Alcuni studi e indagini nazionali condotti in strutture di ricovero, hanno portato alla luce la realtà  di reparti psichiatrici che, sovente, continuano ad impiegare pratiche fortemente radicate a istanze custodialistiche, tipiche del modello manicomiale., La diffusione epidemiologica della contenzione rivela una forte contraddizione tra la pratica clinica e i principi che hanno ispirato la riforma della legislazione psichiatrica del 1978. L'assunto su cui la tesi oggetto dell'elaborato pone le sue basi ਠil seguente: se le evidenze scientifiche mostrano che la contenzione puಠessere evitata, allora essa deve essere vietata. La partita, dunque, non si gioca solo sul campo dell'interpretazione delle norme giuridiche, ma coinvolge conoscenze pertinenti alla psichiatria, la quale deve indicare i comportamenti da adottare per affrontare le problematiche che riguardano la cura del paziente. A partire dalle evidenze scientifiche, l'obiettivo del presente lavoro ਠquello di dimostrare che la contenzione, sia sotto forma di contenzione meccanica che di contenzione fisica, poichà© illecita, deve essere abolita. L'originalità  della ricerca che risiede nella scelta di costruire le basi del ragionamento giuridico sulle evidenze scientifiche, che dimostrano che la contenzione non ha alcuna valenza di atto medico-terapeutico e che esistono numerosi strumenti idonei a prevenire o contenere gli eventuali comportamenti violenti (aggressivi o clastici) del paziente e, allo stesso tempo, in grado di preservare la sua integrità  e dignità  e di fortificarne l'alleanza terapeutica con gli operatori sanitari. Questa scelta ha l'ambizione di proporre una alternativa alla tendenza, attualmente assai diffusa, di convertire la medicina evidence based in una medicina dell'obbedienza giurisprudenziale. Al contrario, il giurista deve impegnarsi a costruire un modello integrato di scienza penalistica che tenga in debita considerazione le evidenze emerse in ambito scientifico e le metta in comunicazione con la tecnica giuridica.

Analisi critica dei profili bioetici e biogiuridici della contenzione del paziente psichiatrico con particolare riferimento alla dignità  umana

2017

Abstract

Alcuni studi e indagini nazionali condotti in strutture di ricovero, hanno portato alla luce la realtà  di reparti psichiatrici che, sovente, continuano ad impiegare pratiche fortemente radicate a istanze custodialistiche, tipiche del modello manicomiale., La diffusione epidemiologica della contenzione rivela una forte contraddizione tra la pratica clinica e i principi che hanno ispirato la riforma della legislazione psichiatrica del 1978. L'assunto su cui la tesi oggetto dell'elaborato pone le sue basi ਠil seguente: se le evidenze scientifiche mostrano che la contenzione puಠessere evitata, allora essa deve essere vietata. La partita, dunque, non si gioca solo sul campo dell'interpretazione delle norme giuridiche, ma coinvolge conoscenze pertinenti alla psichiatria, la quale deve indicare i comportamenti da adottare per affrontare le problematiche che riguardano la cura del paziente. A partire dalle evidenze scientifiche, l'obiettivo del presente lavoro ਠquello di dimostrare che la contenzione, sia sotto forma di contenzione meccanica che di contenzione fisica, poichà© illecita, deve essere abolita. L'originalità  della ricerca che risiede nella scelta di costruire le basi del ragionamento giuridico sulle evidenze scientifiche, che dimostrano che la contenzione non ha alcuna valenza di atto medico-terapeutico e che esistono numerosi strumenti idonei a prevenire o contenere gli eventuali comportamenti violenti (aggressivi o clastici) del paziente e, allo stesso tempo, in grado di preservare la sua integrità  e dignità  e di fortificarne l'alleanza terapeutica con gli operatori sanitari. Questa scelta ha l'ambizione di proporre una alternativa alla tendenza, attualmente assai diffusa, di convertire la medicina evidence based in una medicina dell'obbedienza giurisprudenziale. Al contrario, il giurista deve impegnarsi a costruire un modello integrato di scienza penalistica che tenga in debita considerazione le evidenze emerse in ambito scientifico e le metta in comunicazione con la tecnica giuridica.
2017
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