Il saggio propone un confronto critico tra due tesi centrali nel dibattito etico e bioetico sull'ingegneria genetica applicata all'uomo: l'ipotesi di J. Habermas che sottolinea come un utilizzo diffuso delle biotecnologie comprometterebbe la simmetria intergenerazionale degli agenti morali e quindi la autocomprensione etica del genere e la proposta dei bioeticisti liberali anglosassoni di considerare le tecnologie genetiche nel segno di un ampliamento delle libertà da regolare in base al principio di giustizia.
Biotecnologie e natura umana: un rischio per l'autocomprensione del genere o una questione di giustizia?
2007
Abstract
Il saggio propone un confronto critico tra due tesi centrali nel dibattito etico e bioetico sull'ingegneria genetica applicata all'uomo: l'ipotesi di J. Habermas che sottolinea come un utilizzo diffuso delle biotecnologie comprometterebbe la simmetria intergenerazionale degli agenti morali e quindi la autocomprensione etica del genere e la proposta dei bioeticisti liberali anglosassoni di considerare le tecnologie genetiche nel segno di un ampliamento delle libertà da regolare in base al principio di giustizia.File in questo prodotto:
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/327315
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URN:NBN:IT:BNCF-327315