riguardato il meccanismo di applicazione della norma antitrust e non il contenuto della norma stessa; a questo profilo attiene, infatti, lࢠinnovazione apportata dal Regolamento 1/2003 che ha permesso, a parere dello scrivente, unࢠattribuzione piàƒ¹ razionale della competenza nella valutazione dei casi tra la Commissione e le autoritàƒ nazionali degli Stati membri; tuttavia pone alcune questioni che investono direttamente il tema dei criteri di valutazione utilizzati dalle autoritàƒ competenti. Capitolo 5 Lࢠanalisi del quarto capitolo àƒ© stata condotta, sebbene in forma piàƒ¹ sintetica, con riferimento alle normative antitrust dei principali Stati membri della Comunitàƒ Europea (German| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/326575
URN:NBN:IT:BNCF-326575