Nell'Europea del XXI Secolo tendente verso una progressiva armonizzazione (rectius, potenziale unificazione) fiscale, nondimeno scarsa coerenza pare oggi intravedersi tra la giurisprudenza delle Corti centrali (europea ed internazionale pattizia) e quella delle Corti periferiche nel settore delle sanzioni tributarie e dell'annesso principio del “bis de eadem re ne sit actio” che ne vieta la duplicazione con altre ed ontologicamente differenti sanzioni. Ne origina, per il giudice tributario del merito, un'incertezza applicativa di fondo sul quale debba essere il suo atteggiamento di fronte alle differenti soluzioni proposte, che il presente progetto si propone di analizzare con riferimento precipuo alla posizione del giudice fiscale italiano, al fine di cogliere il ventaglio delle alternative a sua disposizione allo stato attuale dell'evoluzione del diritto e della giurisprudenza esterna ed interna. Questo nella consapevolezza che le difficoltà odierne del giudice tributario italiano di fronte alla problematica prospettata siano sovente le stesse †" in un ordinamento giuridico europeo oramai «reticolare» e «multidirezionale» †" anche di altri giudici fiscali di altri Stati continentali, sicchà© eventuali sistematizzazioni giuridiche a favore del primo potrebbero giovare anche ai secondi.
Il "bis de eadem re ne sit actio" nel quadro del sistema sanzionatorio tributario italiano: impatto della giurisprudenza europea e comparazione con l'esperienza anglo-americana
2018
Abstract
Nell'Europea del XXI Secolo tendente verso una progressiva armonizzazione (rectius, potenziale unificazione) fiscale, nondimeno scarsa coerenza pare oggi intravedersi tra la giurisprudenza delle Corti centrali (europea ed internazionale pattizia) e quella delle Corti periferiche nel settore delle sanzioni tributarie e dell'annesso principio del “bis de eadem re ne sit actio” che ne vieta la duplicazione con altre ed ontologicamente differenti sanzioni. Ne origina, per il giudice tributario del merito, un'incertezza applicativa di fondo sul quale debba essere il suo atteggiamento di fronte alle differenti soluzioni proposte, che il presente progetto si propone di analizzare con riferimento precipuo alla posizione del giudice fiscale italiano, al fine di cogliere il ventaglio delle alternative a sua disposizione allo stato attuale dell'evoluzione del diritto e della giurisprudenza esterna ed interna. Questo nella consapevolezza che le difficoltà odierne del giudice tributario italiano di fronte alla problematica prospettata siano sovente le stesse †" in un ordinamento giuridico europeo oramai «reticolare» e «multidirezionale» †" anche di altri giudici fiscali di altri Stati continentali, sicchà© eventuali sistematizzazioni giuridiche a favore del primo potrebbero giovare anche ai secondi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/327556
URN:NBN:IT:BNCF-327556