La tesi ha come oggetto di studio il significato e la struttura del cantiere di restauro architettonico, inteso non soltanto nella sua articolazione funzionale ed organizzazione tecnica, ma con riferimento alla civiltà  costruttiva che l'esprime ed agli indirizzi in materia d'intervento sulle preesistenze monumentali, in vista di una loro trasmissione al futuro. Pur riguardando la sua evoluzione nel corso degli ultimi due secoli, la ricerca ਠprincipalmente rivolta ad inquadrare ed esaminare la realtà  contemporanea del cantiere, nell'insieme delle sue articolazioni procedurali, funzionali e tecnico-esecutive. Il cantiere viene qui analizzato nella sua concreta processualità  d'attività  conservativa che dalla fase di rilievo, analisi e accertamento diagnostico (cantiere della conoscenza), perviene a quella esecutiva (cantiere di restauro), per estendersi alle successive fasi di collaudo, sorveglianza e manutenzione. E' dunque un concetto ampio quello cui si fa riferimento, che abbraccia tutte le fasi lavorative volte a salvaguardare l'opera e a trasmetterla al futuro, massimizzando le operazioni conservative. Le peculiarità  del cantiere di restauro risiedono essenzialmente nell'impegno richiesto al fine di restringere il campo dell'imprevedibilità  e dell'incertezza, pur nella consapevolezza che non ਠpossibile prevedere in anticipo e stabilire in ogni suo dettaglio l'esito delle attività  che vi si vanno a svolgere, secondo un processo continuo di costante controllo e verifica delle ipotesi progettuali. Per la sua complessità , il cantiere di restauro richiede una notevole attenzione nella definizione dei tempi, nelle previsioni di spesa, nelle scelte tecnico-esecutive e delle competenze necessarie. La realtà  del cantiere di restauro dell'architettura, comprendendo ed integrando i contributi di numerosi altri settori disciplinari come la chimica, la meccanica delle murature, la ricerca storiografica, la tecnologia, la cultura materiale, la storia della scienza e della tecnica costruttiva, la diagnostica ed altri ancora, appartiene indubbiamente alle problematiche ed alle vicende del settore edile ma tende progressivamente a ritagliarsi un suo territorio d'azione specifico e complesso, sostenuto dalla eccezionale evoluzione scientifica e tecnologica in questo campo. Per tale motivo in questa sede non si vuole dimostrare e sostenere l'esistenza di una distinzione o addirittura un divorzio fra una parte (il restauro) e il tutto (l'architettura), ma verificare se e in che modo la prassi che si rivolge al cantiere del costruito storico possiede una sua autonomia relativa e come questa prende concretamente corpo. La ricerca si propone anche di indagare come, storicamente, il cantiere di restauro si ਠspecificato e qualificato come tale, ovvero come peculiare e connotabile cantiere per l'architettura costruita a fini della conservazione della sua immagine e consistenza fisica. Trattasi di un'acquisizione abbastanza recente, almeno per quanto attiene la normativa nazionale in materia di lavori pubblici, che tuttavia trae origine dal dibattito e dalle esperienze del XIX secolo e della prima metà  del XX, mentre aspetti tecnici, accorgimenti e raccomandazioni di tipo pratico sono rinvenibili anche nei secoli precedenti, anche se riferibili a tematiche e condizioni particolari del cantiere di architettura, quando quest'ultimo deve confrontarsi con preesistenze costruite di varia natura ed entità . Da questo punto di vista l'analisi storica del cantiere di restauro puಠconsentirci di accedere a nuove, interessanti riletture della intera vicenda disciplinare. L'analisi del cantiere di restauro †" la sua vicenda storica, la sua struttura, la sua articolazione funzionale e tecnica, la sua disciplina normativa e procedurale †" puಠrappresentare dunque un osservatorio privilegiato, tale da consentire di mettere a fuoco una realtà  che, nel mondo moderno, tende sempre di pi๠a caratterizzarsi per la complessità  delle sue configurazioni teoriche ed operative. La complessità  e la specificità  del cantiere di restauro devono anzitutto individuarsi nell'obiettivo di tale attività : la massima conservazione del costruito storico. In tale prospettiva lo studio del cantiere di restauro, inteso quale specifica realtà  contemporanea, offre ampie possibilità  di sviluppo ed approfondimento delle conoscenze in questo campo. Le questioni sono dunque molte, talora anche contraddittorie, che tuttavia ci costringono ad affrontare tematiche essenziali, relative alla conservazione del patrimonio monumentale ed alla complessità  delle attività  che ne discendono. Un dato rappresentativo: mentre si applicano metodologie d'intervento necessariamente moderne, emerge la necessità  di conoscere i metodi e i modi con cui l'edificio ਠstato realizzato e di confrontarsi con l'esperienza del cantiere tradizionale (premoderno) che si ਠandata via via perdendo con l'evolversi della società  industriale. In tal senso nel cantiere di restauro si costringe l'architettura a confrontarsi con le tracce materiali della propria evoluzione nel tempo, evidenziando il difficile rapporto fra presente e passato.

Il cantiere di restauro: specificità  ed esperienze in Campania

2006

Abstract

La tesi ha come oggetto di studio il significato e la struttura del cantiere di restauro architettonico, inteso non soltanto nella sua articolazione funzionale ed organizzazione tecnica, ma con riferimento alla civiltà  costruttiva che l'esprime ed agli indirizzi in materia d'intervento sulle preesistenze monumentali, in vista di una loro trasmissione al futuro. Pur riguardando la sua evoluzione nel corso degli ultimi due secoli, la ricerca ਠprincipalmente rivolta ad inquadrare ed esaminare la realtà  contemporanea del cantiere, nell'insieme delle sue articolazioni procedurali, funzionali e tecnico-esecutive. Il cantiere viene qui analizzato nella sua concreta processualità  d'attività  conservativa che dalla fase di rilievo, analisi e accertamento diagnostico (cantiere della conoscenza), perviene a quella esecutiva (cantiere di restauro), per estendersi alle successive fasi di collaudo, sorveglianza e manutenzione. E' dunque un concetto ampio quello cui si fa riferimento, che abbraccia tutte le fasi lavorative volte a salvaguardare l'opera e a trasmetterla al futuro, massimizzando le operazioni conservative. Le peculiarità  del cantiere di restauro risiedono essenzialmente nell'impegno richiesto al fine di restringere il campo dell'imprevedibilità  e dell'incertezza, pur nella consapevolezza che non ਠpossibile prevedere in anticipo e stabilire in ogni suo dettaglio l'esito delle attività  che vi si vanno a svolgere, secondo un processo continuo di costante controllo e verifica delle ipotesi progettuali. Per la sua complessità , il cantiere di restauro richiede una notevole attenzione nella definizione dei tempi, nelle previsioni di spesa, nelle scelte tecnico-esecutive e delle competenze necessarie. La realtà  del cantiere di restauro dell'architettura, comprendendo ed integrando i contributi di numerosi altri settori disciplinari come la chimica, la meccanica delle murature, la ricerca storiografica, la tecnologia, la cultura materiale, la storia della scienza e della tecnica costruttiva, la diagnostica ed altri ancora, appartiene indubbiamente alle problematiche ed alle vicende del settore edile ma tende progressivamente a ritagliarsi un suo territorio d'azione specifico e complesso, sostenuto dalla eccezionale evoluzione scientifica e tecnologica in questo campo. Per tale motivo in questa sede non si vuole dimostrare e sostenere l'esistenza di una distinzione o addirittura un divorzio fra una parte (il restauro) e il tutto (l'architettura), ma verificare se e in che modo la prassi che si rivolge al cantiere del costruito storico possiede una sua autonomia relativa e come questa prende concretamente corpo. La ricerca si propone anche di indagare come, storicamente, il cantiere di restauro si ਠspecificato e qualificato come tale, ovvero come peculiare e connotabile cantiere per l'architettura costruita a fini della conservazione della sua immagine e consistenza fisica. Trattasi di un'acquisizione abbastanza recente, almeno per quanto attiene la normativa nazionale in materia di lavori pubblici, che tuttavia trae origine dal dibattito e dalle esperienze del XIX secolo e della prima metà  del XX, mentre aspetti tecnici, accorgimenti e raccomandazioni di tipo pratico sono rinvenibili anche nei secoli precedenti, anche se riferibili a tematiche e condizioni particolari del cantiere di architettura, quando quest'ultimo deve confrontarsi con preesistenze costruite di varia natura ed entità . Da questo punto di vista l'analisi storica del cantiere di restauro puಠconsentirci di accedere a nuove, interessanti riletture della intera vicenda disciplinare. L'analisi del cantiere di restauro †" la sua vicenda storica, la sua struttura, la sua articolazione funzionale e tecnica, la sua disciplina normativa e procedurale †" puಠrappresentare dunque un osservatorio privilegiato, tale da consentire di mettere a fuoco una realtà  che, nel mondo moderno, tende sempre di pi๠a caratterizzarsi per la complessità  delle sue configurazioni teoriche ed operative. La complessità  e la specificità  del cantiere di restauro devono anzitutto individuarsi nell'obiettivo di tale attività : la massima conservazione del costruito storico. In tale prospettiva lo studio del cantiere di restauro, inteso quale specifica realtà  contemporanea, offre ampie possibilità  di sviluppo ed approfondimento delle conoscenze in questo campo. Le questioni sono dunque molte, talora anche contraddittorie, che tuttavia ci costringono ad affrontare tematiche essenziali, relative alla conservazione del patrimonio monumentale ed alla complessità  delle attività  che ne discendono. Un dato rappresentativo: mentre si applicano metodologie d'intervento necessariamente moderne, emerge la necessità  di conoscere i metodi e i modi con cui l'edificio ਠstato realizzato e di confrontarsi con l'esperienza del cantiere tradizionale (premoderno) che si ਠandata via via perdendo con l'evolversi della società  industriale. In tal senso nel cantiere di restauro si costringe l'architettura a confrontarsi con le tracce materiali della propria evoluzione nel tempo, evidenziando il difficile rapporto fra presente e passato.
2006
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